Orlando (PD): "Pronti a discutere con il M5S se rinunciano alla Lega"

andrea orlando pd

Nonostante la linea del Partito Democratico resti quella della chiusura, Andrea Orlando, ex Ministro della Giustizia, tende la mano al Movimento 5 Stelle. Intervistato da Radiouno, l’ex guardasigilli ammette che il PD sia pronto a fare la propria parte per la formazione di un nuovo governo, purché Luigi Di Maio chiarisca definitivamente quale sia la posizione dei “grillini”:

“Se i 5 stelle rinunciano alla Lega siamo pronti a discutere. Di Maio - continua Orlando - non può dire o la Lega o il Pd. Deve dire che rinuncia all’interlocuzione con la Lega perché su quei due, tre, quattro, cinque punti l’interlocuzione con la Lega è preclusiva di un rapporto con il Pd”.

Insomma, nel giorno in cui Matteo Salvini dichiara di essere pronto a fare un governo in autonomia anche senza il M5S, arriva dal centrosinistra un’altra apertura, dopo quella di Dario Franceschini. Proprio ieri, infatti, l’ex Ministro della Cultura era uscito allo scoperto certificando di fatto la spaccatura esistente all’interno del PD tra i renziani che insistono per la chiusura ai “grillini” (ma probabilmente aprirebbero ad una chiamata da Berlusconi) e coloro i quali invece vorrebbero provare ad instaurare un dialogo con Di Maio, deponendo l’ascia di guerra per il bene del Paese.

“Se Di Maio continua a pensare di poter parlare con Salvini su temi quali Europa, immigrazione, politica internazionale o flat tax - insiste Orlando - , stiamo facendo delle chiacchiere totalmente a vuoto: non ci sono le condizioni non per sedersi al tavolo ma neanche per salutarsi..”.

Facendo eco alle parole del segretario Martina, anche Orlando sostiene che una posizione maggiormente attiva da parte del Partito Democratico consentirebbe quantomeno di far emergere “le ambiguità dei grillini”, anche se al momento non crede che si possa arrivare ad un negoziato vero e proprio. Insomma, dopo il primo giro di consultazioni andato a vuoto, le percentuali che nessuno riesca a formare un nuovo governo sono cresciute e lo “spettro” di elezioni in autunno starebbe avanzando prepotentemente.

“Tuttavia non vorrei sembrare eccessivamente pessimistico, dopo il primo giro di consultazioni non dico ‘5 stelle o niente’, dico che vedo molte più possibilità sul niente. Il che mi preoccupa”.

Infine, una replica a Salvini che proprio oggi ha sottolineato di voler dialogare con tutti tranne con il PD:

“Il dialogo con il centrodestra è un esercizio fine a se stesso. Un dialogo con la Lega mi sembra molto complicato. Loro sono su una posizione lepenista. Non c’è una convergenza, anche solo per qualche mese. Anche con il M5S è difficile. Oggi - conclude Orlando - , dopo il primo giro di consultazioni, vedo che è molto improbabile si arrivi a un accordo”.

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