Macerata, fantoccio di Mussolini da colpire. Gasparri: "Serve interrogazione parlamentare"

Una pignatta usata da un centro sociale durante i festeggiamenti del 25 aprile.

Fantoccio del Duce Macerata - Pignatta 25 aprile 2018

Due giorni fa a Macerata, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile, si è verificato un episodio che ha scatenato una polemica che rischia di andare avanti ancora per qualche giorno. Il Collettivo Antifà e la Palestra Popolare hanno appeso un fantoccio a testa in giù in Piazza Battisti, come pignatta da colpire, piena di caramelle. Il fantoccio aveva le fattezze di Benito Mussolini e dunque sono subito tornate alla mente di tutti le foto di Piazzale Loreto.

La giunta comunale si è subito dissociata, condannando la scelta dei centri sociali, il centrodestra è insorto e preannuncia un'interrogazione parlamentare. Alessandra Mussolini, nipote del Duce, ha annunciato che oggi sarà a Macerata, mentre Maurizio Gasparri ha detto:

"Celebrare il 25 aprile è giusto, istigare alla violenza è orribile, presenterò interrogazione"

A diffondere la notizia in tutta Italia è stata Casapound, il cui coordinatore regionale Andrea Lamona ha scritto:

"Macerata in balia dei centri sociali ha toccato livelli di squallore inaccettabili. In piazza Battisti, trasformata in una nuova Piazzale Loreto, è andato in scena un rito macabro che gronda odio politico e istigazione alla violenza, con la scusa di una festa che dopo oltre 70 anni mostra il livore mai sopito di una certa parte politica. Nel silenzio complice delle istituzioni, i centri sociali continuano a mostrare il loro volto di fomentatori di odio riproponendo una della pagine più sanguinose del passato politico del nostro paese coinvolgendo inconsapevoli bambini in un teatrino squallido perfettamente in linea con la natura violenta di pochi facinorosi. Sono questi i valori della Resistenza di cui si fanno portatori? La farsa del vilipendio di un cadavere perpetrata dopo 73 anni, incitando dei bambini a riproporre un macabro rito ingiustificabile? Un fatto gravissimo, questo, che travalica i confini della beffa dei vinti e che invita non alla riappacificazione nazionale, ma al prosieguo di un clima di odio che già non ha trovato alcun argine politico durante la campagna elettorale. Laddove non ci sono proposte valide per la città e si vive di parassitismo con la compiacenza delle istituzioni cittadine, non restano che queste pagliacciate a testimoniare il vuoto di valori costruttivi di cui i centri sociali sono portatori. Ancora una volta abbiamo testimonianza di come la festa della Liberazione sia una ricorrenza divisiva e di come gli sforzi dei padri costituenti per ricomporre una unità sociale siano stati vani. Dopo questa messinscena rivoltante, è ormai chiaro a tutti che la violenza ingiustificata a Macerata è la cifra distintiva di pochi, piccoli uomini che fomentano gli istinti più bassi di un passato storico ormai concluso per giustificare la propria esistenza"

Il sindaco Romano Carancini, del Pd, a nome di tutta la giunta ha commentato:

"È stata una messa in scena indegna. È una provocazione inaccettabile per la nostra comunità che tradisce il vero senso della Festa del 25 aprile, infanga il significato stesso dell'antifascismo e fa male alla città. Abbiamo comunicato alla Digos, su richiesta della stessa, le circostanze dei fatti e trasmesso i documenti al fine di accertare le eventuali responsabilità, rispetto alle quali l'amministrazione si riserva ogni azione"

A un certo punto della festa il fantoccio del Duce è stato sostituito da un altro con una maglia nera e una croce celtica sul petto, che forse voleva rappresentare Luca Traini, il ragazzo che seminò il panico per le vie della città lo scorso 3 febbraio, sparando verso le persone di colore, dicendo poi che lo aveva fatto per vendicare la morte di Pamela Mastropietro.

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