Real Ira. Alle radici del nuovo terrorismo irlandese


Chiuso tra Iraq, Afghanistan e crisi economica globale, ha fatto ben poca notizia l'attentato che due giorni fa ha riaperto la stagione del sangue in Irlanda del Nord. Sono lontani i tempi in cui Ira e Eta monopolizzavano le prime pagine, e il fatto è stato accolto con tale incredulità da passare quasi sotto silenzio. E invece è accaduto veramente, e la cronaca appare quasi banale. Sabato sera un commando terrorista ha atteso che alcuni militari britannici uscissero dalla caserma disarmati a prendere la pizza che avevano ordinato per cena, e li ha freddati senza pietà, accorrendo addirittura sul posto per finirli prima di dileguarsi.

Erano 11 anni che non si registrava un atto del genere, e oggi come allora la mano assassina è quella della Real Ira, la frangia estremista fuoriuscita dall'esercito repubblicano irlandese. Nulla a che vedere con la vecchia Ira, che annunciò il disarmo nel 2005, nè con il suo braccio politico Sinn Fein, da anni impegnato nelle trattative con il governo britannico nella speranza di dare corpo al vecchio sogno di riunire le due Irlande in un unico stato.

Si tratta invece dell'ala oltranzista, composta dai duri e "puri"; coloro che non vengono a patti con niente e con nessuno e preferiscono morire con le armi in mano, non avendo evidentemente altro scopo nella vita. Gerry Adams, capo del Sinn Fein, è stato chiaro a riguardo:

"È un attacco al processo di pace. I responsabili non hanno sostegno nè strategia per arrivare a un'Irlanda unita. Vogliono solo riportare i soldati inglesi nelle nostre strade. Vogliono distruggere i grandi risultati raggiunti e precipitare nuovamente l'Irlanda nella guerra." Concludendo con un monito ai suoi: "I militanti repubblicani hanno il dovere di opporsi a un atto sbagliato e controproducente."

Tutti ricordiamo le terribili tappe che hanno portato ai fatti di sangue del trentennio 1969/1999. Il Bloody Sunday del 30 gennaio 1972 cantato dagli U2 (14 morti) cui seguì il Bloody Friday (26 bombe a Belfast/9 morti). E poi gli attentati a Lord Mountbatten e al primo ministro Thatcher nell'84 (quest'ultima miracolosamente scampata).

Tutto questo sembra così lontano ora, grazie anche alla meritoria azione avviata da Tony Blair e proseguita dall'attuale premier Gordon Brown... fate che non si torni indietro nel tempo. Ve lo chiede chi ama l'Irlanda. Ve lo chiede l'Irlanda stessa.

Nella foto: murale rappresentante Bobby Sands, simbolo e martire dell'Ira, morto suicida nel 1982

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