Brunetta e Romani: "Governo giallo-verde? Che sperimentino". La resa di Forza Italia

Ma avvertono: "Noi comunque non lo votiamo". Sarà "astensione benevola".

Mentre Matteo Salvini e Luigi Di Maio si sono parlati e hanno chiesto altre 24 ore al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che stava mettendo su un governo tecnico, sembra ormai palese la resa di Forza Italia, resa che apre le porte a un governo M5S-Lega o, come è stato già ribattezzato, il governo giallo-verde.

Oggi i giornalisti più in gamba, gli inviati di tv-radio e agenzie, hanno braccato alcuni forzisti di peso come Paolo Romani e Renato Brunetta, che nella passata legislatura erano i capigruppo di Senato e Camera, in questa sostituiti da Anna Maria Bernini e Maria Stella Gelmini. Romani era anche il candidato alla Presidenza del Senato, ma a lui, alle prese con una condanna giudiziaria, si è opposto il M5S che gli ha preferito un'altra forzista della prima ora, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Proprio Romani, come si può vedere nel video in apertura de Il Fatto Quotidiano, ha ceduto davanti ai giornalisti, ammettendo che davanti a un governo "giallo-verde" lui non voterebbe la fiducia, ma sostanzialmente si asterrebbe, e questo consentirebbe a Lega e M5S di governare insieme.

Tra l'altro sia Romani sia Brunetta hanno sottolineato che, anche nel caso in cui il Carroccio si leghi ai pentastellati in un patto di governo, l'alleanza Lega-Forza Italia non salterebbe mai, né a livello nazionale, né a livello locale, visto che governano in molte zone insieme. Infatti Brunetta ha ricordato che "anche nel 2011 e nel 2013 la Lega non votò per i governi Monti e Letta, ma l'alleanza rimase"

Ora la questione è proprio interna al Centrodestra, perché Luigi Di Maio, dopo una riunione con il gruppo del M5S, mentre andava in Aula ha detto "Abbiamo chiesto 24 ore a Mattarella, ora sta al Centrodestra, sono dinamiche interne a loro. Io continuo con la campagna elettorale, non ho disdetto il biglietto per domani alle 7.50" diretto a Parma. Non faccio previsioni".

Tutti i forzisti hanno negato un appoggio esterno al governo Lega-M5S, ma al Carroccio non serve, basta l'astensione e non rompere l'alleanza nelle regioni. Quell'astensione benevola di cui ha parlato oggi anche Giovanni Toti, Presidente della Liguria che governa con l'appoggio della Lega e che tra i forzisti è il più vicino a Salvini.

La resa di Forza Italia

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