M5S-PD, Toninelli: "Non rinunciamo a Di Maio premier"

Il capogruppo al Senato insiste sulla leadership di Di Maio.

Danilo Toninelli con Giulia Grillo e Luigi Di Maio

Il giorno dopo la fine delle consultazioni del Presidente della Camera Roberto Fico, comincia l'attesa per la Direzione del Pd, che inizialmente era prevista per il 2 maggio, ma, a quanto pare, è stata fatta slittare al 3 per consentire a Matteo Renzi di tornare da un viaggio all'estero e prendervi parte.

E questa attesa, come è ovvio, andrà avanti tra dichiarazioni da destra e da manca, fino a quando non si avrà qualcosa di concreto su cui discutere. In particolare questa mattina è toccato a Danilo Toninelli, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Senato, e Andrea Orlando, ministro della Giustizia uscente, del Pd, entrambi interventi alla trasmissione radio di Massimo Giannini, Circo Massimo su Radio Capital.

Danilo Toninelli ha ribadito, per l'ennesima volta, che il M5S non intende rinunciare al ruolo di premier per Luigi Di Maio:

"Di Maio premier condizione irrinunciabile? Non per noi ma per quanto accaduto il 4 marzo. Non sarebbe accettato dai nostri elettori un governo del M5S che non abbia Di Maio premier. Vogliamo realizzare un contratto di governo, sul modello tedesco. Aspettiamo la direzione del Pd. Se verranno al tavolo con noi cercheremo di scrivere nel dettaglio tutti i termini delle misure da realizzare. Si supera tutto con il metodo. Noi non rinneghiamo le nostra battaglie. Pensiamo solo che i cittadini sono molto più pragmatici: vogliono solo un miglioramento della qualità della vita"

Anche Andrea Orlando spera che si arrivi quantomeno a un tavolo di discussione tra Pd e M5S:

"Mi auguro che il tavolo ci sia: sottrarsi alla richiesta di Mattarella sarebbe da irresponsabili. Poi sconta l’accordo sui temi: non è detto che debba esserci. Noi lo accetteremo solo se si fanno gli interessi del Paese"

Per quanto riguarda i malumori interni al suo partito e il ruolo di Matteo Renzi, segretario dimissionario, dice:

"Cerchiamo un accordo programmatico o andiamo diritti alle elezioni? Perché lo scenario è questo, non credo che il presidente Mattarella mandi alle Camere un governo senza maggioranza. Anzi: potremmo coinvolgere la base con un referendum aperto non solo agli iscritti ma a tutti gli elettori democratici. Se Renzi deve ritirare le dimissioni? Sono il meno titolato a parlare di cosa deve fare Renzi, mi sono candidato contro di lui alle primarie”

Foto © Camera dei Deputati

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