Giorgio Napolitano a “Che tempo che fa”: “Ci sono troppi esclusivismi. Serve una comune assunzione di responsabilità”

Le parole del Presidente emerito della Repubblica.

Giorgio Napolitano a Che tempo che fa

In occasione degli imminenti festeggiamenti del 25 aprile, Fabio Fazio ha avuto come ospite a “Che tempo che fa” su Raiuno, in collegamento da Roma, il Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. L’ex Capo dello Stato ha raccontato i suoi ricordi del 25 aprile 1945, quando lui aveva 19 anni. Ha citato i nomi degli eroi della Liberazione, poi ha detto:

“I diritti, la democrazia e la libertà sono stati conquistati e riconquistati attraverso eventi drammatici ed è una cosa che le nuove generazioni dovrebbero conoscere, sapere da dove vengono, cioè dalla lotta partigiana, dalle lotte antifasciste, dalla Costituente”

Fazio ha ovviamente posto domande di attualità e gli ha ricordato il discorso fatto all’inaugurazione della nuova legislatura, Napolitano ha spiegato:

“Io ho cercato, presiedendo la seduta inaugurale del Senato come decano, di spiegare che cosa è successo: un profondo mutamento nei rapporti tra gli italiani e la politica tradizionale. Ho cercato di darmi pubblicamente una ragione di quello che è accaduto, perché è stato un grossissimo cambio di orientamento dei cittadini e ho provato a dire che cosa dobbiamo fare insieme”

Poi il conduttore ha chiesto se, secondo lui, si arriverà a una soluzione a breve e Napolitano ha risposto:

“Fin quando si ha una responsabilità pubblica e verso le istituzioni il pessimismo è un lusso che non ci si può concedere. Non predico pessimismo. È importante, come ha detto il Presidente Mattarella, dare un governo nella pienezza delle sue funzioni e questo è ancora un nodo sottoposto a molte difficoltà”

Fazio ha poi ricordato che anche in Spagna e Germania ci è voluto un po’ prima di riuscire a formare un governo:

“Fa bene a ricordarlo, perché molti dicono ‘quanto tempo è passato dal 4 marzo’, ma quanto ne è passato in Germania prima di arrivare a un accordo. Però la situazione internazionale con i suoi risvolti drammatici, rende urgente che l’Italia sia in grado di far sentire la sua voce. Deve esserci una comune assunzione di responsabilità perché l’Italia abbia il governo di cui ha bisogno”

L’intervistatore ha fatto notare che le forze politiche si delegittimano a vicenda in campagna elettorale ed è poi difficile dopo riavvicinarsi per trovare un accordo. Su questo punto l’ex Capo dello Stato ha detto:

“Ci sono troppi esclusivismi, troppa pretenziosità e poi nessuno ha la maggioranza. La forza dei numeri è la forza della democrazia. È fatale un accordo e gli accordi si negoziano. Non è che è nato per incanto il governo di grande coalizione in Germania. Ci si confronta, si discute, senza mettere davanti la propria predestinazione a un presunto diritto a guidare il governo”

A proposito della sentenza del Tribunale di Palermo sulla trattativa Stato-mafia Napolitano ha commentato:

“Si figuri se io posso dire alcunché su una sentenza di cui non si conoscono ancora le motivazioni. Ho gradito un punto: l’assoluzione dell’ex ministro Mancino. Si è riconosciuto il corretto operato di un uomo delle istituzioni a cui si erano attribuite delle colpe grossolanamente”

Fazio ha poi domandato se pensa che ci sia qualcosa di irreversibile nella necessità dell’Europa e il Presidente Emerito ha spiegato:

“Le persone che riflettono di più ci mettono in guardia, badate che non c’è nulla di sicuramente irreversibile. Bisogna stare attenti a portare avanti il grande progetto europeo. Io però ricordo che nel marzo dello scorso anno si sono celebrati i 60 anni dalla firma dei trattati di Roma per l’Europa unita e quello è stato un momento di rinnovata fiducia nel progetto europeo e sono seguite cose importanti come l’adesione piena da parte della Francia al principio che ormai c’è una sola sovranità a cui rispondere ed è quella europea, nel rispetto degli interessi degli Stati membri, ma non c’è spazio per le sovranità nazionali chiuse in se stesse”

Il presentato ha inoltre riflettuto sul fatto che un ritorno al voto non sarebbe utile o quanto meno non cambierebbe gli assetti attuali e ha chiesto quali sono le urgenze di cui Napolitano ha parlato in apertura:

“Le urgenze sono in gran parte scritte negli appuntamenti europei: il nuovo bilancio dell’UE, come far avanzare il processo di integrazione nell’Eurozona e come provvedere a un rafforzamento della governance collegiale dell’Eurozona. Più avremo un governo nella pienezza delle sue funzioni, meglio sarà”

Mattarella ha ricordato che 100 anni fa i 18enni andavano in guerra e quest’anno per la prima volta hanno votato. Fazio ha chiesto che cosa possiamo raccontare ai 18enni di oggi per farli appassionare al 25 aprile, ecco la risposta di Napolitano:

“Possiamo raccontare che cosa è scritto sulla Costituzione, che ha raccolto tutta intera la storia del nostro Paese, dirgli di leggere bene questa Carta, perché stabilisce una unione stretta tra diritti e doveri, fin dai primi articoli: dai diritti fondamentali ai doveri inderogabili. Talvolta alcuni si sentono più titolari di diritti che tenuti a dei doveri, invece devono andare di pari passo”

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