Maurizio Martina: "Ascolteremo Mattarella, ma è difficile un percorso del Pd con il M5S"

Le dichiarazioni del reggente del Pd alla vigilia delle Consultazioni.

Maurizio Martina consultazioni
Questa mattina, martedì 3 aprile, vigilia delle consultazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la formazione del governo, il segretario reggente del Pd Maurizio Martina è intervenuto alla trasmissione di Radio Capital "Circo Massimo" e ha parlato della posizione del suo partito in vista dell'incontro di giovedì con il Capo dello Stato.

La delegazione del Pd, infatti, ha appuntamento al Quirinale giovedì mattina, alle ore 10, prima di Forza Italia (ore 11), Lega (ore 12) e Movimento 5 Stelle (ore 16:30). I Dem sono il secondo partito in Italia per numero di voti ottenuti, ma hanno perso le elezioni, battuti dai pentastellati e dalla coalizione di Centrodestra, che si è presentata con Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia uniti.

Fin dal giorno dopo le elezioni, il Pd ha annunciato che resterà all'opposizione e che non cercherà intese né con i 5 Stelle né con il centrodestra, anche se alcune correnti interne ai Dem sembrerebbero più aperte alla collaborazione. Maurizio Martina, che del Pd ora è il segretario reggente dopo le dimissioni di Matteo Renzi, oggi ha detto:

"Ascolteremo Sergio Mattarella, ma siamo fermi sulla linea dell'opposizione. La parola spetta ai vincitori del 4 marzo, che devono esplicitare qual è la prospettiva che si intende dare al Paese. Abbiamo un impegno sancito unitariamente con la nostra direzione. Sentiremo il Presidente e se ci saranno indicazioni non saremo insensibili"

Su un possibile accordo con i 5 Stelle Martina ha detto:

"Mi pare un percorso molto difficile. Ci sono scelte di merito che ci differenziano. Ho visto finora un ipertatticismo figlio di tempi che non si vedevano dal un bel po'"

E lo stesso pessimismo c'è nei confronti della destra:

"Ci sono punti sostanziali di differenza tra noi e loro. Posso fare qualche esempio: la questione dei dazi di queste settimane, che sono sempre stati sostenuti da Salvini: noi non possiamo fare da stampella a governi che danno seguito a questa prospettiva. Altro esempio: a giugno si discuterà il Trattato di Dublino. La destra ha tenuto posizioni molto differenti su questo tema, la Lega votò contro. Non vedo punti in comune nel confronto sui temi. Noi rappresentiamo in tutto e per tutto l'alternativa al centrodestra e anche ad alcune proposte di merito del M5S"

Martina ha anche detto di non auspicare un governo M5S-Lega e di non tifare nemmeno per un voto anticipato e ha sottolineato che, sulla base dei risultati del 4 marzo, il ruolo del Pd deve essere quello di stare all'opposizione, che non vuol dire che si isolerà, ma farà battaglia in Parlamento con l'obiettivo di riconquistare il proprio elettorato.

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