Cottarelli tirato per la giacca: chi lo vuole ministro dell’economia chi premier

Carlo Cottarelli al CorSera risponde sul suo ventilato coinvolgimento nel governo: "Se è per fare cose sbagliate, allora ci sono tante altre persone". Secondo Il Giornale invece Salvini lo vedrebbe bene come premier...

carlo cottarelli

C’è un nome, a parte quelli di Salvini e Di Maio, che circola in questi giorni di convulse trattative politiche (più o meno sottotraccia) ed è quello di Carlo Cottarelli. Già commissario alla spending review renziana, Cottarelli, che in quel ruolo avrebbe volentieri fatto di più, si sentirà tirato per la giacca sia da chi lo vorrebbe ministro dell’economia sia da chi lo vedrebbe bene come premier incaricato per la formazione dell’esecutivo.

Il diretto interessato, ex capo dipartimento politiche di bilancio del Fondo monetario internazionale, stamattina in una intervista al Corriere della Sera dopo aver ribadito che i conti pubblici sono fragili e che è impossibile fare ulteriore deficit, risponde sull’ipotesi di una sua nomina a ministro dell’economia:

I vincitori del 4 marzo hanno anche proposte positive per la crescita: lotta alla corruzione, eliminare la burocrazia, semplificare, rendere la giustizia più veloce. Non ne faccio questioni di nomi o schieramenti. Però se qualcuno chiede che io sia coinvolto, io chiedo: per fare cosa? Se per fare cose che secondo me sono sbagliate, allora ci sono tante altre persone. Anche perché c’è poco da scherzare.

Cottarelli spiega che nell’eurozona siamo gli ultimi dopo la Grecia in termini di rendimenti dei titoli di Stato e che anche il Portogallo ci ha superati.

Ma un così austero custode dei conti e della finanza pubblici che possibilità ha di diventare ministro dell’economia in un governo Lega-Cinque Stelle (senza Forza Italia)? Al M5S la naturale propensione di Cottarelli a tagliare privilegi e spesa pubblica potrebbe anche piacere, azzarda Il Giornale, che si lancia oltre.

La scelta di Carlo Cottarelli premier incaricato spianerebbe la strada alla formazione di un governo Lega-Cinque Stelle, superando l’impasse della scelta del premier tra Salvini e Di Maio.

Bisognerà però fare i conti soprattutto con quest’ultimo che non sembra disposto almeno in questa fase a farsi da parte per la premiership come confermato poco fa anche dal parlamentare pentastellato Alfonso Bonafede.

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