Siria, Donald Trump promette una risposta ferma

Il governo siriano sostiene di non essere responsabile dell'attacco chimico a Douma. Trump ieri aveva promesso decisioni importanti sulla Siria in 24-48 ore. Oggi fonti media riferiscono di un cacciatorpediniere americano in viaggio verso le acque siriane.

JARABLUS, SYRIA - AUGUST 31: Destroyed buildings is seen in the border town of Jarablus, August 31, 2016, Syria. Turkish troops and Turkey-backed rebels have been fighting Kurdish-led forces and IS since Turkey's incursion into Syria on Aug. 24. with the swift capture of Jarablus, a town a few km inside Syria that was held by Islamic State.(Photo by Defne Karadeniz/Getty Images)

17.20 - La situazione in Siria ha acquisito priorità talmente alta da spingere il Presidente USA Donald Trump, già intervenuto in giornata sulla vicenda, a cancellare quello che sarebbe stato il suo primo viaggio ufficiale in America Latina per concentrarsi proprio sulla risposta da dare all'attacco chimico di sabato a Duma, in Siria.

La Casa Bianca ha reso noto oggi che Donald Trump resterà a Washington per poter affrontare al meglio la questione siriana e intervenire in modo tempestivo non appena ci saranno elementi a sufficienza per attribuire le responsabilità di quell'attacco costato la vita a decine di persone.

A prendere il posto di Donald Trump nel viaggio in America Latina ci penserà il vice presidente Mike Pence, che si recherà in Perù per il Summit delle Americhe e successivamente visiterà la Colombia per conto di Trump.

14.10 - Il Presidente USA Donald Trump è intervenuto pubblicamente sugli ultimi drammatici sviluppi in Siria e ha promesso una risposta potente da parte degli Stati Uniti:

Abbiamo diverse opzioni militari e decideremo presto come agire.

Trump ha precisato che in queste ore gli Stati Uniti stanno cercando di fare chiarezza sulle responsabilità dell'attacco chimico a Duma di sabato scorso e di aver già parlato della questione col presidente francese Emmanuel Macron, particolare confermato anche dall'Eliseo, secondo il quale i due leader sarebbero d'accordo su una risposta chiara da dare.

Cacciatorpediniere USA verso la Siria

Martedì 10 aprile 2018 - Un cacciatorpediniere USA sarebbe in viaggio verso le acque della Siria secondo quanto riferiscono fonti media. Ieri il presidente americano Donald Trump aveva promesso "decisioni importanti nelle prossime 24-48 ore" sulla Siria, dopo l'attacco chimico di cui è accusato il regime di Assad che qualche giorno fa a Douma ha provocato 100 morti.

"Condanno gli atroci attacchi su siriani innocenti, condotti con armi chimiche proibite. Un attacco atroce, orribile. Stiamo studiando la situazione da vicino, siamo impegnati in una serie di meeting con le nostre forze armate. Prenderemo decisioni importanti nelle prossime 24-48 ore" aveva detto Trump. Oggi la notizia della nave da guerra americana che starebbe muovendosi verso le acque siriane.

Attacco chimico in Siria, De Mistura: "Serve inchiesta Onu indipendente"

Lunedì 9 aprile 2018 - L'inviato speciale dell'Onu Staffan de Mistura, nel corso della riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza, ha detto che è necessaria un'indagine indipendente per capire che cosa sta succedendo in Siria. Il diplomatico ha spiegato:

"Molti Stati hanno accusato il governo siriano di essere responsabile del presunto attacco chimico a Duma, mentre altri inclusa la Siria hanno respinto le accuse definendole una provocazione. Questa è una ragione in più per condurre un'inchiesta indipendente sull'accaduto. Le Nazioni Unite non sono nella posizione di verificare le segnalazioni dell'attacco chimico, ma non possono ignorarle"

Poi ha aggiunto che la priorità è proteggere i civili in Siria dalla guerra e dalla fame e ha chiesto a tutte le parti di rispettare il diritto internazionale umanitario, infine ha specificato che le continue accuse dell'uso di armi chimiche "sono ragione di enorme preoccupazione e devono essere indagate approfonditamente". Inoltre ha sottolineato che la i membri del Consiglio di Sicurezza devono perseguire la prevenzione dell'impunità e qualsiasi uso delle armi chimiche.

Siria, attacco chimico a Duma


Domenica 8 aprile 2018

13.23 - Il bilancio del denunciato attacco chimico in Siria, che sarebbe opera del governo, sale da 70 a circa 100 morti secondo l’Ong Ondus, l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria. Tra le vittime dell’attacco compiuto a Duma, a est della capitale Damasco, ci sarebbero anche tanti bambini e tante donne. Le condizioni di salute già precarie di molti avrebbero aggravato la conta dei dei morti, per soffocamento e difficoltà respiratorie.

Duma è considerata l’ultimo fortino dei ribelli che combattono il regime di Bashar-al Assad che, forte dell’appoggio della Russia e del vicino Iran, continuerebbe a fare stragi anche di civili inermi, del tutto incurante degli appelli della comunità internazionale.

Papa Francesco, da sempre vicino alle sofferenze del martoriato popolo siriano, l’ultimo suo appello a Pasqua, è intervenuto stamattina su questa ennesima strage chiedendo con decisione la fine della guerra e lo stop all’uso di armi chimiche in Siria.  

"Giungono dalla Siria notizia terribili con decine di vittime, di cui molte donne e bambini" a causa "dell'uso di armi chimiche: preghiamo per tutti i defunti per le famiglie che soffrono” ha detto Francesco che poi ha aggiunto: "Non c'è una guerra buona e una guerra cattiva e niente può giustificare l'uso di tali strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi. Preghiamo perché i responsabili politici e militari scelgano un'altra via: quella del negoziato, la sola che può portare una pace che non sia quella della morte e della distruzione".

Siria, attacco chimico a Duma: almeno 70 morti

Almeno 70 persone hanno perso la vita in un sospetto attacco chimico nella città siriana di Duma, l’ultima roccaforte dei ribelli nella regione di Ghouta orientale. A riferirlo sono stati i medici e i soccorritori giunti sul posto subito dopo, secondo i quali il numero delle vittime è destinato a salire nelle prossime ore.

Il governo siriano ha prontamente respinto ogni addebito, definendo le notizie dell’attacco chimico come una pura invenzione. Al momento non ci sono organi indipendenti in grado di fare una verifica, ma le immagini diffuse da chi è intervenuto sul posto lasciano poco spazio a dubbi.

Secondo quanto riferiscono i locali, una bomba contenente il gas nervino Sarin sarebbe stata lanciata da un elicottero, ma anche su questo aspetto non ci sono conferme ufficiali.

L’ente statunitense Union of Medical Relief Organization, impegnata nel fornire supporto agli ospedali siriani, ha confermato alla BBC il bilancio provvisorio di 70 morti, ma ha precisato che a causa dei continui bombardamenti, non è semplice recarsi nell’area coinvolta per prestare soccorso e per questo motivo molte altre persone rimaste uccise saranno recuperare solo nelle prossime ore.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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