Torino, sindaca Appendino: "Registreremo all'anagrafe i figli di coppie gay"

Svolta della prima cittadina che auspica un dibattito a livello nazionale.

Chiara Appendino

La sindaca di Torino Chiara Appendino ha annunciato oggi, attraverso i suoi canali social, che forzerà la mano sul riconoscimento delle famiglie in cui ci sono genitori dello stesso sesso e per questo il Comune registrerà all'anagrafe i figli di coppie gay come figli di entrambi i genitori, nonostante non ci sia una legge che lo consenta. Ricordiamo, infatti, che il Parlamento non è mai giunto a un accordo sulla cosiddetta stepchild adoption.

"L'amore di una famiglia è un diritto che va oltre a qualsiasi categoria o definizione socialmente imposta. Questo semplice principio, che da sempre guida la nostra azione politica, vogliamo ribadirlo in questi giorni con rinnovata forza. Per la prima volta la Città di Torino si trova dinnanzi a casi inediti di nuove forme di genitorialità che richiedono del tutto legittimamente il riconoscimento di quella che per loro è una famiglia, intesa come luogo fisico ed emotivo in cui due o più persone si amano e costruiscono insieme il futuro proprio e dei propri figli. Oggi l’Italia non è ancora pronta a riconoscere legalmente queste famiglie e ci si trova davanti a ostacoli burocratici tanto fastidiosi nella loro forma quanto difficili da superare. Tuttavia la nostra posizione politica è chiarissima. Lo è sin da quando all'inizio del nostro mandato, insieme all’Assessore ai Diritti, Marco Alessandro Giusta, abbiamo dato un segnale scegliendo di cambiare la forma stessa degli atti del Comune, modificando nei dispositivi il termine 'famiglia' con il plurale 'famiglie'. Oggi ribadisco questa posizione, dichiarando la ferma volontà di dare pieno riconoscimento alle famiglie di mamme e di papà con le loro bambine e i loro bambini. Da mesi stiamo cercando una soluzione compatibile con la normativa vigente. Dopodiché la nostra volontà è chiara e procederemo anche forzando la mano, con l'auspicio di aprire un dibattito nel Paese in tema di diritti quanto mai urgente. Ci tengo a ringraziare il Coordinamento Torino Pride GLBT, da sempre promotore di modernità su questi temi, insieme a tutte le cittadine e tutti i cittadini che li sostengono"

Il bisogno di una svolta in questo senso si è acuito in seguito al caso di una consigliera del Comune di Torino, di area Pd, Chiara Foglietta, che ha avuto una figlia con la sua compagna, ma all'Ospedale Sant'Anna è stata riconosciuta come figlia di una sola delle due madri. Il Coordinamento Torino Pride, chiamato direttamente in causa dalla sindaca Appendino, ha risposto con entusiasmo:

"La sindaca, dopo molti incontri e giornate di riflessione insieme ai nostri rappresentanti del coordinamento, scioglie la riserva e decide di trascrivere tutti gli atti di nascita dei bambini e delle bambine nate all’estero da coppie omogenitoriali e, con una storica, importantissima e coraggiosa decisione decide di registrare l’atto di nascita di un bimbo, nato all’ospedale Sant’Anna di Torino, indicando nel registro di stato civile che non solo ha due mamme, ma che è stato concepito grazie alle tecniche di fecondazione eterologa in Danimarca. Non possiamo che essere felici di questa decisione che ha necessariamente avuto bisogno di tempo e molti accertamenti. Ribadiamo che le scelte e il coraggio della Sindaca Appendino dovrebbero essere quelle di tutti gli amministratori e tutte le amministratrici dei comuni italiani. Se così fosse, il Parlamento e il Governo del Paese, di qualsiasi colore, non potrebbe fare finta di nulla. Tutti, almeno a parole, considerano il benessere dei cittadini e delle cittadine una assoluta priorità"

Sia Appendino sia il Coordinamento Torino Pride sottolineano la necessità di riaprire la discussione a livello nazionale.

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