Migranti, l'accordo tra Israele e UNHCR è annullato. L'annuncio di Netanyahu

Benjamin Netanyahu ha fatto un sopralluogo nei quartieri di Tel Aviv in cui sono concentrati i migranti.

NEW YORK, NY - SEPTEMBER 16:  View of the General Assembly Hall during UNHCR #WithRefugees petition handover at UN General Assembly Hall at United Nations on September 16, 2016 in New York City.  (Photo by Slaven Vlasic/Getty Images for UN High Commission on Refugees)

Aggiornamento ore 12:11 - Il Premier israeliano Benjamin Netanyahu ha deciso di annullare definitivamente l'accordo presentato ieri con l'UNHCR:

"Ho ascoltato i molti commenti, riesaminato i vantaggi e le mancanze e ho deciso di annullare l'accordo"

La decisione è arrivata dopo essersi consultato con il ministro degli Interni ed essere andato a fare un sopralluogo nei quartieri di Tel Aviv dove c'è una più alta concentrazione di rifugiati.

Aggiornamento martedì 3 aprile 2018 - Benjamin Netanyahu ha sospeso l'accordo annunciato ieri tra Israele e Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (UNHCR) relativo al ricollocamento in alcuni Paesi occidentali di oltre 16mila migranti africani che sono attualmente in Israele.
Il Premier ha annunciato che oggi andrà a fare un sopralluogo nei quartieri di Tel Aviv in cui è concentrata la maggior parte dei profughi e nel frattempo sospende l'accordo con l'UNHCR.

Accordo Israele-Onu sui migranti: che cosa è successo


Lunedì 2 aprile 2018

18.30 - La Farnesina ha prontamente smentito le parole di Netanyahu, precisando che "non c'è alcun accordo con l'Italia nell'ambito del patto bilaterale tra Israele e l'Unhcr per la ricollocazione, in cinque anni, dei migranti che vanno in Israele dall'Africa e che Israele si è impegnata a non respingere".

All'ANSA, poi, è arrivata anche la correzione di Israele. L'ufficio stampa di Netanyahu ha corretto il tiro, spiegando che "l'Italia era solo un esempio di un paese occidentale: il primo ministro non intendeva in modo specifico l'Italia".

18.00 - Il governo di Israele ha raggiunto un accordo con l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) sul destino di circa 16mila richiedenti asilo giunti da diversi Paesi africani e attualmente ospitati proprio in Israele.

L'accordo, che va a cancellare il contestato piano di rimpatrio voluto dal governo di Benjamin Netanyahu, prevede che nel corso dei prossimi cinque anni quei 16mila richiedenti asilo vengano trasferiti in vari Paesi occidentali, la maggior parte tra Italia, Germania e Canada. Altri 16mila richiedenti asilo, invece, potranno ottenere la residenza in Israele.

L'accordo è stato annunciato oggi, all'indomani dell'avvio della deportazione bloccata dalla Corte Suprema di Israele. Il premier Benjamin Netanyahu lo ha definito "senza precedenti" e ha ribadito in conferenza stampa che per ogni migrante che sarà trasferito all'estero, uno otterrà la cittadinanza israeliana.

Italia, Germania e Canada, così come gli altri Paesi presi in considerazione dall'accordo, non hanno ancora confermato la propria adesione.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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