PD: direzione mercoledì o giovedì, manifestazione il 1° giugno. Calenda: "Mi candido"

Venerdì una mobilitazione in difesa delle istituzioni democratiche e della Costituzione.

Partito Democratico

Il Pd ha capito che deve riorganizzarsi rapidamente perché davanti ha duri mesi di campagna elettorale e, di fatto, l'ha già cominciata, o meglio, Matteo Renzi ha già cominciato la sua, ha già individuato i principali nemici e ha iniziato a fare "comizi" attraverso i social. Il partito, però, ha problemi da risolvere abbastanza importanti, prima di tutto l'unità, quella che tutti invocano, ma che sembra svanire appena si comincia a parlare di progetti seri.

Oggi i Dem hanno invocato una manifestazione il 1° giugno a Roma, dalle ore 17, in difesa delle istituzioni democratiche e della Costituzione dopo gli attacchi al Presidente Sergio Mattarella da parte di MoVimento 5 Stelle e Lega, ma intanto, forse ancor prima di venerdì, giorno della mobilitazione, ci sarà una direzione nazionale. La data precisa (si pensa a mercoledì 30 o giovedì 31 maggio) si saprà solo quando sarà reso noto il calendario dei passaggi del governo Cottarelli (cui il PD darà la fiducia), in modo che la direzione non coincida con il giorno in cui il nuovo esecutivo tecnico si presenterà alle Camere.

Intanto i vari leader presenti nel partito fanno sentire la propria voce. Oltre a Matteo Renzi, che ha attaccato apertamente Matteo Salvini della Lega e Luigi Di Maio del MoVimento 5 Stelle, si sono fatti sentire anche il reggente Maurizio Martina:

"Ora bisogna dare una mano al presidente Mattarella. Noi del Pd dobbiamo essere pronti ad ogni scenario e lavorare uniti ed aperti. È inaccettabile lo slogan di chi starebbe dalla parte del popolo contro i palazzi. Salvini è il nemico del popolo. Hanno giocato sulla pelle del paese con una operazione per portare l'Italia fuori dall'Euro. Ha fatto bene il Presidente a difendere gli interessi nazionali rispetto a quelli di partito"

Il ministro dei Beni Culturali uscente Dario Franceschini:

"Abbiamo davanti ore, giorni, mesi, molto difficili. Adesso serve un Pd unito. Sono in gioco i valori della nostra democrazia e la difesa della Costituzione. Poi verrà il tempo del confronto interno ma ora ogni divisione tra noi sarebbe imperdonabile"

E il ministro dello Sviluppo Economico uscente, Carlo Calenda, che ha già annunciato che si candiderà alle prossime elezioni politiche.

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