La Finanza segnala "versamenti anomali" da Berlusconi alla famiglia Dell'Utri

Si parla di 3 milioni di euro da novembre 2016 a febbraio 2017, mentre Marcello Dell'Utri era in prigione.

Silvio Berlusconi

L'Ufficio informazioni finanziarie della Banca d'Italia e il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza hanno segnalato alla Procura di Milano, secondo quanto riportato dal quotidiano torinese La Stampa, una "operatività sospetta" relativa a dei "prestiti infruttiferi" fatti da Silvio Berlusconi ai famigliari di Marcello Dell'Utri tra novembre 2016 e febbraio 2017, quando il suo amico co-fondatore di Forza Italia era già in prigione, a Parma.

Si parla di una cifra totale di 3 milioni e 328mila euro, versati in più operazioni definite, appunto, "prestiti infruttiferi" (stessa causale usata per le ospiti delle "cene eleganti" ad Arcore) a Miranda Anna Ratti, la moglie di Marcello Dell'Utri, e i loro figli. Nel solo giorno del 9 dicembre 2016, la signora Ratti ha ricevuto due bonifici dai conti di Berlusconi, uno di 150mila e l'altro di 100mila euro, cifre che pochi giorni dopo ha girato a uno degli avvocati di Dell'Utri con causale "spese legali", altri soldi, però, sono stati usati per "finanziamento soci" e sono finiti sul conto di una società che ha sede operativa a Santo Domingo e che risulta ora inattiva.

Come spiega Il Fatto Quotidiano, queste "anomala operatività" che è stata registrata su tre conti intestati a Miranda Anna Ratti, è stata spulciata dagli investigatori durante un'inchiesta aperta a carico di Dell'Utri per bancarotta e per la quale poi non è stato iscritto nel registro degli indagati.

Altri soldi sono stati tracciati dagli investigatori nel corso di un'altra indagine, poi archiviata, per presunta estorsione da parte di Dell'Utri ai danni di Berlusconi, in quel caso erano ben 15 i milioni di euro transitati dal conto dell'ex Premier a quello della moglie di Dell'Utri e poi di questi, 11 milioni sarebbero andati a finire in una banca di Santo Domingo.

Altri 27 milioni di euro sono arrivati da Publitalia ad Alberto Bianchi, un amico di Berlusconi e Dell'Utri, che li ha ricevuti nell'arco di 14 anni come provvigioni per la vendita di spazi pubblicitari per le reti Mediaset. Quei soldi erano finiti al centro di un'altra inchiesta della Procura di Milano e dalle intercettazioni era emerso che Bianchi, in realtà, non aveva procacciato clienti a Mediaset. Anche quell'inchiesta è stata archiviata, perché per Berlusconi non c'erano le prove che fosse il demiurgo dei pagamenti. In alcune intercettazioni Bianchi diceva che lo avrebbero pagato fino a quando Dell'Utri sarebbe stato in vita, perché la loro paura era che lui, Bianchi, andasse a "cantare le canzoni di Dell'Utri e di lui con la mafia".

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