PD, prove di apertura da parte del segretario Martina

ROME, ITALY - MARCH 05:  Maurizio Martina holds a speech after the outcoming exit poll of the Italian elections  on March 5, 2018 in Rome, Italy. The economy and immigration are key factors in the 2018 Italian General Election after parliament was dissolved in December 2017.  Campaigning on the right are Silvio Berlusconi of Forza Italia teaming up with Matteo Salvini of the Eurosceptic Lega. While on the centre-left is Matteo Renzi, leader of the Democratic Party.  Challenging both camps is the leader of the Five Star Movement, Luigi Di Maio.  (Photo by Elisabetta Villa/Getty Images)

Dopo un mese mezzo di chiusura totale, il Partito Democratico è tornato a parlare di proposte. A farlo è stato Maurizio Martina, segretario pro tempore del PD, attraverso il proprio account di Facebook. Il ministro delle politiche agricole - ancora in carica per l'ordinaria amministrazione in attesa del prossimo esecutivo - ha dichiarato di voler "lasciare ad altri i tatticismi" e di voler ripartire "dai bisogni dei cittadini".

Le tre proposte di Martina riguardano lotta alla povertà, famiglie e lavoro: "Allargare il Reddito di Inclusione per azzerare la povertà assoluta in tre anni e potenziare le azioni contro la povertà educativa; Introdurre l’assegno universale per le famiglie con figli, la carta dei servizi per l’infanzia e nuovi strumenti di welfare a favore dell’occupazione femminile, per ridurre le diseguaglianze e sostenere il reddito dei ceti medi; Introdurre il salario minimo legale, combattere il dumping salariale dei contratti pirata anche valorizzando il Patto per la Fabbrica promosso dalle parti sociali. Tagliare ancora il carico fiscale sul costo del lavoro a tempo indeterminato per favorire assunzioni stabili con priorità a donne e giovani, norme per la parità di retribuzione dei generi".

A chi sarà rivolto questo appello? Martina ha sostenuto di voler "pensare all'Italia" piuttosto che ai "tatticismi". Bene, anzi, benissimo. I numeri, però, parlano chiaro: il Partito Democratico può tornare al governo solo appoggiando i 5 Stelle o il centrodestra compatto. La prima ipotesi è sempre stata scartata perché c'è "troppa distanza nei programmi" ed anche in virtù dei giudizi espressi da Di Maio & company sul PD. La seconda ipotesi è allo stesso modo impraticabile, considerando anche la chiusura totale nei confronti della Lega di Salvini, che tra l'altro è reciproca.

La domanda, a questo punto, è semplice: le proposte di Martina sono da leggersi come l'inizio di una nuova campagna elettorale, oppure è un'apertura al dialogo con il Movimento 5 Stelle?

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