Nuovo governo: lunedì 7 maggio nuove consultazioni di Mattarella

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18.00 - La Presidenza Della Repubblica ha diffuso oggi il calendario del terzo giro di consultazioni, che sarà spalmato in un'unica giornata, lunedì 7 maggio, e coinvolgerà non soltanto tutte le forze politiche, ma anche i presidenti di Camera e Senato.


    10.00 - "Movimento 5 Stelle"
    11.00 - "Fratelli d'Italia", "Forza Italia - Berlusconi Presidente" e "Lega - Salvini Premier"
    12.00 - "Partito Democratico"

    16.00 - "Liberi e Uguali"
    16.20 - Gruppo Parlamentare per le Autonomie (SVP-PATT,UV) del Senato della Repubblica, Partito SVP (Südtiroler Volkspartei) e (UV - Union Valdôtain)
    16.40 - Gruppo Misto del Senato della Repubblica
    17.00 - Gruppo Misto della Camera dei Deputati

    17.30 - On. Dott. Roberto FICO, Presidente della Camera dei Deputati.
    18.00 - Sen. Avv. Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI, Presidente del Senato della Repubblica

12.20 - Ora è ufficiale: lunedì 7 maggio, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avvierà un nuovo giro di consultazioni. Il capo dello Stato ha sostanzialmente deciso di dare qualche giorno di riflessione ai partiti e lunedì prossimo incontrerà tutti in un giorno. "A distanza di due mesi - comunica il Colle - le posizioni di partenza dei partiti sono rimaste invariate. Non è emersa alcuna prospettiva di maggioranza di governo". Il nuovo giro di sondaggi del presidente servirà "per verificare se i partiti abbiano altre prospettive di maggioranza di governo". Parole che suonano come una sorta di ultimatum per tutti.

Mattarella e il "governo tregua"

Nuovo governo, nei prossimi giorni, molto probabilmente già nelle prossime ore, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella prenderà in mano la situazione. Preso atto dello stallo e del fallimento dei primi due giri di consultazioni che non hanno portato alla formazione di un esecutivo, il capo dello Stato attenderà l’esito della direzione del PD, dopodiché con ogni probabilità avvierà un ultimo giro di sondaggi con le forze politiche. L’ipotesi più accreditata secondo quanto riferiscono i quotidiani nazionali di oggi, è quella di un “governo di tregua”, un esecutivo di responsabilità che arrivi almeno al 2019 e approvi la Finanziaria. Non è da escludere a priori, però, che si vada al voto a ottobre come chiedono Di Maio e Salvini.

Insomma, è in arrivo una appello alla responsabilità da parte di Mattarella: il presidente della Repubblica chiederà di mettere da parte, per il bene dell’Italia, i veti incrociati che fin qui hanno impedito la realizzazione di nuovo governo. Un appello che dovrebbe trovare terreno fertile in Forza Italia e Partito Democratico, ma difficilmente incontrerà il favore di Lega e Movimento 5 Stelle. Ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, Luigi Di Maio ha infatti ribadito il suo no a “governi per tirare a campare”, ribadendo quale sia l’unica posizione dei pentastellati oggi, ossia quella del ritorno alle urne.

Il capo dello Stato non vuole lasciare comunque nulla di intentato prima di rassegnarsi alle urne. La sua prima preoccupazione è la Finanziaria che dovrà scongiurare l'aumento dell'Iva, che sarebbe a rischio in caso di elezioni ad ottobre, ragion per cui da domani cercherà di capire a chi potrà affidare un pre-incarico. Ovviamente, chi sarà insignito di tale onere dovrà andarsi a trovare una maggioranza parlamentare, perché Mattarella non ha alcuna intenzione di accordare quello che vede al momento come un salto nel buio, ossia un governo di minoranza del centrodestra, cui mancano troppi parlamentari per garantirsi la sopravvivenza.

Votare ad ottobre significherebbe formare un governo nella migliore delle ipotesi nella seconda metà di novembre, con la Legge di Bilancio 2019 praticamente impossibile da approvare. Scartata anche l’ipotesi di un cambio di legge elettorale tramite premio di maggioranza, ritenuta incostituzionale e irrealistica.

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