Ballarò: tra rischio default e Piano casa. La diretta di Polisblog


La Polis - diretta della puntata di Ballarò di questa sera inizierà tra circa 30 minuti.

Si parlerà di crisi economica, ottimismo e agevolazioni all'edilizia.
Mettetevi comodi e preparatevi all'apertura di Maurizio Crozza....

Ore 21.05 - Floris annuncia una puntata importante, ci siamo quasi..

Maurizio Crozza in versione ingegnere - palazzinaro apre la puntata: è impegnato ad ampliare del 20% la sede Rai di Genova. Si tratta del Piano Casa: se hai una casa ci aggiungi un piano. Anche l'Acropoli di Atene è nata da una baracca, incrementata del 20% per volta. In Texas non se ne accorge nessuno se allarghi un pò il ranch, qui invece Berlusconi vuole portare la Libertà di Casa e forse arriveremo anche al Piano Case Chiuse.
Il premier vuole dimezzare i Parlamentari, sarebbe l'unico caso in cui l'aumento della disoccupazione è un dato positivo. Anche in studio c'è un disoccupato, Mentana.
C'è poi il ministro per l'attuazione del programma Rotondi, forse si occupa dei palinsesti. (Rotondi si presta al gioco e ruba lo spazio a Crozza parlando e facendo battute. Deve intervenire Floris per farlo stare zitto). Tocca a Di Pietro, a cui chiede se l'hostess cacciata dal Grande Fratello sarà il prossimo segretario del Pd. Di Pietro non vuole esprimersi su Franceschini, che insiste con gli assegni per i disoccupati, forse pensando a Veltroni. Franceschini sembra Togliatti in confronto agli altri, ha detto più cose di sinistra in pochi giorni di Veltroni in anni. Eccoci a Maurizio Lupi e Bruno Tabacci: come ai Casini ha i capelli bianchi che sono anni che non fa una cippa?

Floris presenta gli ospiti, si comincia.

21.20 Parte il servizio sugli effetti del Piano Casa con alcuni esempi concreti dell'incremento del 20% in una villetta e in un appartamento. I costi e l'aumento di valore che conseguirebbero all'aumento delle cubature. Immagini del centro di Roma e parere dell'assessore regionale all'Urbanistica che spiega i problemi che potrebbero sorgere da soprelevazioni e ampliamenti.
Si torna in studio, con Rotondi che spiega il Piano Case: 550 milioni di euro per la costruzioni di 6.000 nuove case per giovani e famiglie. Chi ha la casa singola può incrementarla del 20%, invece nei condomini ci si mette d'accordo e si abbatte il palazzo per ricostruirlo più grande. Basterà il parere di un tecnico senza bisogno delle pratiche edilizie. Saranno le Regioni a dover legiferare.
Antonio Di Pietro ammira Rotondi che dice cose senza capo ne coda senza nemmeno battere ciglio. I 550 milioni sono quelli stanziati dal governo Prodi per sistemare le case popolari e creare 12000 abitazioni. Si stanno vendendo i soldi stanziati da noi, fanno un ladrocinio politico.
Se guardate le foto aeree della grandi città e ci aggiungete il 30% vedete solo un ammasso, una enorme speculazione che porterà solo ad peggioramento delle condizioni di vita e dei servizi. L'aumento del 30% dei volumi può essere fatto già ora, nel rispetto delle legge che già esistono. Di periti che giuravano il falso ne ho conosciuti tanti. Tutti i balconi dei palazzi saranno chiusi e gli ultimi piani rialzati. Bisogna riprendere l'edilizia sociale non consentire a chi c'ha la villa di ingrandirla.
Enrico Mentana osserva che questa trovata sembra non scontentare nessuno. Una legge che non toglie nulla a chi non ha casa e aggiunge a chi invece ce l'ha. Forse ci può perdere il panorama del nostro paese: la legge deve essere perciò accompagnata da una forte tutela del territorio, per evitare latri scempi. L'economia riparte anche con questa, che comunque è una grande opera che mette in circolo soldi e riaccende la domanda, però non si capisce come si concilia con la densità abitativa italiana.
Maurizio Lupi spiega l'attenzione del Pdl per i proprietari di casa. Vogliamo dare una risposta al bisogno di case. Venerdì approveremo un provvedimento che affronta tre linee: utilizzeremo i 550 milioni di euro stanziati per la casa e da usare per l'edilizia in affitto per chi non può permetterselo; riscatto delle case popolari; possibilità delle cooperative di consorziarsi. Ci sarà una semplificazione amministrativa per eliminare la burocrazia. I controlli spetteranno comunque ai Comuni, che dovranno controllare entro 30 giorni le autocertificazioni. Viene proposto alle Regioni di non sprecare il suolo, abbattendo e ricostruendo e rispettando i piani urbanistici.
Bruno Tabacci non è sicuro che questo Piano Casa non faccia male a nessuno Ci saranno svantaggi per la comunità: l'Italia ha un fitto insediamento urbano e aumentarlo del 20% non sarà indolore. Saranno poi necessari opere di urbanizzazione e verranno alterati degli equilibri. Il concetto di Padroni in casa nostra porta ad un eccesso di cura del particolare, di egoismo che mette in secondo piano l'interesse collettivo (Tabacci ha dato una bella sberla a destra e sinistra).
Carla Cantone, della Cgil, sostiene la tesi di Tabacci. Questo paese ha bisogno di un intervento sull'edilizia popolare, sulle periferie, sul degrado. Tutti problemi che non vengono risolti chiudendo i terrazzi o alzando un piano. Questi soldi andrebbero usati per mettere in sicurezza gli edifici pubblici, scuole, ospedali, case popolari... Sarebbe il caso di rimettere piano ai contratti di quartiere per risanare periferie e centri storici.
Tito Boeri introduce il problemi degli interessi delle generazioni future, che dovranno affrontare gravi carenze abitative. Servono piani attenti di edilizia popolare e non dare la possibilità ai privati che già anno una casa di espanderla, danneggiando i centri urbani con interventi pericolosi incentrati sullo sviluppo selvaggio. Dobbiamo pensare a quale economia deve uscire da questa crisi.
Di Pietro e Tabacci tirano in ballo la sparata di Berlusconi sul voto in Parlamento limitato ai capigruppo (ma di questo parleremo domani...).
Rotondi annuncia che il Piano Casa sarà lanciato con un decreto, mentre Lupi aveva parlato di un disegno di legge. Piccolo imbarazzo tra i due del Pdl. Che poi spiegano che si tratta di due provvedimenti diversi, uno che sarà varato via decreto e l'altro con un progetto di legge. Rotondi sembra caricato a molla e continua a parlare a prescindere, tenendo sempre gli occhi a fessura e fissando sempre la telecamera.

22.00 Servizio esterno, per capire se la crisi è di destra o di sinistra. Interviste a precari, disoccupati e lavoratori di diverso orientamento.
Mentana: la paura della crisi vissuta dal basso non ha colore politico. I dati sulla crisi vengono compresi anche da chi non legge i giornali. La perdita di posti di lavoro in questi primi mesi sono preoccupanti. Tito Boeri si dice pessimista sugli effetti delle misure anti-crisi e critica gli ammortizzatori sociali previsti. In Italia ci deve essere la certezza che chi perde il lavoro deve essere aiutato e protetto, indipendentemente dal tipo di contratto. Già nel 2008 sono stati ridotti i controlli sui posti di lavoro ed è già prevista una ulteriore riduzione del 25% dei controlli. Questo significa incentivare il lavoro nero: è una strategia mirata basata sulla tolleranza del sommerso. In questo modo la crisi viene pagata solo dalle imprese corrette.
Tabacci concorda con Boeri: il paese è avvitato su se stesso, incapace di affrontare riforme strutturali. I dati di gennaio e febbraio ci fanno pensare che saranno 2 milioni i disoccupati in Italia alla fine del 2009. Pagheranno quelli con contratti a termine e i più anziani. Bisogna invece pensare ai più deboli e smetterla con l'effetto annuncio, tra le ronde, i prefetti devono controllare le banche e la case autocostruite. Il Pdl sta minando il senso dello Stato.
Rotondi continua a sembrare finto e si dice deluso dalla mancata collaborazione dell'opposizione. Il ministro Tremonti ha denunciato per primi la crisi e il Pdl non ha mai promesso miracoli. (Tabacci interrompe per ricordare la Robin Hood Tax e la mancata previsione della crisi. Ricorda poi che i soldi stanziati sono sempre gli stessi che vengono rivenuti ogni volta). Rotondi riesce anche a rilanciare l'idea che bisogna aumentare i consumi per affrontare a crisi e se la prende con le banche americane che la sinistra avrebbero voluto far entrare nel sistema bancario italiano. Il sistema paese oggi ha le spalle larghe (con questo Rotondi ha davvero toccato il fondo).

22.20 Floris mostra i dati: 1,3 miliardi al ponte, 1,5 all'Expo, 10 miliardi alle autostrade, 2,7 miliardi per le ferrovie e via dicendo. Di Pietro spiega che quei fondi sono stati soltanto spostati da altri lavori in corso e che così vengono bloccati. Di Pietro nella veste di ex ministro parla di Cipe, di numeri e di finanziamenti e si perde nella sua dialettica incerta senza riuscire a chiudere concetti taglienti come sarebbe necessario. Lupi spiega invece da dove vengono i soldi per le grandi opere: il problema non è stanziare i finanziamenti ma utilizzarli. Gli stanziamenti per il Ponte sono stati spostati da Prodi per finanziare altre opere e poi il Pdl le ha rimesse al Ponte. Le opere non finanziate erano prive di progetti e non cantierabili.
Gianluca Verzelli spiega che il sistema bancario italiano ha resistito meglio alla crisi. Bisogna però lavorare sulle prospettive. I mercati sono cinici e apprezzano i provvedimenti come il Piano casa, che rimettono in moto gli acquisti. Carla Cantone propone l'assegno di disoccupazione e il sostegno al reddito. Vanno poi sostenute le infrastrutture, facendo però quelle necessarie, come la mobilità interna alla Sicilia. Occorre una politica industriale degna di questo nome, che guardi al dopo-crisi e si basi sull'innovazione.

22.30 Servizio sul risparmio e sui prezzi delle case. Verzelli spiega che la crisi verrà superata e che le banche saranno fondamentali per dare un impulso alla ripresa. La perdita di fiducia nei titoli bancari è stata rilevante, anche se non hanno subito tracolli. Tabacci vede un mondo bancario perplesso nei confronti di un Tremonti che vorrebbe giocare una partita di potere. Cartello sui Tremonti Bond, che per Tabacci non avranno successo: sarebbe stato meglio se le banche avessero cedute parte delle loro quote di Banca d'Italia. Si tratta solo di un prestito ad un tasso tra il 7,5 e l'8,5%. Tremonti non ha previsto la crisi, se lo avesse fatto la Robin Hood Tax non ci sarebbe stata, dato che oggi ci troviamo in una situazione opposta. Boeri sostiene che i Tremonti bond offrono credito a costi elevati e in modo tardivo: dai crack più gravi sono passati ormai 6 mesi e con cifre maggiori. Le prefetture dovrebbero vigilare sull'uso dei fondi fatto dalle banche e dalle imprese. Lupi fa un po' la vittima e cerca di combattere il pessimismo. Le banche devono finanziare le imprese e contare sul prefetto per i controlli. Mentana spiega che le banche non hanno mai fatto il tifo per Berlusconi e che la loro credibilità non è molto alta, quindi il Pdl ha buon gioco ad intervenire (poi parla del mutamento dei suoi rapporti con l'editore Berlusconi).
Rotondi raggiunge l'apice dell'escavazione del barile sostenendo che la sinistra scorrazza a Mediaset mentre gli alleati di Berlusconi non hanno avuto altrettanto spazio. Rotondi contende a Capezzone il premio faccia di bronzo: il profilo comunicativo di Mediaset ha dato troppo spazio alla sinistra con un eccesso di equilibrio.
Carla Cantone, con tono emiliano e menando fendenti a Rotondi, parla dei milioni di pensionati con poche centinaia di euro e della legge per la non autosufficienza ferma da nove mesi e senza più finanziamenti. (Lupi, in difficoltà, si mette a criticare il tono ironico della sindacalista). Di Pietro dice di rappresentare gli italiani che hanno aperto gli occhi per tempo vedendo i limiti e i rischi del governo Pdl. (Scintille tra Dc, con Tabacci che rimprovera a Rotondi di sostenere l'ipotesi di voto solo per i capigruppo parlamentari). Di Pietro continua con qualche incertezza a parlare di numeri, Alitalia, disoccupati, pagamenti della pubblica amministrazione.
Conclude Lupi che ribadisce la giustezza degli ammortizzatori sociali e guardare alle cose che funzionano. Domani ci sarà l'inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra (questa è una notizia!). Sulla proposta di far votare i capigruppo Lupi dice che non è possibile perché la Costituzione non lo consente.
Tabacci continua a brillare stasera: paragona i capigruppo parlamentari all'amministratore delegato criticando la visione aziendalista che questa proposta tradisce.

Alé, Ballarò è finito e Neri Marcoré in versione Gasparri, cazzuola in mano, da il via a Parla con me sfottendo il Piano Casa.

  • shares
  • Mail
16 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO