Mattarella riceve Milan e Juve: "Io arbitro ma serve la correttezza dei giocatori"


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Sergio Mattarella rivendica il suo ruolo di arbitro ma richiama i partiti a quella correttezza istituzionale che fin qui è mancata in lungo e in largo. Da ultimo ieri: mentre il terzo giro di consultazioni era ancora in corso i leader di Lega e M5s, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, avevano già annunciato quella che secondo loro avrebbe dovuto essere la data delle prossime elezioni, l'8 luglio.

"Quando sono stato eletto presidente della Repubblica, ho giurato davanti al Parlamento e ho pronunciato un discorso nel quale mi sono paragonato a un arbitro, assicurando la mia imparzialità, ma subito ho detto: i giocatori aiutino l'arbitro con la loro correttezza"

Il presidente della Repubblica oggi ha incontrato al Quirinale Milan e Juventus, finaliste della Coppa Italia. La partita si terrà domani sera a Roma, allo stadio Olimpico. Il Capo dello Stato con una metafora calcistica ha parlato dell'attuale stallo politico ricordando che:

"un arbitro può condurre bene un incontro se ha un buon aiuto, la correttezza, l'impegno leale. Anche gli arbitri possono commettere errori però vanno aiutati dai protagonisti. Quando un arbitro non si nota vuol dire che i protagonisti stanno svolgendo alla perfezione il loro compito e un buon arbitro, generalmente, spera di non essere mai notato".

Il Presidente Sergio Mattarella durante l'incontro ha accolto i capitani di Juventus e Milan, Gigi Buffon e Leonardo Bonucci.

"Non è compito mio entrare nel merito della politica, quello che le chiedono tutti gli italiani è di renderci orgogliosi e di avere fiducia per un futuro migliore sotto tutti i punti di vista. Lo meritiamo noi italiani per la storia che abbiamo. L'Italia non può essere una nazione mediocre".

ha detto il portiere della Juve e della nazionale.

Foto © Quirinale

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