Lega, M5S e PD chiedono il ritorno alle urne già a luglio

A woman casts her vote at a polling station in Strasbourg, eastern France, during the first round of the French legislative elections on June 11, 2017. / AFP PHOTO / PATRICK HERTZOG        (Photo credit should read PATRICK HERTZOG/AFP/Getty Images)

Il clima di assoluta incertezza politica che va avanti ormai da settimane ha preso una piega imprevedibile dopo il no di Sergio Mattarella alla nomina di Paolo Savona al Ministero dell'Economia: Lega e M5S si sono tirati indietro, Mattarella ha affidato a Carlo Cottarelli l'incarico di formare un nuovo governo e tutte le principali forze politiche hanno manifestato l'intenzione di non votare la fiducia.

Oggi la salita al Colle di Cottarelli si è conclusa con un nulla di fatto e una richiesta di maggior tempo, ma nel frattempo i principali partiti stanno facendo fronte comune su un punto: tutti vogliono tornare alle elezioni il prima possibile e avrebbero già indicato una data, domenica 29 luglio 2018.

A supportare quella data, la prima che i tempi tecnici permetterebbero, sono stati Luigi Di Maio, "era più responsabile far partire il governo, ma siamo pronti ad andare al voto a luglio", e Matteo Salvini, che si è limitato a dichiarare che "prima si vota, meglio è". Al coro, però, si è unito in queste ore anche il Partito Democratico, tramite il capogruppo al Senato Andrea Marcucci.

Nessuna dichiarazione ufficiale da Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia o da Silvio Berlusconi di Forza Italia, ma anche loro si erano già detti favorevoli al ritorno al voto quanto prima e non ci sono motivi che li potrebbero aver spinto a cambiare idea.

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