Martina: il Pd non voterà la fiducia al governo Cottarelli

Il segretario reggente dem annuncia l'astensione: "rispetteremo la neutralità". Esattamente quello che volevano i renziani.

Maurizio Martina

Il Pd non voterà la fiducia al governo Cottarelli ma si asterrà: dopo aver detto che il Partito democratico avrebbe aiutato anche "da solo" (8 maggio) gli sforzi del Presidente Mattarella finalizzati alla nascita di un governo di transizione, Maurizio Martina a sorpresa annuncia il cambio di rotta.

Il segretario reggente alla prossima Direzione Pd proporrà di non votare la fiducia al governo Cottarelli. La motivazione? Eccola:

"Il Pd sostiene con piena convinzione l'operato del Presidente Mattarella e la scelta di varare un governo neutrale che porti alle elezioni anticipate. Una scelta inevitabile vista la decisione opportunista e grave di M5S e Lega di sottrarsi alla prova di Governo. E proprio per rispettare il carattere di neutralità politica del governo credo che sia opportuno che il Pd si astenga sul voto di fiducia”.

L’equilibrismo dialettico di Martina nasconde altro? Quello di astenersi è l’orientamento dei renziani, secondo quanto anticipato ieri dall’HuffPost, che sarebbero in seria difficoltà a votare la fiducia a un governo non tanto tecnico ma guidato da quel Cottarelli che Renzi volle commissario alla spending review salvo poi non rinnovargli l'incarico facendo trasparire tutto il suo malcontento per come quel ruolo era stato gestito dall’economista, cioè in piena autonomia, troppa. Cottarelli a ottobre 2014 lasciò l'incarico, indicato dall'esecutivo Renzi quale direttore esecutivo nel board del Fondo Monetario Internazionale.

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