Maroni: "Gentiloni bis per la legge elettorale. Di Maio più scugnizzo che leader"

Ma Lega e Cinque Stelle non lo appoggerebbero per "tenersi le mani libere".

Roberto Maroni

In una intervista rilasciata al Corriere della Sera, l'ex governatore della Lombardia Roberto Maroni ha commentato l'attuale situazione politica da una posizione privilegiata: quella di osservatore più o meno esterno.

Anche se il suo partito, la Lega, è direttamente coinvolto nelle trattative per il governo, Maroni per ora "non si impiccia" e lascia a Matteo Salvini tutta la gestione del Carroccio, ma non risparmia la sua opinione, interpellato dal giornalista. E sembra anche avere le idee piuttosto chiare.

Maroni, infatti, sostiene che al momento la strada più facilmente percorribile gli sembra un governo Gentiloni bis, affidando all'attuale Premier un nuovo mandato di pochi mesi con l'unico obiettivo di approvare una nuova legge elettorale con il doppio turno e il premio di maggioranza al partito e non alla coalizione, per poi tornare al voto a ottobre. Da ex ministro dell'Interno ha anche la data giusta: domenica 7 ottobre. Secondo Maroni questa sarebbe davvero la nascita della Terza Repubblica.

L'alternativa sarebbe un governo di minoranza. In caso di un Gentiloni bis, l'ex segretario leghista ritiene che potrebbe puntare sull'appoggio i Pd, Forza Italia e qualcun altro, mentre Lega e M5S si asterrebbero per "tenersi le mani libere", una sorta di "governo della non fiducia" insomma. Maroni ritiene che Gentiloni sia la persona giusta e non il leghista Giorgetti, ma solo perché quest'ultimo "avrebbe le qualità per essere un premier vero, non a termine".

Per quanto riguarda il giudizio sull'operato di Matteo Salvini, Maroni dice:

"Lui ci ha provato. La scelta giusta, che ho condiviso, è stata quella di non rompere l’alleanza con Forza Italia. Questo ha reso impossibile la formazione di un governo, perché Di Maio vuole fare il premier a tutti i costi. Matteo ci ha provato, non ci è riuscito e mi pare che oggi ci sia una sola ipotesi percorribile: rifare la legge elettorale e tornare al voto in autunno"

Maroni, invece, scarta l'alleanza con il M5S perché, dice, "Di Maio ha dimostrato di essere più uno scugnizzo che un leader". Secondo l'ex governatore della Lombardia, inoltre, il Centrodestra dovrebbe unirsi in un unico partito e avrebbe già il nome giusto: Lega Italia, che "sarebbe perfetto e piacerebbe a tutti e tre gli azionisti: Lega, Forza Italia e la Meloni". Attualmente Maroni, ci tiene a precisare, non ha alcuna intenzione di tornare in politica, non ha nostalgia e si è iscritto all'ordine degli avvocati per tornare a fare il professionista con consulenze per imprese e privati e per questo, dice, "la flat tax mi farebbe comodo".

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