Luigi Di Maio al PD: "Ecco i punti che abbiamo in comune"

Luigi Di Maio di M5S

Il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio è convinto che si riuscirà a raggiungere un accordo col Partito Democratico per la formazione di un governo e, nelle stesse ore in cui Matteo Renzi fa sapere che le possibilità sono pressoché nulle, scrive una lunga lettera dalle pagine del Corriere Della Sera per elencare i punti che M5S avrebbe col PD.

Di Maio inizia ribadendo quanto già sostenuto dopo la seconda giornata di consultazioni con Roberto Fico:

Il prossimo sarà il governo dei cittadini, non dei partiti. Il contratto alla tedesca servirà a mettere nero su bianco le azioni immediate per migliorare la qualità della vita degli italiani per interpretare al massimo lo spirito della terza repubblica. Non si tratta di alleanze. Un’alleanza è uno scambio di poltrone, un do ut des di potere. Non ci interessa. Siamo nati per fare altro. Il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica italiana perché ha identità e valori ben precisi, che difendiamo senza compromessi.

Sono tre, secondo Luigi Di Maio, i punti principali: rintrodurre l’articolo 18, lotta alla mafia e alla corruzione e steccati ideologici. Snocciolando il primo, il leader di M5S spiega:

In comune c’è la revisione del Regolamento di Dublino e l’equa ripartizione dei migranti tra tutti i Paesi dell’Unione Europea. Per gestire i flussi migratori serve anche investire in sicurezza: c’è la comune volontà di aumentare le risorse per la cyber security e l’assunzione immediata di 10.000 nuovi agenti nelle forze dell’ordine. Assumiamoli!

Di Maio ribadisce la necessità di introdurre il reddito di cittadinanza, così come la pensione di cittadinanza, mentre sul fronte del lavoro sottolinea che il punto di partenza potrebbe essere il salario minimo orario e "la reintroduzione dell’articolo 18 come «misura ponte», in attesa di una piena realizzazione del reddito di cittadinanza e della riforma dei centri per l’impiego".

M5S, spiega Di Maio, sottolinea una stessa linea col PD sul fronte delle tasse così come la riforma della sanità pubblica:

Il Pd scrive nero su bianco di voler ridurre le ormai lunghissime liste di attesa. Siamo d’accordo, ma occorre un serio incremento del Fondo sanitario nazionale e un piano di assunzioni per infermieri e medici.

E, sul fronte della Giustizia, precisa:

In tema di giustizia, entrambi vogliamo semplificare e ridurre i tempi dei processi attraverso l’applicazione del rito del lavoro e investendo nella digitalizzazione anche in ambito penale. Facciamolo!

Il Movimento 5 Stelle punta anche a meccanismi per prevenire l'infiltrazione mafiosa nelle istituzioni, a cominciare da una riforma complessiva dell'ordinamento penitenziario. Non poteva mancare, inoltre, un riferimento ai costi stellari della pubblica amministrazione:

I tagli agli sprechi sono un nostro storico cavallo di battaglia, e il programma del Pd prevede il ricalcolo dei vitalizi col metodo contributivo, un tetto agli stipendi dei manager pubblici e la trasformazione delle costose e inutili auto blu in auto elettriche e sostenibili. Meno sprechi significa anche Pa digitale e lotta alla burocrazia per semplificare la vita a cittadini e imprese. Questa è la strada che stiamo seguendo e gli obbiettivi che vogliamo raggiungere.

Luigi Di Maio si dice orgoglioso di questo programma ed è convinto che si giungerà presto ad un contratto di governo col Partito Democratico che, subito dopo, dovrà passare al vaglio degli iscritti al Movimento 5 Stelle per l'approvazione definitiva.

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