Governo M5S-Lega, Martina: "Sono preoccupato"

Maurizio Martina

Maurizio Martina era preoccupato ieri e lo è anche oggi. Il Segretario reggente non è tra quelli pronti a mettersi comodi con i "pop-corn in mano" come alcuni suoi colleghi di partito, ma invece teme le conseguenze di questo strano Governo che sta prendendo forma. Martina ha manifestato la propria preoccupazione ieri su Facebook ed oggi ha concesso la replica ai microfoni di Radio Anch'io: "Sono preoccupato quando si compone l'ipotesi di un'alleanza di governo tutta giocata su una capacità di spesa insostenibile per lo Stato. È un governo già pieno di contraddizioni. Non si possono mettere insieme Flat fax e reddito di cittadinanza perché insieme creano solo più deficit e debito. Scaricheranno le risposte di questo governo sulle generazioni future".

Le nuove generazioni hanno già abbandonato il PD, ma Martina spera di poterle riconquistare: "Noi dobbiamo sfidarle prepararci a costruire l'alternativa. Un'opposizione che sta nel paese reale, che sfida questo nuovo governo con risposte socialmente più equilibrate. Sulle spalle abbiamo un lavoro enorme". Poi il ministro ha difeso il lavoro del suo Governo sulla Legge Fornero, la cui abolizione è un punto fermo per Movimento 5 Stelle e Lega: "La legge Fornero è stata radicalmente cambiata dal nostro governo che ha aperto spazi di aggiustamento. Le otto salvaguardie per gli esodati sono stati fatte dai governi del Pd. L'anticipo pensionistico che deve essere stabilizzato è stato fatto dai governi del Pd. Attenzione a chi dice di avere le bacchette magiche".

La posizione del segretario reggente del PD è comprensibile, ma una domanda a questo punto viene spontanea: perché il suo partito ha rifiutato anche solo di sedersi al tavolo con i 5 Stelle? I litigi e le scaramucce dell'ultima legislatura non possono rappresentare una motivazione valida; il PD, infatti, è lo stesso partito che si è accordato con il nemico giurato Berlusconi e che ha anche governato per 5 anni grazie ad una costola del centrodestra.

Le alte sfere del Partito Democratico puntavano a sostenere un "Governo del Presidente", ma la loro strategia si è rivelata perdente al pari della campagna elettorale che ha portato al voto del 4 Marzo. Adesso il PD, citando un famoso proverbio cinese, è pronto a sedersi sulla riva del fiume aspettando di veder passare il cadavere del proprio nemico. Poco importa per le sorti del Paese. Se hai rifiutato il dialogo con i 5 Stelle, rinunciando alla possibilità di esercitare un ruolo da presunto garante, adesso la preoccupazione non te la puoi più permettere.

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