Abruzzo: il senatore D'Alfonso (PD) non molla la carica di Governatore

Luciano D'Alfonso non ha ancora deciso cosa fare: è Senatore e Governatore

Luciano d'Alfonso

Luciano D'Alfonso (PD) non ha ancora deciso cosa farà da grande, anche se dovrebbe aver ormai raggiunto l'età giusta per prendere una decisione consapevole. Dal 26 maggio del 2014 D'Alfonso ricopre la carica di Presidente della Regione Abruzzo e lo scorso 4 Marzo è stato anche eletto al Senato della Repubblica; due cariche non cumulabili come prescritto dall'articolo 122 della Costituzione.

La Legge d'attuazione concede 30 giorni di tempo dalla sopravvenuta incompatibilità per prendere una decisione. D'Alfonso, dunque, avrebbe dovuto esercitare una scelta entro il 16 aprile, pena la decadenza dalla carica. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, però, non è stata ancora formata a Palazzo Madama, motivo per il quale nessuno si è ancora espresso sulla sua incompatibilità.

Sulla vicenda sarebbe potuta anche intervenire la giunta delle elezioni del Consiglio regionale dell'Abruzzo che effettivamente l'ha fatto, dichiarandosi però incompetente. Secondo l'organo regionale, a maggioranza PD, non sussisterebbe causa di incompatibilità allo stato attuale. Già, proprio così, perché manca ancora "l'inveramento della condizione di Senatore". In pratica, manca la convalida della proclamazione che spetta alla giunta di Palazzo Madama. Un atto formale che serve ad attestare l'ovvio.

Nulla, in ogni caso, impedirebbe a D'Alfonso di rinunciare all'elezione al Senato o di presentare le dimissioni da Presidente della Regione Abruzzo. In buona sostanza, il Senatore sta approfittando di questo vuoto istituzionale per accertarsi se gli convenga di più completare il mandato come Governatore o se, invece, sia preferibile restare incarica a Palazzo Madama. Senza un accordo sul Governo e con lo spettro di uno scioglimento anticipato delle camere, la sua riflessione risulta decisamente più complessa.

Intanto D'Alfonso ha rinunciato allo stipendio da Governatore, ma questo è un aspetto solo secondario visto che il Consiglio regionale è di fatto bloccato. Il mese scorso D'Alfonso abbandonò la seduta per presentarsi in Senato, facendo così venire meno il numero legale. Oggi il consiglio regionale è invece saltato del tutto perché il neo Senatore è a Roma per partecipare alla Direzione del PD.

Urge, il prima possibile, un cambiamento della legge d'attuazione dell'articolo 122 della Costituzione per eliminare questo intollerabile fenomeno. I 30 giorni per prendere una decisione dovrebbero scattare dal momento della proclamazione, senza necessità di alcuna convalida formale da parte della Giunta.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO