Mandato a Casellati, Pd: "Ora M5S e Centrodestra pongano fine alle ambiguità"

Marcucci: "Di Maio e Toninelli devono smetterla con i balletti inconcludenti".

Pd assemblea parlamentari - Maurizio Martina

Non saranno chiamati in causa, almeno per ora, gli esponenti del Partito Democratico, ma i giornalisti, ovviamente, li hanno cercati subito dopo il conferimento del mandato esplorativo da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Il "reggente" del partito, il vice-segretario Maurizio Martina, ha detto:

"Con il mandato alla presidente Casellati di verificare le condizioni per una possibile maggioranza di governo tra centrodestra e Cinque stelle si pone fine alle ambiguità di questi 45 giorni. Altro che aspettare le elezioni regionali, ora è il momento della verità per chi dopo il 4 marzo ha pensato solo a tatticismi e personalismi"

Gli ha fatto eco il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci, che ha detto:

"Toninelli sa benissimo che il forno con il Pd è chiuso, anzi non è mai stato aperto. Forse il M5S intende rinunciare al reddito di cittadinanza. Toninelli crede ancora che gli 80 euro e 18 app siano stati una mancetta? E sul Jobs Act i 5 Stelle hanno cambiato idea? E infine come mai il capogruppo 5 stelle solo una settimana fa ha chiesto di non mettere all'ordine del giorno della commissione speciale la riforma carceraria voluta da Gentiloni? Ora Di Maio e Toninelli devono smetterla con i balletti inconcludenti e cominciare a dire chiaramente alla Presidente incaricata Casellati se sono in grado di formare un governo ed una maggioranza con il centrodestra. Il Paese non può più aspettare i loro vecchi riti da Prima Repubblica"

Anche Piero Fassino ha parlato dicendo che è giusto che le forze che hanno vinto le elezioni provino a fare un governo e se ci riusciranno il Pd farà opposizione, tuttavia è sembrato abbastanza dubbioso circa la possibilità che M5S e Centrodestra trovino un accordo, visto che questo balletto va avanti ormai da un mese e mezzo.

Il Pd, dunque, per ora non dovrebbe essere interpellato dalla Presidente Casellati, ma se la seconda carica dello Stato dovesse fallire nella sua missione, è probabile che Mattarella provi, magari coinvolgendo il Presidente della Camera Roberto Fico, a proporre un tentativo di accordo tra M5S e Pd. Il senatore Dario Parrini ha sottolineato le divergenze tra il suo partito e quello dei pentastellati:

"Allargamento del reddito di inclusione, assegno universale per le famiglie con figli, salario minimo e riduzione degli oneri contributivi nelle buste paga. Le tre priorità per il Paese indicate ieri da Martina e che sottoporremo alla presidente incaricata Casellati, stanno da tempo nei nostri programmi e vanno portate avanti con forza. Il nostro programma è totalmente incompatibile con sparate propagandistiche come il reddito di cittadinanza e l'abolizione della Fornero. Riaffermare le ragioni del riformismo contro quelle della demagogia è un dovere"

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