Nuovo governo: Mattarella dice no a voto subito, esecutivo entro il Consiglio Ue di giugno

Mattarella nuovo governo

Nuovo governo: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, vuole la formazione di un esecutivo prima del Consiglio Ue in programma a giugno prossimo. Non si può tornare al voto subito, è questo il diktat del Colle dopo il primo giro di consultazioni andato sostanzialmente a vuoto. L’impressione è che nemmeno la seconda tornata, però, riesca a sintetizzare un quadro politico che risulta essere assai frastagliato. Il Capo dello Stato aveva dichiarato sin dal giorno dopo il voto del 4 marzo di voler essere un “facilitatore”, ma dopo oltre un mese non sembra essere cambiato molto. L’elezione dei presidenti delle Camere aveva probabilmente illuso sulla possibilità della formazione di un nuovo governo in tempi rapidi, ma le mosse degli ultimi giorni da parte dei principali attori in campo, allontanano questa ipotesi.

Dopo la richiesta di Matteo Salvini ai suoi alleati in merito ad un unico colloquio al Colle con Mattarella, vi è stato domenica un vertice ad Arcore al termine del quale Forza Italia ha ribadito la sua posizione: il nuovo governo sarà composto dalla coalizione di centro-destra con alleati da “pescare” in Parlamento (PD ed eventuali transfughi 5 Stelle?). Tiepida l’accoglienza da parte del leader della Lega, che continua invece a strizzare l’occhio al M5S. I grillini, però, da parte loro continuano a ritenere impossibile un esecutivo con Salvini e Berlusconi: “Da Arcore non può partire nessun cambiamento”, ha replicato Luigi Di Maio, che intanto si è visto dare l’ennesimo due di picche dal PD.

“Il Partito Democratico non sarà uno spettatore, ma il contratto di Di Maio non è credibile”, fa sapere Andrea Orlando. Insomma, il quadro non cambia di un millimetro con il passare dei giorni e si continua ad andare avanti a rimpalli. Cosa succederà nei prossimi giorni non è assolutamente pronosticabile in queste condizioni, ma è evidente che Salvini si trovi tra due fuochi: vuole tendere la mano al M5S senza spaccare il centrodestra, ma i Pentastellati sono disposti a trattare solo sulla base dello scioglimento dell’alleanza tra Lega e Forza Italia. Il PD, a questo punto, è quotato maggiormente in una sorta di Nazareno 2 con forzisti e leghisti, anche perché la corrente che a capo a Matteo Renzi continua ad essere ancora quella più influente tra i dem.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO