Di Maio: "spread dimostra che il problema non siamo noi". Salvini: "Chiedete a Mattarella"

Intanto Moody's minaccia: il rating sovrano dell'Italia verrà tagliato se il prossimo governo metterà in campo politiche di bilancio espansionistiche

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"Il problema non eravamo noi" dice oggi Luigi Di Maio commentando la reazione dei mercati finanziari nonostante l'incarico dato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al "rassicurante" Carlo Cottarelli.

"Lo spread oggi è schizzato oltre i 300 punti: non accadeva da 4 anni. Il problema non eravamo noi, non era la nostra squadra di ministri, ma l'incertezza che oggi regna sovrana"

Il capo politico del M5s affida a Facebook la sua analisi sul nervosismo dei mercati dovuto all'instabilità politica. A pagarne le conseguenze non sono solo i mercati obbligazionari ma anche quelli azionari, con miliardi di euro bruciati e le banche in forte sofferenza.

Sulla stessa lunghezza d'onda di Di Maio (il nuovo alleato) Matteo Salvini che a proposito dell'impennata dello spread dice:

"Chiedete a Mattarella. Fosse per me ci sarebbe un governo in carica. Hanno scelto altrimenti per rassicurare i mercati, non mi sembra ci stiano riuscendo...".

Intanto l'agenzia di rating internazionale Moody's minaccia: il rating sovrano dell'Italia verrà tagliato se il prossimo governo metterà in campo politiche di bilancio espansionistiche, politiche cioè non sufficienti "a posizionare nei prossimi anni il debito su una traiettoria di discesa".

Secondo Moody's un rialzo del rating italiano, cioè un migliore giudizio sull'affidabilità finanziaria del Paese, è molto improbabile mentre una conferma dell'attuale livello di rating, già medio-basso (Baa2), potrebbe invece arrivare se il prossimo governo attuerà un programma di riforme ambizioso con contestuale piano di rientro del debito.

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