Salvini e Di Maio parlano da alleati: "Non hanno permesso ora il governo del cambiamento, se lo beccheranno tra qualche mese"

Il leader del Carroccio: "Conte, Savona e Sapelli persone straordinarie con cui vorrei ancora lavorare".

Salvini a Matrix

Matteo Salvini e Luigi Di Maio oggi hanno trascorso gran parte della giornata in tv, in particolare su Canale 5, prima da Barbara d'Urso, poi da Nicola Porro a Matrix. Nella trasmissione in prima serata il leader del Carroccio, oltre a ripetere gli stessi argomenti già trattati nelle ultime ore tra Facebook, la radio e Pomeriggio Cinque, ha anche detto che il lavoro fatto sul contratto di governo con il MoVimento 5 Stelle non andrà sprecato e pochi minuti dopo questo annuncio è stato confermato dal leader dei 5 Stelle. Salvini ha spiegato:

"Ora o per quattro mesi guardiamo il soffitto oppure nelle commissioni ognuno lavora per portare a casa pezzi del contratto di governo"

Sul lavoro fatto con i pentastellati ha ribadito quello che in questi giorni ha ripetuto più volte:

"Ho trovato gente seria. Il contratto di governo rimarrà, non è che buttiamo via settimane di lavoro"

E poi è entrato nello specifico, facendo nomi e cognomi:

"Conte, Savona e Sapelli persone straordinarie con cui vorrei ancora lavorare. Anzi, davanti a Conte mi levo il cappello, perché non è da tutti fare quello che ha fatto lui, accettando di fare il Presidente del Consiglio, ma facendo un passo indietro"

Forse è una delle prime volte in cui anche Salvini ha usato l'espressione coniata dal MoVimento 5 Stelle, "governo del cambiamento" ed è anche da notare come sul suo account twitter il social media manager che trascriveva i punti più importanti di quanto il leader del Carroccio diceva a Matrix, abbia usato le maiuscole per sottolinearlo:

"Non hanno permesso ora il GOVERNO DEL CAMBIAMENTO, se lo beccheranno tra qualche mese"

Sul caso del professor Paolo Savona, che ha avuto il veto del Presidente Mattarella perché rappresentava l'idea di un governo contrario all'Europa e all'euro, Salvini ha detto:

"Hanno montato la storia che questo governo avrebbe fatto uscire l'Italia dall'Europa: non c'è mezza riga sul contatto di governo che parli dell'uscita dall'euro. Penso che fosse studiato e che volevano evitare il governo del cambiamento. Ci sono riusciti adesso, ma se lo beccheranno tra tre-quattro mesi"

Poco dopo è stato ospite di Matrix anche Maurizio Martina, reggente del Pd, il quale ha detto:

"Salvini sta facendo la vittima e sta raccontando che ci sono poteri oscuri che non lo vogliono al governo. Doveva assumersi le responsabilità fino in fondo invece di continuare la sua campagna elettorale. Tutti sanno che quel contratto sarebbe stato irrealizzabile. Hanno cercato di animare questo secondo tempo di campagna elettorale. Io penso che Di Maio abbia subito il rapporto con Salvini. Quando un leader con il 17% non si pone il problema di come la sua proposta possa portare il Paese su un terreno delicato come quello dei conti pubblici, sta soffiando solo sul fuoco"

Dopo Martina c'è stata Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia, che ha confermato l'appoggio ai 5 Stelle per l'impeachment e ha detto, sul Centrodestra, che non sa se è ancora una coalizione unita, ma è "unita nei cuori degli italiani".

Di Maio

A Luigi Di Maio il conduttore Nicola Porro ha fatto notare che non è la prima volta che un presidente della Repubblica rifiuta un ministro e il pentastellato ha risposto:

"Stiamo parlando di Previti che era l'avvocato di Berlusconi e di magistrati che erano in servizio. La questione è un'altra: come si fa a dire che una persona non può fare il ministro per un'opinione espressa. Lei l'ha letto il libro di Cottarelli? Lui ha scritto che non ci è convenuto entrare nell'euro e che se non ci fossimo dentro il debito pubblico sarebbe sanato. Qui si sta facendo pensare che il governo Lega-M5S è saltato perché si voleva uscire dall'euro. Io e Salvini abbiamo conosciuto Savona insieme, dandogli del lei. Lui ha accettato dicendo che lo faceva a patto che non si esca dall'euro e noi gli abbiamo detto che noi neanche lo volevamo. Diciamoci la verità: questo governo non doveva nascere, tanto che Cottarelli ce lo avevano lì pronto nel cassetto. Si sa già che non avrà la fiducia. È pericolosissimo. Almeno Gentiloni in passato l'ha avuta la fiducia nel recente passato"

Sulla manifestazione del 2 giugno Di Maio ha voluto specificare che "sarà pacifica per invitare la gente in piazza e confrontarci su quello che sta succedendo". Sullanecessità dell'impeachment ha detto:

"Prima devo risolvere questa situazione, bisogna parlamentarizzare la questione e spiegare per bene agli italiani che cosa è successo. Si è detto che Savona non è stato accettato per proteggere i risparmiatori, ma quella persona voleva andare in Europa a ricontrattare gli interessi degli Italiani. Savona conosceva gli ambienti. È stato ministro con Ciampi. Voleva andare lì e dire dateci i margini per ridurre il debito. Noi adesso vogliamo sapere: il nostro voto conta qualcosa o no? Se torniamo al Quirinale e ci bocciano di nuovo il governo cosa possiamo fare. Io sono stato un profondo estimatore del Presidente della Repubblica e secondo me la messa in stato d'accusa sarebbe più per alcuni dei suoi consiglieri che per lui. Lo faccio a malincuore, ma è un passaggio necessario"

Di Maio ha detto altre due cose importanti: prima di tutto che con la Lega saranno ancora avversari alle prossime elezioni locali, ma ha anche fatto capire che i toni della prossima campagna elettorale per le politiche saranno molto diversi perché, ha spiegato, "ora abbiamo capito che la vera discussione è ai tavoli europei", insomma sono uniti contro un avversario comune.

La seconda cosa molto importante è quella sul vincolo dei due mandati che hanno i Cinque Stelle e Di Maio ha detto che questo per lui e per un terzo degli eletti pentastellati (mentre due terzi sono al primo mandato) potrà essere considerato l'ultimo solo se dovesse partire un governo legittimato dal Parlamento, evento che di certo non si verificherà e dunque, sostanzialmente, Di Maio potrà ricandidarsi.

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