Lorenzo Fontana: chi è il nuovo Ministro per la famiglia e le disabilità

Il Ministro per la famiglia che ama solo alcune famiglie

Il leghista Lorenzo Fontana è il nuovo Ministro per la famiglia e le disabilità. Sul suo profilo di Twitter si descrive così: "veronese, cattolico, attualmente Vicesegretario federale della Lega". Ha 38 anni, nella Lega rappresenta il nuovo che avanza ed è uno dei più stretti collaboratori di Matteo Salvini; reduce da due legislature al Parlamento Europeo, l'ultima interrotta anzitempo dopo l'elezione alla Camera dei Deputati. Il 21 maggio 2017, dal palco del congresso della Lega, ha testualmente detto: "Vogliamo un'Europa dove il matrimonio sia tra una mamma ed un papà, dove i bambini vengano dati ad una mamma e un papà. Le altre schifezze non le vogliamo neanche sentir nominare".

Una considerazione di disprezzo che si commenta da sola, che ovviamente ha fatto porre una domanda a tutti: questo Governo abrogherà le Unioni Civili? Sul punto ha risposto oggi lo stesso Fontana, che ha escluso l'ipotesi perché "non è scritto nel contratto e quindi non è all'ordine del giorno". Viene onestamente da chiedersi se Fontana possa realmente rappresentare gli interessi di tutte le famiglie, nel loro insieme. Probabilmente il suo nome, inserito in questo Dicastero, avrebbe dovuto regalare motivi di profonda riflessione al Presidente Mattarella; molti di più di quelli che l'hanno spinto a porre il suo veto sulla nomina di Paolo Savona all'Economia.

Un chiodo fisso del neo ministro è la denatalità, della quale ha parlato spessissimo nei suoi comizi. Insieme ad Ettore Gotti Tedeschi, economista ed ex Presidente dello Ior, ha anche scritto un libro: "La culla vuota della libertà. All'origine della crisi", con tanto di prefazione di Matteo Salvini. Presentando il libro ha pronunciato queste parole: "La crisi demografica in Italia sta producendo numeri da guerra. È come se ogni anno scomparisse dalla cartina geografica una città come Padova. Noi non ci arrendiamo all’estinzione e difenderemo la nostra identità contro il pensiero unico della globalizzazione, che oggi ci vuole tutti omologati e schiavi. La politica deve produrre un cambiamento culturale, con azioni che guardino ai prossimi 20-30 anni: ne va della sopravvivenza della nostra civiltà".

L'esempio da seguire, secondo Fontana, è quello della Russia: "Se trent'anni fa la Russia, sotto il giogo comunista, materialista e internazionalista, era ciò che più lontano si possa immaginare dalle idee identitarie e di difesa della famiglia e della tradizione, oggi invece è il riferimento per chi crede in un modello identitario di società".

Tra i suoi punti di riferimento ci sono Marine Le Pen ed anche l'ungherese Viktor Orban: "La schiacciante riconferma di Viktor Orban e il successo del suo partito, Fidesz, sono la dimostrazione del buon governo ungherese di questi anni, premiato dagli elettori. Con queste elezioni un nuovo tassello verso un'Europa più vera e più giusta è stato posto. L'Europa del futuro potrà basare le sue nuove fondamenta sull'alleanza delle forze identitarie, ovunque in grande crescita, unica alternativa al sistema pro-globalizzazione che ha dominato in questi anni e che ha portato con sé: disparità, sfruttamento dell'immigrazione clandestina, evasione fiscale delle multinazionali e concorrenza sleale".

Ovviamente si è battuto anche contro lo Ius soli (che in realtà era uno 'Ius Culturae') - non approvato colpevolmente dal Governo Gentiloni - definito come un provvedimento "non necessario", rispondendo così a quanti sostenevano la sua indispensabilità: "Ecco che cosa marca la differenza tra noi e le sinistre: loro pensano agli immigrati, noi agli italiani. Ci sono gravi responsabilità delle sinistre negli sbarchi di miliziani dell’Isis". Da difensore storico dell'identità veneta, Fontana si è nel tempo trasformato in un paladino dei diritti degli italiani: "Sappiamo bene quanto fanno la Chiesa Cattolica, e molte associazioni cattoliche, per alleviare le difficoltà che tanti nostri connazionali vivono per colpa della crisi economica di questi anni. E sappiamo molto bene, purtroppo, anche quanto il governo centrale non sta facendo per aiutare le famiglie italiane. Noi ci proponiamo di dare un aiuto concreto a queste famiglie, attraverso raccolte fondi o di generi di prima necessità".

Fontana, per non farsi mancare nulla, è anche un sostenitore delle associazioni "pro vita", contrarie alla legge sull'aborto: "Se non si rispetta la vita dal concepimento alla fine naturale si arriva ad aberrazioni come quelle di cui siamo stati e siamo testimoni. E’ tipico delle dittature: il nazismo omologava per razza, il comunismo per classe sociale e oggi si tenta di omologare per interessi economici o per concezioni di vita. L’anziano non autosufficiente? 'Un peso per la sanità, dunque un peso per lo Stato… che muoia 'dicono'". Fortunatamente anche la revisione della legge sull'aborto non fa parte del programma di Governo.

<> at Palazzo del Quirinale on June 1, 2018 in Rome, Italy. Law professor Giuseppe Conte has been chosen as Italy's new prime minister by the leader of the 5-Star Movement, Luigi Di Maio, and League leader Matteo Salvini.

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