Matteo Renzi a Fazio: “No ai giochi di Palazzo. Il Pd non può governare con i 5 Stelle, ma sì alle riforme”

Il segretario del Pd uscente ospite a “Che tempo che fa”.

Matteo Renzi a Che tempo che fa di Fabio Fazio cosa ha detto

Matteo Renzi è stato ospite a “Che tempo che fa” su Raiuno e ha chiarito una volta per tute le sua contrarierà a un governo Pd-MoVimento 5 Stelle. L’ex segretario ha ricordato più volte che il motivo per cui, secondo lui, l’Italia si trova in questa situazione è la “sua” sconfitta al referendum del 4 dicembre 2016, più che i risultati del 4 marzo 2018, perché rifiutando la riforma ora il Paese è in una condizione di stallo.

Fabio Fazio ha chiesto: “Dopo un periodo di silenzio torna stasera in tv davanti a tanti italiani. Come sa c’è molta attesa per quello che ha da dire. Quale sarà secondo lei il titolo di domani dei giornali?” E Renzi ha scherzato: “Sulla Littizzetto e Iannone”, ma Fazio ha insistito: “Sì al governo con i 5 Stelle? Governo impossibile o altro?” e Renzi ha detto:

“Il titolo sarebbe ‘Siamo seri’. Perché chi ha perso le elezioni non può andare al governo. Non possiamo far passare il messaggio che i risultati del 4 marzo sono stati uno scherzo. Non possiamo, con un gioco di Palazzo, rientrare dalla finestra quando gli italiani ci hanno fatto uscire dalla porta. Il governo lo deve fare chi ha vinto se ne è capace. Io spero di sì per l’Italia”

Poi il conduttore ha ricordato che il Presidente della Camera Roberto Fico ha detto che l’incontro con PD e 5 Stelle è stato positivo, ma il 3 maggio ci sarà la Direzione del Pd e ha chiesto se comunque l’incontro con Di Maio ci sarà. Renzi ha risposto:

“Io penso che incontrarsi sia un bene, sempre. Si parlano le Coree, quindi figuriamoci se non possono parlarsi PD e 5 Stelle. Penso che incontrarsi con Di Maio sia un fatto naturale. Secondo me andrebbe fatto in streaming, così ci chiariamo definitivamente se hanno cambiato idea sui vaccini, sul reddito di cittadinanza, l’Ilva ecc. Incontrare Di Maio sì, votare un suo governo no. Dopo tutto quello che ci hanno detto non possiamo cambiare posizione. Ci hanno detto che siamo mafiosi, amici delle banche e dei petrolieri, killer dell’ambiente. La gente a casa cosa potrebbe pensare se dopo tutto questo poi facendo finta di niente e non condividendo niente con i 5 Stelle ci mettiamo a governare insieme”

Poi Renzi ha fatto un po’ di calcoli:
“Ci sono 52 senatori del Pd, bisogna che almeno 48 votino a favore, io su 52 non ne conosco uno disposto a dare la fiducia a un governo Di Maio. Sono pronto a cedere altri tre punti percentuali al Sud: il reddito di cittadinanza per me non sta in piedi. Bisogna andare a lavorare, creare le condizioni per creare lavoro per tutti, non dare un sussidio di quel genere. Ora o sono capaci di fare un governo e governano e noi saremo giusti e non li insulteremo come hanno fatto loro, ma che il reddito di cittadinanza è impossibile deve dirlo lui agli italiani, non sfruttare un accordo con il PD per dire che siamo noi che li blocchiamo".

Quando Fazio ha parlato di “senatori renziani”, Renzi ha risposto:
“Renziani no… sembra una malattia. Io ho recuperato la mia libertà. I senatori sono persone che hanno fatto la campagna elettorale in un certo modo e non possono cambiare idea”

Poi il conduttore ha fatto notare che Luigi Di Maio ha presentato dei punti in comune, ma Renzi ha detto:

“Se riguardiamo quello che è accaduto vediamo che intanto la prima forza politica è stata il Centrodestra. Sia chiaro, io rosico, con Salvini ho in comune solo il nome. Ma ha vinto e Di Maio è arrivato secondo. Per due mesi si sono spartiti le poltrone e si sono trovati d’accordo, poi non si sono trovati d’accordo solo sull’ultima poltrona, quella del Premier. Hanno detto ‘faremo grandi cose insieme’, ma poi non ci sono riusciti. Poi ecco la teoria dei due forni: Francia o Spagna purché se magna. Io non penso che il destino dell’Italia possa essere deciso da due forze politiche che faticano a trovare punti di sintesi. Io dico a quelli del Pd: abbiamo perso, ripartiamo. Andiamo nelle periferie, nelle scuole. La politica è etica e rispetto di quello che pensano i cittadini. Se loro, Lega e M5S, non si trovano d’accordo, allora serve qualcuno che si prende la responsabilità di dire che il sistema così non funziona

Renzi, dunque, come Salvini, dice che sarebbe assurdo che al governo ci andasse chi ha perso le elezioni:

“Sì, lo ammetto. Su questo sono d’accordo con lui”

Fazio ha fatto notare che siamo in un proporzionale ed era evidente fin da subito che sarebbe servita un’alleanza:

“Ne abbiamo parlato e io la penso molto semplicemente: se si aveva intenzione di fare un’alleanza allora bisognava dirlo prima, in campagna elettorale. Dal 4 dicembre 2016 questo Paese è bloccato. Sono nella fase delle confessioni: io ho fatto degli errori e abbiamo perso il referendum, ma è da quel momento lì che l’Italia non è più capace di rimettersi in piedi. Avete visto Macron? Ha vinto al secondo turno e ora è il punto di riferimento in Europa. Il problema non nasce il 4 marzo 2018, ma il 4 dicembre 2016. È un contrappasso dantesco. Salvini e Di Maio avrebbero avuto tutto l’interesse a fare un ballottaggio per far scegliere ai cittadini chi mandare al governo. O fanno il governo i populisti che hanno vinto o siano loro a proporre una riforma elettorale”

Fazio ha chiesto: “Se non fosse Di Maio Premier l’accordo PD-M5S sarebbe più vicino?” e Renzi ha risposto: “Lo hanno escluso loro. Questa cosa di Di Maio Premier a tutti i costi è una cosa a cui crede solo Di Maio. L’aritmetica ha le sue regole: il 32% non è il 51%. Venire a chiedere la percentuale mancante a chi ha insultato per tanti anni io non ci sto. Se Di Maio viene e dice che vuole cambiare il Jobs Act, deve chiederlo a quell’altro Matteo, non a me, perché io resto convinto che il Jobs Act ha dato un milione di posti di lavoro”

Al rientro dalla pubblicità Fazio e Renzi hanno riassunto la situazione e il senatore Pd ha detto:
“Secondo me sarebbe una presa in giro per gli italiani, dobbiamo guardarli negli occhi e dire ‘ok, non ci avete votato, faremo meglio la prossima volta’”

Poi ha incalzato con la necessità di un doppio turno, come con i sindaci e quando Fazio è tornato sulla Direzione del 3 maggio, Renzi ha ribadito: “Ci sono molte più similitudini tra Lega e 5 Stelle che con noi”.

Fazio ha chiesto come si esce dallo stallo, ma Renzi ha ripetuto solo:

“Io penso che oggi la palla sia nelle mani del M5S e la Lega. Se loro falliranno, e non saremo stati noi a farli fallire, ma se non saranno capaci di mettere in atto le mirabolanti promesse che hanno fatto, raccontando un sacco di bugie in campagna elettorale, allora o si torna a votare e non so se prendono più voti di prima. Secondo me se si tornasse a votare sarebbe un gigantesco schiaffo ai cittadini, perché quelli che dicono ‘abbiamo vinto’ avranno fallito. La politica ha superato la fase dell’adolescenza. Se non riescono ad accordarsi allora forse è arrivato il momento di dire che la proposta del Pd di Renzi è stata bocciata con il 41%, però che il sistema in Italia non funzioni, lo vogliamo dire o no? È la dimostrazione che avevamo ragione allora a dire ‘eliminiamo la parola inciucio dal vocabolario e facciamo decidere al cittadino arbitro’. Se non riescono a fare il governo, facciano una proposta per la legge elettorale e la riforma costituzionale, perché il doppio turno funziona solo se c’è una Camera sola. Così se andare con Salvini, Di Maio o Gentiloni lo decide il cittadino e non una corrente di partito che ha paura. A noi hanno detto che Renzi ha sbagliato perché voleva farsi le regole da solo. Allora noi adesso diciamo va bene, fatele voi le regole se volete davvero far partire la Terza Repubblica. Ma sono disponibili a prendersi una responsabilità davanti ai cittadini? Ci saranno un anno-due di attività parlamentare con un governo deciso dal Presidente della Repubblica a seconda della maggioranza che si è creata. O loro si mettono d’accordo oppure scriviamo le regole insieme per il bene dei cittadini”

Renzi ha poi sottolineato l'importanza che Macron ha acquisito in Europa e nel Mondo e ha detto:
“Due anni fa Obama ha fatto l’ultima cena con l’Italia ora Trump ha fatto la prima con la Francia, allora eravamo noi il punto di riferimento. La Francia ha delle istituzioni solide e vuole sorpassarci anche nella manifattura, dove siamo secondi dietro la Germania”

A questo punto Fazio è tornato sui dissidi interni: “Il Pd è propenso alla scissione all’infinito. Lei teme un’ulteriore rottura?” e Renzi ha detto:

“Il Pd deve guardare in faccia la realtà. Noi abbiamo fatto leggi che si aspettavano da dieci anni, tutte leggi a cui Salvini e Di Maio hanno votato contro. Ma abbiamo perso e quando perdi non puoi fare finta di niente. Non è possibile che l’unico che si è dimesso sono io e alcuni pensano di fare i badanti al governo dei 5 Stelle. Noi non dobbiamo fare le campagne di odio sul web e vanno ad attaccare le singole persone. Noi dobbiamo smettere di litigare al nostro interno. Io sono stato massacrato per cinque anni: qualsiasi cosa che pensassi di fare, avevo l’opposizione interna e a forza di attaccare me è arrivato Salvini. Noi diamo la disponibilità a dare una mano nelle riforme, ma non dobbiamo restare attaccati alle poltrone. Noi vedremo quali sono le proposte dei 5 Stelle, ma se tu chiudi Ilva e licenzi 15mila persone non vai avanti dando a 15mila persone il reddito di cittadinanza, lo stesso se fermi la Tav. Io vorrei evitare che il Pd diventasse socio di minoranza di un partito azienda, quello della Casaleggio e associati. Ai 5 Stelle consiglierei di stracciare quel contratto”

Fazio è tornato, in chiusura, sulla prima domanda, ossia il titolo di domani dei giornali e detto che secondo lui saranno “Chiusura totale a un governo Pd-5 Stelle”, ma Renzi ha detto:
Apertura totale al fatto di fare le riforme insieme oppure il titolo può essere: la Fiorentina ha fatto un favore alla Juventus e non me l’aspettavo”

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