Presidente Casellati a Matrix: "L'urgenza del Paese è una riforma fiscale che dia fiato alle famiglie"

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Maria Elisabetta Alberti Casellati ha concesso un'intervista ai microfoni di Matrix - in onda questa sera alle 23:30 - nella giornata del "primo giro" di consultazioni del Presidente della Repubblica. La Presidente ha parlato della situazione di stallo che in questo momento caratterizza l'inizio della XVII legislatura: "Tornare a votare non risolverebbe nulla, si tornerebbe al punto di partenza. Credo che tutte le energie debbano essere spese per cercare di formare un quadro politico che possa governare. Se si riesce a trovare un accordo su punti di programma forse ce la possiamo fare. Quello che mi ha eletta è stato un metodo e un metodo potrebbe ripetersi al di là delle etichette. Io mi auguro che lo stesso tipo di criterio si proietti anche nella formazione del governo".

La Casellati spera che il metodo che ha portato alla sua elezione, vale a dire l'accordo tra centrodestra e Movimento 5 Stelle, possa essere nuovamente utilizzato per riuscire a formare un Governo. In questo senso il veto dei 5 Stelle potrebbe rappresentare un grosso ostacolo: "Il veto è sempre e comunque un errore. Mi auguro che questa idea di veti scompaia, perché diventerebbe difficile in questo modo trovare una strada per una formazione concreta di Governo che dia risposte ai cittadini italiani. Secondo me è possibile che ci sia un secondo giro di consultazioni".

Sulle priorità per il Paese, la Casellati ha le idee chiare: "L'urgenza del Paese è una riforma fiscale che dia fiato alle famiglie, che dia sviluppo al Paese, che dia occupazione ai giovani, che dia speranza in definitiva. Oggi c'è un oppressione fiscale intollerabile. Se dovessi pensare a una legge che riguardi la giustizia, penserei alla legittima difesa, perché oggi ci troviamo in una situazione in cui chi è aggredito, chi si difende, chi aiuta come le forze dell'ordine, deve poi anche difendersi in tribunale".

La seconda carica dello Stato ha poi chiarito in quale modo preferisce essere chiamata: "Mi faccio chiamare il Presidente, perché ritengo che non ci sia bisogno di un articolo femminile per rivendicare la parità. La parità è sostanza, non è forma. Oltretutto c'è anche un risparmio di spesa, perché avrei dovuto cambiare tutto, dalla cancelleria alle etichette e, con i tempi che corrono, non è un problema certamente banale".

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