Cuperlo contro Renzi: se perdiamo è colpa sua 

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Ieri sera Matteo Renzi, ospite di "Che tempo che fa", ha ucciso sul nascere una possibile intesa di governo tra Pd e 5 Stelle, dicendosi disponibile solo a discutere di riforme con i pentastellati e togliendo importanza alla direzione Pd convocata dal segretario reggente Maurizio Martina per il 3 maggio.

Ma la decisione presa prima di aver avviato il confronto interno ufficiale e comunicata urbi et orbi da Renzi dagli studi della trasmissione di Fabio Fazio non sono piaciute a Gianni Cuperlo, ex presidente del Pd che a Renzi non le manda a dire. Stamattina a Radio Capital Cuperlo ha detto che se il Pd perde la colpa è proprio dell’ex segretario-premier.

Cuperlo contro Renzi: l’ex presidente attacca l’ex segretario

Cuperlo si dice dispiaciuto e mortificato per la chiusura di Renzi a un governo Pd-5Stelle e chiede scusa:

"per lo spettacolo che il Pd sta offrendo. A questo punto la direzione di giovedì dovrebbe cambiare l'ordine del giorno, inserendo la preparazione di una nuova campagna elettorale: una cosa da far tremare le vene ai polsi".

Cuperlo denuncia la mancanza di confronto interno al partito:

"Ancora una volta, dopo il risultato catastrofico del 4 marzo, noi non abbiamo discusso, abbiamo operato una sostanziale rimozione di quanto è successo".

Dopo l’analisi l’attacco:

"Un partito non decide la sua linea politica negli studi televisivi, convoca gli organi dirigenti. Ieri sera vedendo l'intervista dell'ex segretario ho provato un senso di dispiacere perché quella discussione avrei volto farla con lui nel luogo giusto, cioè la direzione del partito. E invece stiamo qui a commentare un'intervista attesa per ore come una finale di calcio. Così la politica si spegne, si spegne la vitalità di un partito".

Quindi la stoccata a Renzi:

"Io vorrei capire cosa intendiamo per leader: Renzi ha fatto anche cose giuste, ma ha perso le sfide fondamentali che ha affrontato, il referendum e le politiche, portando il Pd al minimo storico. Noi perdiamo per i tuoi errori, non per le nostre critiche. Io posso aver anche sbagliato, ma tu perdi le sfide e quando un leader perde si fa da parte, come ha fatto Veltroni".

Cuperlo vuole essere chiaro:

"La verità è che non ci sono i numeri ma la precondizione per avviare quel confronto sarebbe stato indice di compattezza del partito. Se una parte importante del Pd dice 'mai', allora sarebbe un atto di correttezza per il Paese evitare di perdere tempo".

Sull’ipotesi di una legislatura costituente, rilanciata ieri anche dal ministro uscente dello Sviluppo Carlo Calenda, Cuperlo afferma:

"L'aveva già posta Franceschini, io nel mio piccolo avevo parlato di governo di scopo, non mi pare però che quell'idea abbia raccolto il consenso di altre forze politiche. A questo punto deve essere il presidente della Repubblica a trarre le sue conclusioni. Io penso che bisognerebbe non escludere che da qui a pochi mesi ci ritroveremo in campagna elettorale".

Gianni Cuperlo non auspica un ritorno alle urne ma non lo può escludere e a questo punto - a meno di un ritorno di fiamma tra Lega e M5s (ma c'è sempre lo scoglio Berlusconi da aggirare) - ci starà pensando seriamente anche il Capo dello Stato.

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