Governo Conte, ministero dell'Economia: Paolo Savona in pole position

Ha già lasciato gli incarichi in fondi di investimento.

Paolo Savona

Paolo Savona, 81 anni, è da molti indicato come il principale indiziato per ricoprire il ruolo di Ministro dell'Economia nel governo MoVimento 5 Stelle-Lega guidato da Giuseppe Conte. Soprattutto il Carroccio sembrerebbe voler fare pressioni per averlo a capo del Tesoro, nonostante abbia in casa un'alternativa più che valida, quella di Giancarlo Giorgetti.

Il motivo per cui l'investitura di Savona sembra ormai cosa fatta è che nella giornata di ieri è arrivata ala notizia delle sue dimissioni da tutti gli incarichi che aveva nel fondo di investimento Euklid e cioè la Presidenza a Londra, il ruolo di co-direttore di Euklid Fund Sarà, di manager di Euklid Feeder Fund S.A. Sicav in Lussemburgo. La motivazione è "sopravvenuti impegni pubblici in Italia" e sembrerebbe dunque inequivocabile.

Paolo Savona si è laureato in Economia nel 1961 e si è poi specializzato al Mit di Boston, in seguito ha fatto parte dell'ufficio studi della Banca d'Italia, è stato direttore generale di Confindustria e tra i fondatori dell'Università Luis di Roma, presidente del fondo interbancario di tutela dei depositi, di Impregilo, Gemina, Aeroporti di Roma, del Consorzio Venezia Nuova, ma prima degli scandali per la costruzione del MOSE.

Paolo Savona: gli impegni istituzionali e l'Euroscetticismo

Ha fatto parte anche del mondo della politica fin dalla Prima Repubblica: ministro dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato dal 1993 al 1994 nel governo tecnico guidato da Carlo Azeglio Ciampi, poi capo del Dipartimento per le Politiche Comunitarie della presidenza del Consiglio dei Ministri e coordinatore del Comitato Tecnico per la Strategia di Lisbona durante il governo Berlusconi tra il 2005 e il 2006.

Negli ultimi anni si è fatto notare soprattutto per le sue tesi anti-tedesche e contrarie ai parametri di Maastricht. È anche considerato un euroscettico e anti-Euro, ma in una uo libro, "Come un incubo e come un sogno", ha spiegato:

"Non ho mai chiesto di uscire dall’Euro, ma di essere preparati a farlo se, per una qualsiasi ragione, fossimo costretti volenti o nolenti"

Ha anche scritto una lettera aperta a Mario Draghi, Presidente della BCE, che, invece, considera l'Euro irreversibile. Savona è convinto che si possa anche uscire dall'Euro e punta il dito soprattutto contro la Germania, che "non ha cambiato la visione del suo ruolo in Europa dopo la fine del nazismo, pur avendo abbandonato l'idea di imporla militarmente".

L'Italia, invece, secondo Savona ha due fragilità: le rendite e l'assenza di legalità e con l'ingresso in quella che lui definisce la "gabbia europea" queste debolezze si sono aggravate. Secondo lui l'Europeismo è meritevole nel principi, ma destinato a fallire per l'insufficiente architettura istituzionale.

Savona è sostenitore di un piano B che consisterebbe nell'uscita della moneta unica, perché gli accordi costruiti male non hanno vita lunga.

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