Come si forma il governo: tutte le tappe

I passi da compiere prima delle consultazioni e cosa accadrà dopo. Cosa dice la Costituzione e la prassi sui passaggi per la formazione del governo.

tappe per la formazione del governo

Quali sono i prossimi passaggi per la formazione del governo? Qual è lo schema che i partiti e il presidente della Repubblica devono seguire secondo la Costituzione e la prassi istituzionale prima di arrivare alle formali consultazioni e quindi al conferimento di un incarico esplorativo al nuovo potenziale presidente del consiglio?

C’è da dire che se l’art. 92 della Costituzione sancisce che "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri” la prassi consuetudinaria - non scritta nella legge o nella Costituzione - prevede tre fasi per la formazione del governo: quella della consultazioni (preliminare) seguita dalla fase dell’incarico e da quella della nomina. Un procedimento articolato che è preceduto a sua volta da altri passaggi istituzionali.

I passaggi per la formazione del governo

Eletti i presidenti di Camera e Senato della Repubblica ci sono ancora diverse tappe prima che le delegazioni dei partiti salgano, subito dopo Pasqua, al Quirinale per le consultazioni di governo.

Il primo passaggio oggi con la formazione dei gruppi parlamentari. Deputati e senatori dovranno formalizzare a quale gruppo appartengono. Domani invece i gruppi parlamentari si riuniranno per definire i capigruppo, con gli occhi puntati soprattutto sul PD per saggiarne i rapporti di forza, per pesare quanto Matteo Renzi conta ancora nel partito.

Mercoledì 28 marzo proseguono i lavori in parlamento per riempire le caselle degli uffici di presidenza di ciascuna camera, quindi saranno scelti i 4 vicepresidenti di Camera e Senato (per Palazzo Madama sarebbe in pole position l’ex ministro Fedeli per il PD), i questori e i segretari di entrambi i rami del parlamento.

L’ultimo passaggio prima che i rappresentanti dei partiti vedano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è dato dalle conferenze dei presidenti dei gruppi parlamentari, il 28 marzo alle 11 al Senato e il 29 alla stessa ora alla Camera dei deputati. I presidenti della Camera e del Senato Casellati e Fico dovrebbero salire al Colle il tre aprile.

Il Capo dello Stato dopo aver ascoltato i presidenti delle Camere nello Studio alla Vetrata incontrerà le delegazioni dei rappresentati dei partiti, di solito cominciando da quelli con meno parlamentari, per chiedere la loro disponibilità a formare/sostenere un governo cui votare la fiducia.

Finite le consultazioni, come data si prevede almeno il 6 aprile, e in base all’esito dei colloqui il presidente Mattarella potrà dare un pre-incarico (come a Bersani nel 2013) o l’incarico di formare il governo al leader di partito o ad altra personalità politica che ha le maggiori possibilità di essere votato dalla maggioranza dei parlamentari.

Se il nuovo presidente del Consiglio incaricato non riesce a raccogliere una maggioranza parlamentare la palla passerà di nuovo a Mattarella che sarà sempre vincolato all’individuazione di una personalità che possa formare un governo con la fiducia del parlamento, pur scegliendo come organizzare l'agenda dei lavori.

Viceversa se il premier incaricato accetta di formare il governo dovrà stilare la lista del ministri per presentarla al Capo dello Stato che nominerà così i nuovi titolari dei dicasteri. Il premier incaricato può anche accettare "con riserva" verificando se ha o meno una solida maggioranza in parlamento.

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