Crisi di Governo: dall'astensione del Pdl alle dimissioni di Monti

21 dicembre 2012: Mario Monti si dimetterà stasera. L'annuncio arriva ai media da fonti vicine al Governo. Stando a quanto si apprende, il Presidente del Consiglio ha intenzione di salire al Quirinale subito dopo il Consiglio dei Ministri, convocato per questa sera alle 19.

Mario Monti si dimette

16 dicembre 2012: secondo l'Ansa, Mario Monti è salito al Quirinale per un incontro mattutino con Giorgio Napolitano.

Le ragioni e i contenuti del colloqui, al momento, non sono noti.

Quale futuro per Monti?

14.05: quale futuro per Mario Monti dopo le dimissioni? Ecco i possibili scenari.

Secondo i beneinformati, il premier starebbe pensando a candidarsi per le prossime politiche. Ma con quale coalizione?

14.00: Angelino Alfano rigetta al mittente le accuse di irresponsabilità e di propaganda elettorale che piovono da parte del Pd e dell'Udc, dichiarando ai microfoni del Tg2:

«Continuiamo a manifestare la nostra stima nei confronti del presidente Monti. Abbiamo segnalato il disagio degli italiani soprattutto per quanto riguarda la politica economica. Nel concreto cambia poco perché si tratta di anticipare di qualche giorno le elezioni dai primi di marzo a febbraio. Non accettiamo accuse di irresponsabilità perché voteremo la legge di stabilità e il decreto sull'Ilva e quindi Bersani e Casini fanno slogan elettorali e basta».

12.00: nel Centrosinistra cominciano le manovre elettorali. Bindi vuole Casini. Vendola non lo esclude più a priori, ma rinnega l'agenda Monti.

9 dicembre 2012: Renato Brunetta approfitta della situazione per mettere i puntini sulle "i" a proposito di Giorgio Napolitano:

«Il presidente Monti ha preso la decisione, che va assolutamente rispettata, di dimettersi, in contrasto con il pensiero del presidente della Repubblica. Questo è un aspetto della vicenda molto importante, ma che nessuno, però, mi pare abbia evidenziato in queste ore»

8 dicembre 2012

23.45: chiudiamo la rassegna con le possibili date utili per il voto. Dallo scioglimento delle Camere con decreto del Capo dello Stato, passano fra i 45 ei 70 giorni prima del voto. Quindi, per votare il 3 febbraio le Camere andrebbero sciolte entro il 18 dicembre, ovvero entro 10 giorni a partire da oggi. Per il 10 entro il 25. Per il 17 entro il 2 gennaio 2013. Per votare il 10 marzo andrebbero sciolte entro il 24 gennaio 2013. Nel frattempo, bisogna approvare il Dl stabilità.

23.26: Pier Luigi Bersani cavalca l'onda, ovviamente. Il Pd non pescherà voti fra gli scontenti anti-montiani, ma fra coloro che amano i responsabili sì.


23.25: nell'oscuro futuro politico dell'Italia, con il Pd che sembra pronto a beneficiare della situazione venutasi a creare e dell'effetto primarie (fra l'altro, ci saranno anche quelle in Lombardia e quelle a Roma), il M5S che guarda al proprio elettorato di attivisti e scontenti, il Pdl che si sfascia, Berlusconi che torna (forse con Centrodestra italiano), il centro che non esiste e non si sa come si presenterà, Nichi Vendola che non vuole Casini nella coalizione, Pierferdinando Casini che probabilmente sarà l'ago della bilancia, se si andrà a votare col porcellum, arriva un'interrogativo interessante. Dopo l'approvazione del Dl stabilità, Mario Monti potrebbe ricandidarsi?


Se lo chiede, per dire, anche Enrico Mentana su Twitter.

23.06: Pierferdinando Casini su Twitter, come se quella di Monti fosse una specie di lezione. Quasi come se fosse un gioco.


23.04: Angelino Alfano, dopo la notizia delle dimissioni prossime venture da parte del premier:

«Siamo prontissimi a votare il disegno di legge di stabilità stringendo i tempi. Anche qui sta la nostra responsabilità esattamente come avevamo preannunciato a Napolitano e formalmente affermato in Parlamento. Noi ci siamo, Bersani in questo momento così delicato sospenda i toni da campagna elettorale».

23.03: su Twitter, Italo Bocchino attacca gli ex alleati.


22.58: Daniela Santanché, intervenuta a In Onda su La7 non ha mancato di esprimere il proprio apprezzamento a Berlusconi, definendo le dimissioni del Presidente del Consiglio il primo risultato ottenuto dal cavaliere ridisceso in campo.

«Dell'ultimo anno di azione di Monti questo è il gesto che apprezzo di più. Ha fatto la cosa giusta».

22.47: Gianpaolo Dozzo; il presidente dei deputati della Lega Nord (come riporta l'Ansa), esprime soddisfazione:

«La notizia dell'intenzione del presidente del Consiglio, Mario Monti, di rassegnare le dimissioni è una buona notizia per tutti i cittadini e, in particolare, per la Lega Nord, unica forza di opposizione che ha sempre contrastato il Governo tecnico fin dal primo giorno del suo insediamento»

22.40: in poco meno di un'ora tutto (o quasi) l'arco politico italiano ha espresso per bocca di questo o quel portavoce una reazione alla notizia delle dimissioni imminenti del Presidente del consiglio.

21.40: Mario Monti ha annunciato le sue dimissioni al Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Il premier ha deciso di lasciare l'incarico dopo la crisi aperta dal Pdl impegnato a lanciare la volata per il ritorno in campo di Silvio Berlusconi, da candidato. Il governo tecnico è arrivato al capolinea, subito dopo l'approvazione della legge di stabilità Monti presenterà "dimissioni irrevocabili".

20.56: Mario Monti è arrivato da poco al Quirinale. Il Presidente del Consiglio era a Cannes, ad un convegno. A chi gli ha chiesto lumi a proposito del suo pensiero sulla condizione del Paese, Monti ha spiegato di non essere preoccupato:

«No, mi sembra una situazione gestibile nella normalità della vita democratica di un Paese».

18.00: nel giorno del colloquio fra Monti e Napolitano, Silvio Berlusconi brucia le tappe (non vedeva l'ora), anticipa l'annuncio ufficiale che si attendeva per il 12 dicembre alla presentazione del nuovo libro di Vespa e da Milanello, in visita al Milan, specifica:

«Io non entro in gara per avere un buon posizionamento, entro per vincere».



E tanti saluti ad Angelino Alfano, che Berlusconi non riconosce come possibile leader.

10.45: ora il nodo principale è: quando si vota per le elezioni politiche 2013? Ed è qui che si arriva al paradosso: se la legislatura avesse seguito il suo corso si sarebbe votato comunque ad aprile, indicativamente. Adesso pare che la linea principale sia quella di votare il 10 marzo.

8 dicembre 2012: lo squarcio nel finale di legislatura aperto dal Pdl non si ricuce come vorrebbero alcuni. Mario Monti, dopo la precisazione che arriva da parte del Popolo delle Libertà a proposito del futuro prossimo venturo (ovverò: sì alla sola legge di stabilità), sale al Colle, a colloquio con Giorgio Napolitano. L'incontro è previsto nel pomeriggio.

Ieri, alla Prima della Scala, Monti aveva risposto con una battuta a tema a chi gli aveva chiesto se fosse o meno troppo pallido:

«Il Re Sole si è allonato da me»

7 dicembre 2012

19.30: Bersani è salito al Colle poco prima delle 18: il segretario del Pd e candidato del Centrosinistra alle politiche 2013 ha confermato a Napolitano l'appoggio del Pd al Governo, ma ha ribadito il fatto che il Partito democratico non voterà provvedimenti impopolari lasciando al Pdl questo nuovo ruolo di "opposizione" da sfruttarsi in ottica di quella che si preannuncia una lunga e forsennata campagna elettorale.

15.32: ma quali sono i possibili scenari di questa strana e non ufficiale crisi di governo? Li vedremo fra poco.

15.05: secondo le ultime agenzie, Bersani e i capigruppo del Pd alla Camera (Dario Franceschini) e alla Camera (Anna Finocchiaro) saliranno al Quirinale a colloquio con Giorgio Napolitano alle 16.45.

15.00: Pier Luigi Bersani indossa i panni del responsabile. Ecco il Tweet




14.20

: i Presidenti della Camera e del Senato, il Pd e l'Udc sono stati convocati al Quirinale dopo l'incontro fra Napolitano e Alfano. Questo, nonostante il segretario di Pdl abbia anche confermato di voler concludere ordinatamente la legislatura.

13.45: al voto, il dl sui costi della politica passa con 268 voti a favore, 1 voto contrario e 153 astenuti.

13.17: Angelino Alfano alla Camera:

«Tredici mesi fa questo governo nacque perché le cose andassero meglio. Tredici mesi dopo le cose vanno peggio. Non abbiamo bisogno di molte discussioni. Oggi siamo qui a dire che consideriamo conclusa questa esperienza di governo. Ieri non abbiamo votato la sfiducia perché avremmo causato l'abisso dell'esercizio provvisorio. Vogliamo concludere l'esperienza di questo esecutivo».

10.59: ci sono venti di vecchia politica che soffiano da tutte le parti. Il segretario della Lega Nord, Bobo Maroni, intervistato su Radio1Rai, ha chiarito ancora una volta la posizione della Carroccio, che si va ripetendo da giorni, come un mantra:

«La possibilità di riaprire il dialogo con il Pdl dipende dalla loro decisione di staccare la spina al governo Monti»

10.56: si attende di conoscere l'esito dell'incontro fra il segretario del Pdl e il Presidente della Repubblica. Il calendario odierno prevede alle 12 dichiarazioni di voto sul decreto legge sui costi della politica. Alle 13.30 ci sarà il voto finale. Il nodo da sciogliere, su cui ci si interroga, è la posizione del Pdl: manterrà l'astensionismo? O toglierà la fiducia al governo?

ore 10.00: è previsto in questi minuti l'incontro fra Angelino Alfano e Giorgio Napolitano al Quirinale.

7 dicembre, 9.00: potrebbe essere una giornata decisiva, quella di oggi, per Mario Monti. Il Presidente del Consiglio

«Non ho in programma nessun passo. Sono stato e sono in contatto con il presidente della Repubblica e attendo di conoscere sue valutazioni sulla base in particolare del preannunciato passo del segretario del Pdl».

Monti ha rilevato che tutto sommto il Governo ha incassato la fiducia ed ha provocato, come riporta il Sole24Ore:

«Se qualcuno vuole far cadere il governo se ne assumerà la responsabilità».

Il messaggio al Pdl ed a Silvio Berlusconi è chiaro: l'astensione non verrà considerata dal Governo come un esplicito atto di sfiducia. Il Pd, tuttavia, non sembra affatto disposto a votare nuovi provvedimenti impopolari in assenza del Popolo delle libertà.

21.45: non ci sono altre notizie in questa frenetica giornata dicembrina, e ci mancherebbe altro. In meno di 12 ore è successo che il Pdl si è sostanzialmente rimangiato – seppure con l'astensione e non con il voto di sfiducia – il sostegno al Governo Monti; Alfano ha annunciato l'addio definitivo alle primarie del Pdl; Silvio Berlusconi praticamente è già ricandidato, con tutte e tutti le fedelissime e i fedelissimi pronti a omaggiare il ritorno del cav; si è sfiorata la crisi di Governo; Alfano domani andrà al Colle a riferire a napolitano.

Partito Democratico - Il Caimano

19.37: anche il sito del Partito Democratico apre con un riferimento a Berlusconi. Ma è un riferimento tutt'altro che celebrativo. Trattasi, come si può notare dall'immagine, del caimano di morettiana memoria.

Nel frattempo, Pier Luigi Bersani fa sapere che ha completa fiducia nel Presidente della Repubblica:

«Se la posizione del Pdl che si è esplicitata questa mattina al Senato verrà confermata, il presidente Napolitano con la sua saggezza troverà modi e forme per chiudere questa vicenda nel modo più ordinato possibile».

Popolo delle Libertà - Silvio Berlusconi - Crisi di Governo

Silvio Berlusconi è al centro del dibattito politico, nuovamente, e il sito del Popolo delle Libertà apre in maniera quasi perentoria: eccolo, Silvio, impettito, con accanto la frase chiave:

««Assediato da richieste per discesa in campo»
«Non posso consentire che il mio Paese precipiti in una spirale recessiva senza fine».



Crisi di Governo - Giorgio Napolitano

19.21: Giorgio Napolitano si preoccupa, naturalmente, di gettare acqua sul fuoco.

«Occorre una considerazione, quanto più obiettiva e serena sia possibile, del residuo programma di attività previsto nelle due Camere, delle scadenze istituzionali - anche nel senso di adempimenti normativi - che si concordi nel ritenere inderogabili, nonché dei tempi necessari e opportuni per una proficua preparazione del confronto elettorale. Mi riservo - ha concluso il Presidente Napolitano - di compiere nella prossime ore i conseguenti utili accertamenti».

19.18: Paolo Gentiloni (pd) dice che risulta difficile capire la svolta improvvisa del Pdl, che dopo aver sostenuto, per un anno, il Governo Monti, ha fatto questa virata improvvisa.

19.17: Franco Frattini spiega ai microfoni di SkyTg24 che aspetterà di conoscere l'eventuale proposta politica di Berlusconi.

19.16: il Governo incassa, comunque, la fiducia alla Camera. Con 140 astenuti.

19.00: Silvio Berlusconi si ricandida. L'annuncio lo ha dato Angelino Alfano, spiegano l'intenzione di Berlusconi di ritornare in campo da protagonista.

16.02: Reguzzoni della Lega Nord è tranchant, ovvviamente:

«Il governo precedente salì al Quirinale il novembre del 2011, dopo che l'Aula di Montecitorio
si era espressa sul rendiconto dello Stato con i seguenti numeri: 308 a favore, 1 astenuto, 321 non votanti, maggioranza assoluta 315 (7 voti sotto). Pertanto, oggi, il Presidente Monti, dato l'esito della votazione al Senato, (35 voti sotto) ha l'obbligo morale di recarsi al Quirinale e rimettere il mandato nelle mani del Presidente Napolitano».

15.53: la minaccia della crisi mette in agitazione le borse.

15.35: Emanuela Baio, dell'Api parla al Pdl, invitandolo ad assumersi

«responsabilità nei confronti degli italiani. Come Terzo Polo Api-Fli assicuriamo il nostro sostegno al governo che deve essere sostenuto da tutti in modo responsabile, non tanto per motivi politici ma per un atto di responsabilità nei confronti dei cittadini che non sono in grado di affrontare un ennesimo crollo della situazione economica..

15.23: nella bagarre si scatenano tutti. A partire, naturalmente, dai fedelissimi di Berlusconi. Fra di essi, ecco Mara Carfagna, che si augura il ritorno di Silvio Berlusconi:

«Se Silvio Berlusconi decidesse di rappresentare il centrodestra, di proporsi nuovamente come candidato premier, il nostro lavoro sarebbe certamente più facile.

Il Pdl saprà, come ha sempre fatto anche grazie alle indiscusse capacità politiche del suo segretario Angelino Alfano, individuare la soluzione più efficace per scongiurare il rischio che gli italiani si ritrovino al governo la “gioiosa macchina da guerra” della sinistra, un agglomerato di formazioni politiche che ha già fallito tutte le precedenti prove».

15.17: stando a quanto battono le agenzie, Pier Ferdinando Casini e Pier Luigi Bersani si incontreranno stasera alle 19 alla Camera.

15.07: Anna Finocchiaro, su Twitter, commenta negativamente il comportamento del Pdl, attribuendo la possibile crisi di governo alle tensioni interne del partito, le cui primarie sono ancora appese a un filo, o forse già da dimenticare.


Sarubbi e la possibile crisi di governo in esclusiva

andrea sarubbi del PD

La crisi si avvicina? E' davvero uno scenario possibile... le ultime dal Palazzo in effetti fanno tremare i polsi dell'esecutivo e di tutte le forze che continuano a sostenerlo. Abbiamo chiesto a Andrea Sarubbi, deputato del PD, se davvero siamo a un passo dallo scioglimento delle Camere:

Innanzitutto credo che in questo momento sarebbe un atto irresponsabile, visto il calendario del Parlamento: legge stabilità, decreto Ilva, decreto enti locali solo per citare alcune scadenze fondamentali, sarebbe una follia…

Ma basta fare un calcolo, suggerisce Sarubbi, per capire che forse Berlusconi vuole davvero andare alle elezioni anticipate:

Con il possibile election day il tre febbraio, secondo quanto stabilito dal TAR per le elezioni nel Lazio, bisogna sciogliere le camere il 19 dicembre, perché la legge prevede che il Capo dello Stato intervenga 45 giorni prima delle elezioni.

Perché il PDL vuole le elezioni anticipate?

Dicono che si risparmierebbero dei soldi con l'election day, ma se ne sprecherebbero di più non approvando i provvedimenti importanti in agenda nei lavori parlamentari. Il calcolo politico però è un altro: Berlusconi non può ripresentarsi se non come "quello che ha fatto cadere Monti". In pratica vuole diventare il capo dell'antimontismo, rubare la scena alla Lega. E' una manovra azzardata, ma sappiamo che lui riuscirebbe a vendere ghiaccioli agli Eschimesi. Se i sondaggi parlano di un complessivo gradimento del governo Monti al 40% vuol dire che c'è un 60% di italiani che ne è scontento... e lì vuole andare a pescare Berlusconi. MA è un calcolo sbagliato: di "anti Monti" ce ne sono di più bravi di lui, dalla Lega all'IDV al Movimento 5 Stelle.

E il PD cosa fa? Sta alla finestra?

Il PD avrebbe tutta la convenienza del mondo a votare ora: il successo delle primarie è freschissimo, il Movimento 5 Stelle sta facendo confusione con le "parlamentarie", il centro non si mette d'accordo, Berlusconi oggettivamente alle corde. Il PD ora vincerebbe le elezioni largamente, ma siamo persone serie e resteremo fino alla fine della legislatura, come del resto ha più volte chiesto il presidente Napolitano. La pubblica opinione ci premierà? Non lo sappiamo, perché la campagna elettorale rimescola le carte. Ma alle nostre coscienze e all'Italia dobbiamo dire che siamo orgogliosi di aver sostenuto fino alla fine il meglio che avevamo a disposizione: il governo Monti. Se il PDL vuole farlo cadere il PD non si farà irretire in una gara di antimontismo. Coma ha detto Bersani, dobbiamo vincere senza raccontare favole e non raccontare favole significa mantenere la coerenza.

Il Pdl non sostiene più Monti. Maroni: «Dimissioni subito»

13.16: l'operazione del Pdl è abbastanza chiara: costringere il Governo alle elezioni anticipate, seppur di poco, andando alle elezioni politiche 2013.

12.55: Roberto Maroni coglie la palla al balzo per la Lega Nord con un Tweet e chiede le dimissioni del Presidente del Consiglio.


12.41: Anna Finocchiaro(Pd):

«Se il governo non ha più la maggioranza credo che Monti dovrebbe recarsi al Quirinale».

12.40 Pier Ferdinando Casini ha definito la scelta del PDl «irresponsabile». Ha poi aggiunto:

«Qualcuno di vuole riportare alla follia di dove eravamo,così è tornato Berlusconi».

12.14: il gruppo del Pdl non ha partecipato al voto di fiducia al Governo. Tuttavia, il numero legale è stato garantito dalla partecipazione di Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Cursi, Cutrufo e De Lillo. I presenti al oto erano 169, i votanti 167, il decreto passa alla Camera e il Governo incassa una sparuta maggioranza, che non è più quella che lo sostiene dalla sua nascita. 127 sì, 17 no e 23 astenuti.

6 dicembre 2012 E' bagarre al Senato. Maurizio Gasparri ha annunciato a Palazzo Madama che il Pdl

«non parteciperà al voto pur consentendo il mantenimento del numero legale»

ciò al fine di segnare il

«passaggio del nostro gruppo ad una posizione di astensione nei confronti del governo».

Il tutto avviene nell'ambito dell'approvazione del Decreto Sviluppo.

(in aggiornamento)

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