Berlusconi: "Assurdo accostarmi a trattativa Stato-mafia. Querelo Di Matteo"

L'ex Cavaliere attacca il pm Di Matteo e minaccia di querelarlo.

Silvio Berlusconi sulla trattativa Stato-mafia

I due acerrimi nemici di Silvio Berlusconi in questa giornata di impegni in Molise per la chiusura della campagna elettorale in vista delle elezioni regionali di domenica prossima sono il MoVimento 5 Stelle e il pm Nino Di Matteo, tra l'altro considerati vicini, perché il magistrato ha talvolta partecipato a eventi dei pentastellati ed era anche stato più volte nominato come possibile ministro di un governo a Cinque Stelle.

I leader del M5S come Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro e Roberto Fico oggi hanno commentato con entusiasmo la sentenza del Tribunale di Palermo sulla trattativa Stato-mafia in cui uno dei pm è proprio Di Matteo. Per i pentastellati questa sentenza "mette una pietra tombale sull'ex Cavaliere" vista la condanna del suo fedelissimo Marcello Dell'Utri e visto anche il commento di Di Matteo:

"Prima si era messa in correlazione Cosa nostra con il Silvio Berlusconi imprenditore, adesso questa sentenza per la prima volta la mette in correlazione col Berlusconi politico. Le minacce subite attraverso Dell'Utri non risulta che il governo Berlusconi le abbia mai denunciate e Dell'Utri aveva veicolato tutto. I rapporti di Cosa nostra con Berlusconi vanno dunque oltre il '92. Siamo nella consapevolezza di essere nel giusto. Ovviamente dal dispositivo abbiamo la certezza che la trattativa ci fu. La corte ha avuto la consapevolezza e la certezza che mentre in Italia esplodevano le bombe nel 1992 e nel 1993 qualche esponente dello Stato trattava con cosa nostra e trasmetteva la minaccia di cosa nostra ai governi in carica. E questo credo che sia un accertamento di primo grado importantissimo"

A queste dichiarazioni Forza Italia ha subito risposto con una nota ufficiale in cui minaccia di querelare Di Matteo:

"Forza Italia respinge con sdegno ogni tentativo di accostare, contro la logica e l'evidenza, il nome di Berlusconi alla vicenda della trattativa stato-mafia. Il fatto che uno dei Pubblici Ministeri coinvolti nel processo - non a caso assiduo partecipante alle iniziative del Movimento Cinque Stelle - si permetta, nonostante questo, di commentare la sentenza adombrando responsabilità del Presidente Berlusconi è di una gravità senza precedenti e sarà oggetto dei necessari passi in ogni sede"

Poi queste stesse parole sono state lette da Berlusconi durante il suo ultimo intervento in Molise. L'ex Cavaliere ha inoltre citato le parole del suo avvocato Niccolò Ghedini che ha detto:

"La sentenza pronunciata quest'oggi dal tribunale di Palermo appare del tutto sconnessa dalla realtà. Il governo presieduto da Silvio Berlusconi nel 1994, ancorché assai breve, è stato connotato da un netto, preciso e continuo contrasto del fenomeno mafioso, così come quelli successivi. Sono certo che in sede di appello questa ipotesi accusatoria dunque sarà del tutto posta nel nulla e sarà riconosciuta l'innocenza di Marcello Dell'Utri"

Lo stesso Berlusconi ha detto che è "assurdo e ridicolo" che il suo nome sia stato associato alla trattativa Stato-mafia e ha ribadito di non aver mai ricevuto minacce dalla mafia, inoltre ha citato dei numeri, che sono quelli dei mafiosi e presunti mafiosi catturati e mandati in prigione durante il suo governo.

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