Prove di governo, Di Maio: "io premier o non e se ne fa nulla”

Ieri il candidato premier pentastellato aveva parlato di ministri leghisti di peso in un eventuale governo "giallo-verde".

Di Maio premier

Luigi Di Maio premier “o non e se ne fa nulla”. Dopo le allisciate strategiche dei giorni scorsi, tra Lega e Movimento Cinque Stelle è il momento di provare a trattare davvero per la formazione di un eventuale governo in grado di ottenere la fiducia delle camere.

E se come detto da Grillo con Matteo Salvini "si può parlare" ciò non significa che Luigi Di Maio - candidato premier del primo partito votato dagli italiani - rinunci a fare il presidente del consiglio.

Ieri il leader pentastellato aveva parlato di ministri leghisti di peso in un eventuale governo Lega-M5S e Salvini aveva aperto al reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia elettorale dei Cinque Stelle. Salvini ha parlato di uno strumento utile "per reintrodurre nel mondo del lavoro chi oggi ne è rimasto fuori".

Prove tecniche di formazione di una maggioranza che riesca a ottenere la fiducia delle camere?

Forse, ma a patto che la Lega rispetti la condizione di fondo imposta dal Movimento Cinque Stelle, Di Maio premier o niente: “O faccio io il premier, o non se ne fa nulla” secondo la dichiarazione attribuita all’ex presidente della Camera da La Stampa e la Repubblica.

Salvini ieri aveva provato a stanare Di Maio sulla premiership dicendo di essere pronto a fare il presidente del consiglio aggiungendo però che “non è o Salvini o la morte”. Di Maio in effetti è uscito allo scoperto.

Ma in un eventuale governo Lega-Cinque Stelle, Forza Italia riuscirebbe a occupare qualche poltrona? Allo stato attuale sembra che l’obiettivo del M5S sia proprio quello di separare e neanche troppo consensualmente Forza Italie a Lega, frantumando l’alleanza di centrodestra.

Tra i rebus da risolvere da Salvini anche questo. E se il premier incaricato non fosse né Salvini né di Maio ma una terza personalità? Neanche per idea secondo il proposito Di Maio premier "o se ne fa nulla” mentre la Lega sembra essere più possibilista sull'ipotesi del terzo nome.

Tutti gli occhi sono ora puntati sul presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le consultazioni finalizzate alla formazione del governo che si apriranno il 3 aprile subito dopo la pausa pasquale. Dal Quirinale trapela che se non sarà fatto il nuovo governo entro maggio il Capo dello Stato potrebbe chiedere di tornare alle urne.

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