Governo di tregua? Sì dal Pd. Di Maio: complotto Renzi-Berlusconi, popolo tradito

Il renziano Rosato: "Possiamo fare un governo istituzionale, delle regole". Di Maio: "Berlusconi e Renzi sono d'accordo. Ora Salvini decida se aiutarli contro di noi. Bisogna tornare al voto subito, anche il 24 giugno"

Governo di tregua Luigi Di Maio in conferenza stampa

Il giorno dopo la direzione del Pd, che ha chiuso all’unanimità sull’intesa con i 5 Stelle, facendo capire che chi comanda ancora è Renzi, un fedelissimo dell’ex premier, l’attuale vicepresidente della Camera Ettore Rosato apre alla formula del governo di tregua.

Un esecutivo istituzionale, quello che il presidente della Repubblica Mattarella sarebbe pronto a proporre dopo 3 giri di consultazioni a vuoto e un nuovo giro di colloqui che comincerà lunedì. Il Pd stamattina dice un governo istituzionale, del presidente, prospettiva che i 5 Stelle rigettano con forza. Luigi di Maio nei giorni scorsi aveva parlato di complotto per non far governare il M5s.

Complotto orchestrato a suo dire in prima persona da Berlusconi e Renzi. Stamattina Rosato a Radio Anch’io ha spiegato che il Pd è disponibile a dare i suoi voti per un governo di tregua ("avrebbe il nostro sostegno") ma che sarebbe da vedere "chi c'è dentro e per fare cosa". Di sicuro cambiare la legge elettorale secondo Mattarella, quel Rosatellum di cui il vicepresidente di Montecitorio è padre politico quantomeno nominale.

“Possiamo fare un governo istituzionale, delle regole. Non è una proposta di Renzi, è una proposta del Pd”

ha aggiunto Rosato. Poi, in caso di elezioni:

"discuteremo chi può essere il nostro candidato premier. Gentiloni ha tutte le carte in regola, sta facendo bene il premier”.

Di Maio: Renzi e Berlusconi sono d'accordo

Le elezioni sono chieste a gran voce dal MoVimento 5 Stelle che dice no al governo del presidente, istituzionale, tecnico o come lo si voglia chiamare. Un governo di tregua sarebbe tradire il popolo secondo Luigi Di Maio.

Con una intervista al Fatto quotidiano il leader pentastallato ribadisce che Forza Italia e Pd sono d’accordo:

"Berlusconi e Renzi sono d'accordo. Ora sarà Salvini a decidere se aiutarli o meno a fare un governo contro di noi. Stanno già cercando il pretesto, le riforme o una nuova legge elettorale. Ma una nuova legge non si può fare, ci infileremmo in un inferno. Bisogna tornare al voto, il 24 giugno".

Il candidato premier del M5s prosegue:

"Noi diciamo no a un nuovo Nazareno, magari con Giorgetti premier. E sarebbe ancora peggio un governo di scopo, di tregua o con qualsiasi altra formula: se con 120 parlamentari abbiamo fatto perdere la metà dei voti al partito di governo, con 338 eletti non gli faremmo passare neanche un provvedimento"


Ma il capo dello Stato ha mai parlato di un governo di tregua o istituzionale con i 5 Stelle?

"Dal Quirinale non ci è mai arrivata alcuna richiesta in tal senso e con il presidente della Repubblica siamo sempre stati molto chiari. Abbiamo fatto il massimo per arrivare a un governo. E i limiti del M5s si conoscevano, dal primo giorno. Aspettiamo cosa deciderà il Quirinale".

"Al voto il 24 giugno, si può fare"

Secondo Di Maio si deve quindi tornare al voto con la stessa legge elettorale, il Rosatellum, dato che:

"non si può fare, perderemmo anni a discuterne. Già mi immagino Salvini dirmi: Io sono per il premio di lista, ma Berlusconi lo vuole per la coalizione".

Poi conversando con i giornalisti in Transatlantico di Maio ha ribadito il concetto:

"Io spero che non ci sia opposizione, e che si vada al voto il prima possibile. Se metteranno il presidente Mattarella in condizione di individuare questo governo di tregua gli altri partiti saranno stati i traditori del popolo. Dobbiamo andare al voto il prima possibile. Anche il 24 giugno. Abbiamo studiato che si può fare. Non esiste tregua per i traditori del popolo, questo deve essere chiaro. Ma non per il presidente che è stato fin troppo paziente".

Toninelli: no a governo di tregua, peccato per il contratto

Stamattina anche il capogruppo al Senato del M5s, Danilo Toninelli, ha ribadito la linea del partito sul no al governo del presidente. A Radio Anch’io Toninelli ha detto che:

"Questi governi tecnici, di tregua, del presidente sono fatti per tirare a campare, preferisco andare a votare".

Poi Toninelli è tornato sul fallito contratto di governo:

"Non abbiamo saputo spiegare il contratto di governo, una cosa rivoluzionaria. Non era un tentativo di alleanza, forse chi ci voleva bene ha pensato che eravamo cambiati, che puntavamo alle poltrone, ma non era così. Non sono neanche venuti al tavolo a parlare perché chi fa politica da sempre era di fronte a una cosa nuova, una promessa messa per iscritto e da realizzare. A chi non ha mai concretizzato una promessa elettorale questo era insopportabile".

Appuntamento a lunedì prossimo con il nuovo giro di consultazioni che si apriranno proprio con il Movimento 5 Stelle.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO