Il prossimo obiettivo dei Cinque Stelle: separare la Lega da Berlusconi

Una frecciatina di Giulia Grillo e Danilo Toninelli rende chiara la strategia.

Roberto Fico e Luigi Di Maio

Nel post messo oggi in primo piano su "Il blog delle stelle", ossia il magazine online ufficiale del Movimento 5 Stelle c'è un passaggio che non lascia dubbi su quali sono i piani dei pentastellati nell'immediato futuro. Il post è quello dedicato a Roberto Fico che va in giro per Roma con il bus e il titolo è "Il Parlamento non sarà più il simbolo della Casta". È firmato da Giulia Grillo e Danilo Toninelli, due rappresentanti di spicco del Movimento, che cominciano elogiando l'importanza dell'elezione di Fico alla presidenza della Camera, poi, però, precisano:

"Roberto ha ottenuto 422 voti, pari a oltre i due terzi dei componenti dell'Aula. Sono mancati tuttavia circa una sessantina di voti rispetto ai numeri che ci sarebbero stati se tutte le forze del centrodestra avessero rispettato i patti come hanno fatto la Lega e Fratelli d'Italia. Questo a ulteriore dimostrazione del fatto che la coalizione del centrodestra non è per nulla compatta, contrariamente a quanto afferma oggi Berlusconi"

Quindi da una parte si elogiano Lega e Fratelli d'Italia, dall'altra si punta il dito contro Forza Italia, certi che i voti mancanti siano proprio dei forzisti. Sembra un'osservazione mirata a mettere zizzania nel Centrodestra, tanto più che per tutto il giorno si sono susseguite dichiarazioni dei leader del Movimento a favore di Matteo Salvini delle Lega, da Beppe Grillo a Luigi Di Maio fino a Virginia Raggi, che glissa sull'intento del leader del Carroccio di spostare alcuni ministeri al Sud e sottolinea invece le sue parole sull'importanza di rafforzare Roma.

Tutte le dichiarazioni degli ultimi giorni fanno pensare a un possibile governo che si basi su una maggioranza tra M5S, Lega e Fratelli d'Italia, con Forza Italia esclusa, ma già sono in tanti a immaginare che numerosi forzisti passerebbero senza problemi tra le fila degli altri due partiti abbandonando un Silvio Berlusconi che, evidentemente, sembra ormai fuori dai giochi di potere. E proprio quello è l'obiettivo dei pentastellati.

Luigi Di Maio ieri al Corriere della Sera ha detto chiaramente di essere fiero di aver posto il veto sulla proposta di incontrare Berlusconi perché, ha spiegato: "Questo ci ha permesso di ottenere la presidenza della Camera senza snaturarci, senza scendere a compromessi e rimanendo fedeli ai nostri valori. Non ci siamo sporcati le mani con un Nazareno bis".

Tuttavia alcuni elettori considerano gli accordi con la Lega, prima delle elezioni definita "geneticamente diversa" e dunque incompatibile con il M5S dallo stesso Roberto Fico, alla stessa stregua degli accordi con qualsiasi altro partito e un po' di malumore serpeggia tra i "cittadini", mentre altri comprendono che senza aperture ai leghisti non si può uscire da una situazione di stallo.

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