Pecoraro Scanio e la giustizia-spettacolo

Alfonso Pecoraro Scanio, quasi ex-ministro dell'ambiente e leader dei Verdi, oggi si è risvegliato da iscritto nel registro degli indagati della procura di Potenza. L'addebito riguarderebbe una presunta associazione per delinquere finalizzata a compiere reati contro la pubblica amministrazione e corruzione (fonte : Repubblica.it).
Per aggiungere un po' di pepe alla vicenda va immediatamente sottolineato che il pubblico ministero incaricato è il celeberrimo Tony Woodcock, già assurto agli onori della cronaca per più vicende e indagini clamorose. Ma vediamo con ordine come si sono svolti i fatti.

Pare che il PM, impegnato nella ben nota inchiesta sul fotoreporter Fabrizio Corona, abbia messo sotto controllo i telefoni della Visetur, un'agenzia di viaggi specializzata nell'accontentare i VIP, scoprendo che aveva organizzato diversi viaggi gratuiti per il ministro. Sotto accusa tra l'altro il soggiorno del politico campano in un hotel a 7 stelle di Milano. Fin qui siamo ancora nel campo delle illazioni, ma la bomba vera secondo il Corriere della Sera, sarebbe che alcuni imprenditori, anche loro finiti sotto intercettazione, avrebbero affermato di aver trattato con Pecoraro Scanio la possibilità di smaltire in un termovalorizzatore che gestiscono in Grecia, una parte dei rifiuti campani. Il ministro avrebbe ottenuto una contropartita pur senza garantire la riuscita dell'affare; la nomina governativa del supercommissario dei rifiuti Gianni De Gennaro avrebbe infatti intralciato la cosa mandando tutto all'aria.

Si parla inoltre di favori fatta alla Visetur stessa e alla Modus Vivendi, una rivista ambientalista, in forma di appalti, contributi pubblici e assunzioni compiacenti. Sembra dunque configurarsi l'ennesimo scandaletto-scandalone all'italiana, ma va detto che l'inchiesta è appena partita e tutta da verificare. Dal canto suo Pecoraro Scanio ha indetto una conferenza stampa dichiarando di rinunciare all'immunità parlamentare per tutelare il suo buon nome, e negando con forza qualsivoglia addebito.

Rimaniamo pertanto in attesa di ulteriori sviluppi, domandandoci ovviamente cui prodest? A chi giova l'ennesima torbida vicenda uscita fuori a pochi giorni dalle elezioni? Al ministro uscente si possono imputare mille mancanze, tra le quali l'inesistente gestione dell'emergenza-rifiuti campana, ma anche l'ambiguo atteggiamento riguardo alla TAV e ad altre grandi opere di ammodernamento del paese, ma un'accusa di corruzione è un altro conto. E allora ci domandiamo, ma è possibile che in Italia non si possa condurre una campagna elettorale normale, che eventi gravi come un'inchiesta che coinvolge un ministro della Repubblica debbano sempre capitare a ridosso del voto o in occasione di eventi cruciali? Se Pecoraro Scanio è innocente (e fino a prova contraria lo è) chi lo risarcirà del danno d'immagine ed elettorale che potrebbe subire?

De Luca (P.L.I.) ieri sera ha affermato che l'Italia è una repubblica fondata più sulle clientele che sul lavoro. Ma, aggiungiamo, purtroppo anche sulla giustizia-spettacolo, e la cosa più grave è che in questo caso rischia di configurarsi l'una o l'altra cosa, e ad uscirne sconfitta sarà come sempre la già martoriata immagine del paese.

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