Processo Cappato: il Governo si costituisce davanti alla Consulta

il Governo Gentiloni ha deciso di costituirsi davanti alla Consulta per discutere la legittimità della legge sull'aiuto al suicidio

Sede Corte Costituzionale

Il 14 febbraio scorso la Corte d'Assise di Milano ha chiesto l'intervento della Corte Costituzionale per il processo a Marco Cappato - esponente dei Radicali e dell'Associazione Luca Coscioni - che ha aiutato Fabiano Antoniani, alias Dj Fabo, a morire in Svizzera col "suicidio assistito". Dj Fabo era determinatissimo a porre fine alle proprie sofferenze, ma non esistendo in Italia una legge che prevede la possibilità del suicidio assistito è stato costretto a rivolgersi a Marco Cappato per farsi aiutare a porre fine alla sua esistenza, ormai scandita solo dalla sofferenza fisica e psicologica.

La Corte d'Assise di Milano ha assolto Cappato dall'accusa di aver rafforzato il proposito suicidiario di Fabiano Antoniani, ma ha contestualmente chiesto l'intervento della Consulta per valutare la costituzionalità dell'art. 580 c.p. che prevede una pena da cinque a dodici anni di reclusione per chi "agevola in qualsiasi modo l'esecuzione" di un suicidio. Nel dibattimento è stato accertato che Dj Fabo vivesse una situazione di grossa frustrazione dettata dall'impossibilità di porre fine alla propria vita senza un ausilio esterno.

La nostra Costituzione riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo all'articolo 2, così come stabilisce all'art. 32 che "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Per anni si è dibattuto se anche l'alimentazione coattiva si potesse considerare "un trattamento sanitario".

La Legge sul "testamento biologico", approvata sul finire della scorsa legislatura, ha stabilito inequivocabilmente che un individuo può rifiutare le cure, compresa l'alimentazione, per porre fine alla sua vita nel caso in cui sia impegnato a combattere una battaglia contro una malattia per la quale non esiste una cura. In base alla legge sul "testamento biologico" è possibile anche stabilire una pianificazione delle cure o anche lasciare disposizioni nel caso subentri una futura incapacità all'autodeterminazione.

È dunque chiaro che questa legge concede una via di scampo - decisamente perfettibile - proprio alle persone nelle condizioni di Fabiano Antoniani, senza costringerle a ricorrere al suicidio assistito in un Paese estero violando la legge italiana.

Incredibilmente, in totale contraddizione con i principi che ha stabilito la legge sul testamento biologico, il Governo Gentiloni ha deciso di costituirsi davanti alla Consulta per difendere le ragioni dell'esistenza, senza eccezioni, dell'art. 580 del codice penale.

Si tratta di una scelta politica, istituzionalmente e giuridicamente difficile da comprendere. La Consulta, che già in passato aveva rivolto accorati appelli al Parlamento per indurlo a legiferare sul fine vita, saprà certamente difendere le ragioni del diritto e del buon senso di fronte ad un'ostinata e propagandistica iniziativa di questo Governo.

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