M5S, Di Battista: "Mattarella non è l'avvocato difensore di chi si oppone al cambiamento"

Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio

Alessandro Di Battista aveva annunciato tempo fa che si sarebbe fatto da parte per dedicarsi alla famiglia e alla scrittura, eppure in questo momento delicato per l'Italia ha deciso di riaffacciarsi per commentare per conto del Movimento 5 Stelle gli avvenimenti di questi giorni in un modo che Luigi Di Maio, leader di M5S e ormai prossimo al governo, non può chiaramente fare.

Stamattina su Facebook, al grido di #VoglioIlGovernoDelCambiamento, Di Battista si è concentrato sul Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e sul suo silenzio di queste ore:

Il Presidente Mattarella ha prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica ovvero ai cittadini ai quali appartiene la sovranità. Per settimane, in una fase delicatissima dal punto di vista istituzionale, ha ricordato ai partiti politici le loro responsabilità. Per giorni ha insistito sull'urgenza di formare un governo nella pienezza delle sue funzioni.

Ora che la squadra di governo sembra pronta, però, Mattarella sta prendendo tempo:

Ebbene, finalmente, una maggioranza si è formata, una maggioranza che piaccia o non piaccia al Presidente Mattarella o al suo più stretto consigliere, rappresenta la maggior parte degli italiani. Sono gli italiani ad avere diritto ad un governo forte, un governo capace di intervenire, se necessario con la dovuta durezza, per ristabilire giustizia sociale. Un governo capace soprattutto di ristabilire un principio sacrosanto in democrazia: il primato della politica sulla finanza.

Di Battista sottintende quindi che Mattarella potrebbe aver paura di quello che potrebbe succedere in Italia con Lega e M5S al potere. O almeno è quello che Di Battista legge nel silenzio di qualche ora di Mattarella:

Mi rendo conto che ristabilire questo principio possa far paura a qualcuno ma non dovrebbe intimorire chi ha l'onore di rappresentare l'unità nazionale. Il Presidente della Repubblica non è un notaio delle forze politiche ma neppure l'avvocato difensore di chi si oppone al cambiamento. Anche perché si tratterebbe di una causa persa, meglio non difenderla.

Foto | Facebook

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