Addizionale sui redditi alti e pacchetto precari: l'una tantum è elemosina o no?


Far notare ai politici le contraddizioni delle loro dichiarazioni è impresa vana e vagamente donchisciottesca nel nostro paese. Specialmente se si parla del nostro Presidente del Consiglio. Tuttavia noi di polisblog siamo degli idealisti, e se abbiamo addirittura una categoria di post intitolata "Ma non aveva detto che?", è per riempirla.

Prendiamo una giornata come oggi: i giornali ancora freschi di stampa titolano sulle dichiarazioni con cui Berlusconi boccia la proposta di Franceschini di un addizionale del 2% sui redditi superiori ai 120.000 euro per solidarietà alle fasce più deboli: "l'una tantum è elemosina".

Contemporaneamente, sulle più aggiornate pagine internet dei quotidiani, la notizia del giorno è che l'indennità una tantum per i precari che perdono il lavoro è stata aumentata dal 10% dell'ultima retribuzione annuale al 20%. Ma come, non si trattava di elemosina?

La scarsa coerenza, peraltro, non riguarda solo il governo, ma anche il Partito democratico: che mesi fa bocciava la (per altri motivi criticabilissima) social card per il fatto di costituire - anche lei - un'"elemosina". Ma che adesso propone una misura di sostegno della povertà non molto diversa nell'impostazione di fondo.

Il problema per un partito di sinistra infatti non dovrebbe tanto essere dare un contentino alle persone ormai cadute in povertà , ma cercare di scongiurare il più possibile il passaggio a questa condizione. Attraverso il famoso sussidio unico di disoccupazione, ad esempio.

Quando si parla di welfare e mercato del lavoro la coerenza e la credibilità sono qualità che scarseggiano, oggi come oggi, tra i politici italiani. In qualunque direzione si guardi.

Foto: vas vas, Flickr.

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