Luigi Di Maio al Ministero dello Sviluppo Economico: "Iniziamo oggi a lavorare"

"Oggi ci mettiamo al lavoro per creare lavoro. Dobbiamo fare in modo che ci sia lavoro per chi non ce l'ha e che ci sia dignità per chi ha lavori sottopagati e precari"

Luigi di Maio su Facebook

Nonostante il giorno di festa e gli eventi in programma a Roma e nel resto del Paese, Luigi Di Maio si è recato oggi al Ministero dello Sviluppo Economico per iniziare a prendere confidenza con l'incarico che si è scelto, accorpando una serie di ministeri e mettendosi a capo anche del Ministero del Lavoro.

Una prima giornata di lavoro insieme al suo staff ridotto per cominciare a mettere a punto "i primi provvedimenti per migliorare la vita degli italiani". L'annuncio è arrivato con una diretta Facebook di dieci minuti - la moda del momento per Di Maio, Salvini e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che nella sola giornata di ieri avranno fatto in totale una dozzina di dirette - nel corso della quale ha invitato gli spettatori all'interno del Ministero dello Sviluppo Economico:

Da oggi ci mettiamo al lavoro per creare lavoro. Dobbiamo fare in modo che ci sia lavoro per chi non ce l'ha, che ci sia dignità per chi ha lavori sottopagati e precari. Abbiamo bisogno di mandare in pensione chi lavora da una vita e creare lavoro per chi dà lavoro, cioè i commercianti, gli imprenditori e i professionisti.

E, ancora:

Se oggi vogliamo individuare delle iniziative che secondo me vanno affrontate subito, sul breve, medio e lungo periodo, gli imprenditori dobbiamo lasciarli in pace: via il redditometro, via lo spesometro e via gli studi di settore. Allo stesso tempo dobbiamo portare avanti delle politiche industriali che ci consentano di dare lavoro alle imprese. [...] Qui si fanno grandi investimenti per l'auto elettrica. Mi ha fatto piacere sapere che Fiat Chrysler Automobiles con Marchionne investirà diversi miliardi nell'auto elettrica. È un cambio di pensiero da parte di FCA che accolgo con grande entusiasmo.

Di Maio ha spiegato che in quanto ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, farà in modo che i due Ministeri lavorino insieme, pensando sia agli imprenditori che ai lavoratori:

Sul fronte lavoratori, il jobs act va rivisto: c'è troppa precarietà. Non è che la gente non ha più certezza per sposarsi, non ha neanche più la certezza per prenotare le vacanze. Se vogliamo dare più forza all'economia, dobbiamo ridurre la precarietà. E uno dei responsabili è sicuramente il jobs act. I centri per l'impiego non devono più essere un'umiliazione.

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