La Lega e lo strano tweet sul reddito di cittadinanza. Si guarda al PD?

L'account twitter della Lega ha citato il commento del piddino Anzaldi sull'intervento di Bonafede (Movimento 5 Stelle) a Radio 24

ROME, ITALY - MARCH 05:  Maurizio Martina holds a speech after the outcoming exit poll of the Italian elections  on March 5, 2018 in Rome, Italy. The economy and immigration are key factors in the 2018 Italian General Election after parliament was dissolved in December 2017.  Campaigning on the right are Silvio Berlusconi of Forza Italia teaming up with Matteo Salvini of the Eurosceptic Lega. While on the centre-left is Matteo Renzi, leader of the Democratic Party.  Challenging both camps is the leader of the Five Star Movement, Luigi Di Maio.  (Photo by Elisabetta Villa/Getty Images)

La partita per riuscire a formare il nuovo governo è sempre apertissima. Da una parte c'è Matteo Salvini (con Forza Italia al seguito) e dall'altra il Movimento 5 Stelle. Entrambi vorrebbero governare grazie ai voti degli altri, ma al momento sembra improbabile che si riesca trovare un punto di equilibrio politico. In ballo non c'è solo la poltrona da Premier, ma anche tutto il resto. Compresa la credibilità. I 5 Stelle vorrebbero andare al Governo con la Lega, ma non con Berlusconi. Senza rinunciare, allo stesso tempo, a nulla del loro programma che dovrebbe venire accettato in toto dall'alleato post-elettorale. Lo sanno bene, tra i 5 Stelle, che un accordo con Berlusconi potrebbe rappresentare un clamoroso boomerang in caso di nuove imminenti elezioni.

Salvini, dal canto suo, per il momento, non vuole allontanarsi da Berlusconi perché sente di essere diventato il nuovo leader del centrodestra e quindi non ha nessuna fretta; ha capito che in caso di elezioni ravvicinate potrebbe guadagnare altro consenso, riuscendo anche a cannibalizzare l'elettorato berlusconiano. Lo dicono i sondaggi e lo suggerisce, soprattutto, la logica. È chiaro che l'ago della bilancia potrebbe diventare il PD, anche se Salvini ha sempre escluso l'ipotesi di trattare con loro.

E il PD, invece, cosa fa? Il segretario reggente Martina continua a ripetere a tutti che il suo partito andrà all'opposizione, chiudendo a qualsiasi possibilità anche solo di dialogo. Una presa di posizione che sembrerebbe largamente condivisa, anche se non è del tutto chiaro quali siano i reali equilibri all'interno del Partito Democratico. Qualcuno nel PD - come Franceschini e Orlando - vorrebbe una riunione prima dell'inizio delle Consultazioni per valutare la situazione, mentre altri, come Lorenzo Guerini, sono fermissimi sulla scelta di restare all'opposizione di qualsiasi governo figlio di questa legislatura.

La situazione sembrerebbe di stallo assoluto, ammenoché dal PD non si stacchi una costola di "responsabili" - un po' come fecero Alfano e i suoi - per andare a sostenere una coalizione di centrodestra con la Lega primo partito. Sembrerebbe Fantapolitica. Forse è così. Salvini, però, l'ha detto chiaramente: a lui basterebbero 50 voti (un po' di più, in realtà) mentre ai 5 Stelle ne servirebbero 90. Troppi secondo il leader della Lega.

Questa mattina l'account twitter della Lega ha condiviso un articolo de "Il Populista" - testata di famiglia, della quale è condirettore proprio Matteo Salvini - per dare una spallata al Movimento 5 Stelle. Il tema era il reddito di cittadinanza, fiore all'occhiello del Movimento che proprio un paio di giorni fa lo stellato Bonafede ha ridimensionato nel corso di un intervento a Radio 24. La cosa curiosa sta nel fatto che nel link proposto non c'era la lettura critica delle parole di Bonafede fatta da un leghista (o da un altro esponente del CDX), bensì il commento pubblicato su Facebook dal deputato piddino Michele Anzaldi (sulla carta, un renziano doc): "Dopo cinque anni di propaganda in tutte le trasmissioni tv, a tutte le ore e a reti unificate, ora i Cinquestelle dicono che si erano sbagliati, che il reddito di cittadinanza per tutti era una bufala, che è irrealizzabile. Non è uno scherzo, è quello che ha dichiarato senza vergogna Bonafede, il braccio destro di Di Maio, a Radio24. Siamo oltre qualsiasi abuso della credulità popolare! Davvero pensano che gli italiani siano 'rincoglioniti', come ha detto Di Battista? I conti non potevano farli prima delle elezioni? Per anni hanno promesso soldi, illudendo le persone e speculando sulla pelle di chi non ce la fa. Passata la festa, gabbato lo santo. Vergogna".

Perché affidare la critica alle parole di Bonafede ad un esponente del Partito Democratico? Salvini ripete sempre che non andrebbe mai al governo con Renzi e la Boschi, ma magari qualche renziano lo accoglierebbe ben volentieri nella sua maggioranza. Di "responsabili", d'altra parte, è pieno il mondo e anche il Parlamento. Lo stesso Pierferdinando Casini, eletto a Bologna con il centrosinistra - già "responsabile" con Monti, Letta e Renzi - non è entrato nel Gruppo del PD al Senato e al momento non sono per nulla chiare le sue intenzioni. Staremo a vedere.


  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO