Renzi sullo spread: "Colpa di Maio e Salvini". La Democrazia a 'targhe alterne' dell'ex segratario

"Se aumenta il costo dei mutui, la responsabilità è solo di Di Maio e Salvini"

ROME, ITALY - MARCH 05:  Matteo Renzi resigned as Leader of the Democratic Party (PD) during a press conference at the PD headquarter on March 5, 2018 in Rome, Italy. Provisional results in the Italian General Election see the share of the vote spread across the main parties with Five Star gaining 31.6% of the votes, Matteo Renzi's Democratic Party (DP) gaining 19.1%of the votes,  Lega gaining 18.2% of the votes and Silvio Berlusconi's Forza Italia gaining 13.8% of the votes.  (Photo by Elisabetta Villa/Getty Images)

Lo spread sale e Matteo Renzi gongola. L'ex segretario - e attuale capo - del Partito Democratico questa mattina ha pubblicato un post, con il quale ha spiegato ai suoi fan quali siano le responsabilità da attribuire a Salvini e Di Maio e non ai "veti di Bruxelles" o "dei mercati finanziari". Quali sarebbero le reali "colpe" di Di Maio e Salvini non è chiarissimo visto che il Governo non è neanche stato formato, eppure Renzi ha sfruttato ugualmente l'occasione per attaccare: "Caro Salvini, caro Di Maio: se volete sapere di chi è la colpa dello spread che sale non fate dirette Facebook urlando contro l'Europa: fatevi un selfie. Se aumenta il costo dei mutui, la responsabilità è solo vostra".

Ieri lo spread ha chiuso a quota 204,94 e per Renzi sarebbe "ai massimi dal 2013". L'affermazione è di per sé falsa visto che nel gennaio 2014 ha toccato quota 221 punti, quando lo stesso Renzi stava tramando per prendere il posto di Letta a Palazzo Chigi. Nell'aprile 2017, invece, con Gentiloni Primo Ministro, lo spread ha toccato un massimo di 206,53. Poi ha iniziato a calare fino ad un minimo di 115,29 del 23 aprile scorso, quando l'incertezza sul futuro di questa legislatura era invece ai massimi, a dispetto di tutte le teorie secondo le quali servirebbe la stabilità per tenere sotto controllo lo spread.

Renzi ha quindi piegato la verità per dimostrare il proprio teorema, ma non è neanche questo il punto. La domanda che viene spontanea è questa: siamo ancora in democrazia? E anche: sono ancora i risultati elettorali il faro della stessa democrazia?

È chiaro che a Renzi non faccia comodo porsi queste domande dopo la batosta del 4 marzo, ma le sue parole restano decisamente pericolose. Movimento 5 Stelle e Lega si sono presentate alle elezioni, senza nascondere nessuno dei loro propositi ed hanno ottenuto la maggioranza dei voti. Quanto siano più o meno cialtroni o irresponsabili, al momento, conta meno di zero. Tutti hanno il diritto di manifestare le proprie preoccupazioni e di mettere in discussione tutto e tutti, ma nascondersi dietro lo 'spread' in una fase come questa è la cosa peggiore che possa fare un politico perché viene meno al suo primo dovere: difendere i principi di democrazia scolpiti nella nostra Costituzione. Renzi, invece, vuole tornare a vincere ed è pronto a servirsi anche della paura dei suoi concittadini pur di riuscirci.

I Governi devono essere scelti dal Parlamento eletto democraticamente. Se a decidere il nome di un ministro o il tasso di gradimento di un Governo possono essere i mercati finanziari al posto dei cittadini, qualcuno dovrebbe dircelo chiaramente annullando qualsiasi tipo di elezione e dibattito. L'Europa ci inviasse direttamente l'amministratore di condominio più adatto a noi. A quel punto potrebbe andare bene anche Renzi.

Questo il post integrale pubblicato da Renzi:

Lo spread sale ai massimi dal 2013.
Non pensate che sia una notizia tecnica perché purtroppo riguarda la nostra vita. Dai prossimi giorni - infatti - i mutui per le famiglie costeranno di più, l'accesso al credito per le piccole imprese sarà più difficile e pagheremo di più gli interessi sul debito pubblico.
Chi è il colpevole? Non c'è nessun complotto, non guardate Bruxelles, non è colpa dei mercati finanziari.
Il responsabile ha sempre un nome, in questo caso due cognomi: Salvini e Di Maio.
Se sale lo spread è grazie al teatrino incredibile di questi giorni.
Da 84 giorni questi signori stanno prendendo in giro tutti gli italiani, anche quelli che li hanno votati. L'aumento dello spread dipende da ciò che hanno detto e scritto nelle varie bozze del contratto di governo: tagliare 250 miliardi di debito, minibot e altre amenità.
Quando proveranno a fare ciò che hanno promesso (Fornero, Flat Tax, reddito di cittadinanza) e scopriranno che non ci sono soldi, allora sì che ne vedremo delle...brutte.
Spero che sia chiaro a tutti perché ho insistito tanto perché il PD non facesse l'accordo con nessuno di questi signori.
Con noi lo spread è sceso, il PIL è ripartito, i posti di lavoro sono aumentati. Ora che tocca a loro, l'inizio è balbettante. E il conto lo pagheranno gli italiani.
Caro Salvini, caro Di Maio: se volete sapere di chi è la colpa dello spread che sale non fate dirette Facebook urlando contro l'Europa: fatevi un selfie. Se aumenta il costo dei mutui, la responsabilità è solo vostra.

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