Di Maio: sì a governo con la Lega, mai con Berlusconi

Forza Italia bloccherebbe le riforme di sistema che il M5S vuole realizzare. Del resto la base dei Cinque Stelle non perdonerebbe mai a Di Maio un’alleanza con Berlusconi.

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    Aggiornamento ore 22:50 - Continua il botta e risposta a distanza tra i due aspiranti premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il leader della Lega spiega che: “A differenza dei 5Stelle, la Lega esclude qualsiasi alleanza di governo col Pd bocciato dagli italiani. La coalizione che ha preso più voti è quella di centrodestra e da questa si riparte, dialogando anche con i 5Stelle ma senza subire veti o imposizioni”. Cosa dira Salvini al Capo dello Stato: “parleremo di progetti, di lavoro, pensioni e sicurezza, pronti a governare ma senza escludere di tornare a votare in mancanza di accordi chiari, che ci permettano di far ripartire l’Italia. Non vedo l’ora di passare dalle parole ai fatti, saremo ragionevoli e concreti come in queste settimane, ma se ci accorgessimo che qualcuno vuole tirare a campare, noi diremo no”.

Luigi Di Maio dice sì a un governo M5S-Lega, senza Forza Italia, e lascia socchiusa la porta anche al Partito Democratico che invece rispedisce l'invito al mittente, con una presa di posizione che nel pomeriggio rafforza le parole del segretario reggente dei dem Maurizio Martina. Intervistato stamane da Radio Capital Martina ha ribadito che il Partito Democratico starà all'opposizione.

Il candidato premier del Movimento Cinquestelle a «Di Martedì» - in onda stasera su la7 - conferma che un governo Cinque Stelle-Lega con lui a Palazzo Chigi e senza alcuna collaborazione con Berlusconi sarebbe la soluzione più auspicabile. A un giorno dall’avvio delle consultazioni al Quirinale questo è il punto di vista ripetuto dal partito di maggioranza relativa la cui delegazione al Colle è attesa per il pomeriggio di dopodomani.

Per molti osservatori difficilmente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella affiderà un mandato esplorativo alla fine delle consultazioni del 4 e 5 aprile. Potrebbe rendersi necessario almeno un secondo "giro". Di Maio intanto mette le mani avanti e chiude a qualsiasi ipotesi di governo con il centrodestra tutto.

Forza Italia è visto come il partito che bloccherebbe le riforme di sistema che il M5S vuole portare a termine in questa legislatura. La base dei Cinque Stelle del resto non perdonerebbe mai a Di Maio un’alleanza con il vituperato Berlusconi.

Con Mattarella Di Maio insisterà quindi sulla prospettiva di un governo M5S-Lega con lui presidente del Consiglio, quale legittima espressione della volontà popolare. Ma se dall’altra parte del campo Matteo Salvini ha già detto e ridetto che non intende rompere con Forza Italia come se ne esce?

Anche il Partito Democratico nel pomeriggio si è detto indisponibile a formare un governo con Di Maio e con Salvini premier secondo quanto affermato dal senatore Andrea Marcucci oggi pomeriggio:

Il PD, coerentemente con le decisioni assunte in direzione, dirà al presidente Mattarella che non siamo disponibili ad alcun governo che abbia Di Maio o Salvini come premier. La proposta del leader 5 stelle ovviamente irricevibile.

Ne sapremo di più giovedì sera quando dal Colle arriverà il resoconto della due giorni di consultazioni.

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