Milano, inchiesta Expo: prosciolto il sindaco Sala

Sindaco Beppe Sala

Nello scorso mese di dicembre il Sindaco Beppe Sala aveva richiesto il rito immediato per l'inchiesta sugli appalti di Expo e l'aveva fatto perché era "certo che venisse riconosciuta la sua innocenza". Oggi è arrivata la risposta che il Sindaco di Milano si aspettava, ovvero la pronuncia di "non luogo a procedere" perché "il fatto non sussiste". Al Sindaco era stato contestato il reato di abuso di ufficio per aver assegnato la fornitura, senza passare da una gara d'appalto, di 6mila alberi per l'Expo alla Mantovani spa. L'altro capo d'imputazione era quello di falso ideologico e materiale, per la presunta retrodatazione di un documento relativo al maxi-appalto per la Piastra dei Servizi di Expo, pari a 272 milioni di euro.

Le motivazioni offerte dai legali di Sala hanno convinto il gup Giovanna Campanile, che ha emesso una sentenza di non luogo a procedere. L'avvocato di Sala, Salvatore Scuto, ha così commentato all'uscita del tribunale: "Ho sentito il sindaco è contento dice che è stata ristabilita la verità storica. Questa decisione ha dimostrato che l'affidamento era legittimo e non era necessaria alcuna gara".

È stato invece rinviato a giudizio l'ex manager Angelo Paris - ugualmente prosciolto dall'accusa di abuso d'ufficio - per falso ideologico e materiale. Per Paris e per gli altri imputati - Piergiorgio Baita (ex ad della Mantovani) e Antonio Rognoni (ex dg di Infrastrutture Lombarde) - il prossimo 7 giugno si aprirà la fase dibattimentale.

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