Il governo Conte ottiene la fiducia al Senato con 171 voti

Il governo di Giuseppe Conte

21.00 - Dopo questa lunga giornata, il Governo Conte dovrà chiedere la fiducia anche alla Camera dei Deputati. L'appuntamento è per le 9.00 con l'avvio del dibattito, mentre alle 15.45 sarà la volta della replica del Presidente del Consiglio e le successive dichiarazioni di voto dei deputati.

L'appello nominale per il voto di fiducia, invece, inizierà alle 17.40.

20.46 - Con 171 voti a favore, 117 contrari e 25 senatori che hanno preferito astenersi, il governo di Giuseppe Conte ha ottenuto la fiducia al Senato al termine di una lunga giornata a Palazzo Madama.

20.39 - Concluse le operazioni di voto. Tra pochissimo l'ufficializzazione della fiducia col numero dei voti ottenuti dal governo di Giuseppe Conte.

20.28 - La prima chiama è terminata. Si parte ora con la seconda chiama.

19.44 - Al via le operazioni di voto. Si parte dal senatore Sbrana e si procede senatore dopo senatore in ordine alfabetico.

19.32 - Il senatore Vito Crimi del Movimento 5 Stelle prende la parola e si rivolge al Partito Democratico:

Voi siete il passato. Noi parliamo adesso del futuro.

Il senatore ha anche ringraziato Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, "ci hanno insegnato che ciò che puoi sognare, lo puoi fare. E oggi inizia la realizzazione del sogno di tanti cittadini".

19.24 - Le repliche stanno andando avanti e la votazione dovrebbe iniziare a breve.

18.37 - La senatrice Loredana De Petris, Capogruppo del Gruppo Misto, può replicare per ben 9 minuti. La politica sottolinea il giustizionalismo del contratto di governo, critica le dichiarazioni del ministro della Famiglia sull'omogenitorialità e sull'aborto, ma anche le innumerevoli dichiarazioni di Matteo Salvini contro gli immigrati, passando per la linea di M5S sulle missioni all'estero.

Lei ha ripetuto come un mantra: il Governo del cambiamento. In effetti, nel vostro programma vi sono elementi che cambieranno profondamente il Paese, ma non è proprio detto che lo renderanno migliore. Le primi dichiarazioni del Ministro dell'interno sugli immigrati, mentre si continuava a morire in mare e mentre veniva assassinato a Vibo Soumalya,e i suoi attacchi contro le ONG purtroppo confermano che queste minacce sono reali. Guardi, signor Presidente, noi abbiamo contrastato su questo i provvedimenti del ministro Minniti, al quale, peraltro, sono andati ieri i complimenti del suo successore per il buon lavoro già svolto. Tanto più, quindi, ci opporremo oggi.
Altrettanto inquietanti, e lei su questo non ha neanche indorato la pillola, sono le dichiarazioni del Ministro della famiglia Fontana: omofobe, regressive, fino addirittura a minacciare la legge n. 194 del 1978. Ma non vi servirà il giochetto delle dichiarazioni personali, perché chi esprime quei pareri, degni dell'integralismo più oscurantista, non è un privato cittadino ma il Ministro che in fondo di queste materie dovrebbe occuparsi.
Del resto, anche senza contare i pareri personali, il programma è infarcito di provvedimenti securitari e giustizialisti e, vorrei anche dire, discriminatori. In alcuni casi, come quello vergognoso della discriminazione contro i bambini figli di immigrati, come definirli se non apertamente razzisti?
Sono norme demagogiche, pensate forse per alimentare una sorta di campagna elettorale permanente. È demagogia facile, ma non è a costo zero. Il costo verrà pagato con la sofferenza di molti esseri umani e una regressione nel campo delle libertà e dei diritti civili.
Contro queste proposte, se andranno avanti, e contro la cultura tribale e medievale che le ispira noi faremo un'opposizione durissima sia in Parlamento, che fuori. Ripeto, le contrasteremo con ogni mezzo. E se proverete a toccare la legge 22 maggio 1978, n. 194 e a tornare indietro su norme di civiltà come quelle sulle unioni civili, l'opinione pubblica - sappiatelo - non vi seguirà. Sono certa che in questa battaglia incontreremo anche molti elettori del MoVimento 5 Stelle.

18.35 - Interviene le senatrice Julia Unterberger, Presidente del gruppo parlamentare Per le Autonomie, che annuncia l'astensione dal voto "come gesto di buona volontà".

18.30 - Prende la parola la senatrice Emma Bonino:

L'Europa che i suoi fondatori pensarono ed edificarono fu un atto di responsabilità. Teniamocela cara, non possiamo tornare indietro. [...] Il punto che voglio toccare è il capitolo giustizia. È un capitolo corposo e articolato, come lei lo ha chiamato. Temo che oggi si pensi ad assecondare una deriva giustizialista e anche demagogica.
Il ministro Orlando ci aveva provato e la mia compagna radicale Rita Bernardini credo abbia dato un contributo fondamentale per far passare il concetto che legalità e umanità vanno di pari passo. Legalità e umanità fanno sicurezza. Il carcere è la privazione della libertà; non è la privazione della dignità. Io penso che questo lo dobbiate riconoscere.
La cultura radicale mi ha insegnato che non esistono nemici, ma avversari. Mi ha anche insegnato che in una democrazia liberale il ruolo e la responsabilità dell'opposizione sono altrettanto utili e indispensabili per il buon funzionamento di una democrazia liberale. È quello che mi appresto a fare. Sappia che sarò rigorosa e che la eserciterò con determinazione e rigore, ma ho, appunto, di fronte a me degli avversari politici, non dei nemici. Sono uomini e donne avversari e non nemici e mi piacerebbe che cominciassimo noi stessi a rispettare le istituzioni. Credo che i climi da stadio non aiutino ne dà una parte né dall'altra.

18.28 - Tocca al senatore Ricardo Antonio Merlo, fondatore del Movimento Associativo Italiani all'Estero, che critica proprio le difficoltà degli italiani all'estero si trovano ad affrontare e quanto poco sia stato fatto per loro.

18.26 - Si parte col senatore Riccardo Nencini, che sottolinea come alcune parole di Conte siano le stesse pronunciate da Robespierre e critica i pochi riferimenti al sud del Paese.

18:24 - La replica di Giuseppe Conte si è chiusa tra gli applausi.

Molti interventi hanno lamentato una scarsa attenzione per il Sud. Accidenti, detto a un pugliese questo è un po' pesante.
Guardate che nel contratto di Governo, a leggerlo con attenzione (e, se mi permettete, anche a rileggere un po' l'intervento di oggi), il Sud è dappertutto, non è un'isola che sta lì. E, scusate, un Ministro, pur senza portafoglio, dedicato espressamente al Sud, cos'è? Non è un segnale importante?

Banca pubblica di investimenti e tantissima, diffusa, distribuita attenzione per il Sud. Quando parliamo di infrastrutture, in tutte le iniziative e in tutte le azioni di Governo, è chiaro che ci sarà sempre un'attenzione costante per il Sud. Questo non significa che escluderemo il Nord, ma non dobbiamo neppure accedere a una logica di una spaccatura, presentando un Paese diviso, due mondi inconciliabili che non comunicano tra di loro. Noi abbiamo pensato di dedicare al Sud un Ministro (ci abbiamo riflettuto a lungo), perché abbiamo pensato che, per l'utilizzazione e la razionalizzazione dei fondi, anche a livello europeo (abbiamo studiato e abbiamo visto che non sono pienamente utilizzati), abbiamo bisogno evidentemente di un Ministro che fosse costantemente e organicamente dedicato a razionare meglio tutte le risorse per il Sud. Abbiamo sbagliato? Scarsa attenzione? Lo vedremo durante l'azione di Governo.
Infrastrutture. Ci avete detto che questo Governo non è per niente attento alle infrastrutture. Dove sono le infrastrutture? Guardate che noi vogliamo far crescere l'economia. L'economia cresce con investimenti produttivi e cresce anche con le infrastrutture. Ovviamente non abbiamo declinato in un contratto di Governo (ci è sembrato inopportuno) alcune specifiche opere.

E, ancora:

Non abbiamo declinato un elenco di specifiche opere. Ci siamo appena insediati: lasciateci il tempo di studiare i dossier aperti e di valutare quali infrastrutture realizzare.
Oggi ho dedicato molta attenzione al problema degli appalti pubblici; non vi sarà sfuggito, immagino, in quanto eravate molto attenti e attente. Ebbene, anche quella è un'attenzione preordinata agli investimenti in infrastrutture. Se noi non cerchiamo di deburocratizzare quel che è necessario, se non riusciamo a superare la stasi generata attualmente dalla recente approvazione del codice dei contratti pubblici, non andiamo da nessuna parte. Guardate che il nostro programma è molto articolato: siamo perfettamente consapevoli del fatto che oggi, tra due amministratori, tra chi assume le iniziative e chi sta fermo, il primo non fa più carriera, perché va incontro a responsabilità contabile e responsabilità penale, mentre quello che sta fermo invece va avanti. Siamo consapevoli, perché parliamo con gli amministratori locali. Dobbiamo risolvere questo problema; è inutile declamare che facciamo questo e facciamo quello, se non superiamo prima questa fase e questo passaggio.
Un'iniziativa che stiamo studiando riguarda ad esempio il ruolo dall'ANAC: dobbiamo potenziare anche la fase di precontenzioso e stiamo studiando come fare, perché, se riusciremo a potenziare la fase di precontenzioso dell'ANAC, avremo una sorta di certificazione autorevole per gli amministratori a procedere. Oggi, per fare l'amministratore, ma voi sapete che un dirigente scolastico, per fare una gita scolastica, deve fare un bando di gara per il mezzo di trasporto? Sapete che deve avere una competenza di diritto amministrativo che neppure dei miei colleghi hanno? È pensabile secondo voi? Possiamo parlare di infrastrutture, se non risolviamo questi problemi?

Conte ha affrontato anche le questioni del reddito di cittadinanza sollevate da alcuni senatori nel corso del pomeriggio:

Mi dispiace che il reddito di cittadinanza - mi limito a questa osservazione - sia stato rappresentato come una misura di assistenzialismo sociale. Se leggete con attenzione le anticipazioni che sono nel contratto di governo, è una misura chiaramente orientata, preordinata al reinserimento nel mondo lavorativo. Stiamo parlando di politiche attive e il presupposto fondamentale è la riforma dei centri per l'impiego altrimenti, lo riconosciamo noi stessi, non funzionerà e soprattutto non realizzerà quegli obiettivi che ci proponiamo di conseguire.
Per quanto riguarda la giustizia, ci accusate di giustizialismo: cos'è questo giustizialismo? La certezza della pena è giustizialismo? (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Non mi ci soffermo perché questa è forse una delle parti del contratto di Governo più articolata e corposa. Dico soltanto, dato che c'è stata un po' di preoccupazione in qualche intervento per quanto riguarda la prescrizione, che è necessario dosare gli equilibri. Il problema è tutto lì: nessuno ha detto che la prescrizione non sia in sé legittima. Il problema è che se non riusciamo a dosare gli equilibri, come attualmente formulata, diventa denegata giustizia.

A breve inizieranno le dichiarazioni di voto sulle mozioni di fiducia. Chi ha chiesto di prendere la parola avrà a disposizione 2 minuti.

18:10 - La Presidente del Senato ha dovuto richiamare i senatori all'ordine: "Trovo intollerabile che si faccia chiasso. Si può applaudire in maniera regolare. Questo tifo da stadio non serve"

18:00 - Giuseppe Conte sta replicando in questo momento.

17:56 - Con l'intervento di Paola Taverna (M5S), si conclude la discussione, ora ci sarà la replica di Giuseppe Conte.

17:23 - Prende la parola Matteo Renzi, senatore del Partito Democratico (CLICCA QUI PER IL VIDEO COMPLETO): "Prima di farci la morale guardatevi allo specchio… a quello che avete detto nella campagna elettorale e che state dicendo adesso. Voteremo no - continua - perché il contratto di governo è scritto con inchiostro simpatico. Noi siamo un’altra cosa da voi, voi (Lega e M5S, ndr) siete due forze che utilizzano tecniche di aggressione verbale che non ci vedranno mai protagonisti".

17:15 - Per Fratelli d’Italia prende la parola il senatore Ignazio La Russa: "Noi guarderemo ai fatti e non agli annunci, che anche se condivisibili, rispecchiano la difficoltà che lei presidente ha nel non dispiacere i due contraenti del governo (Lega e M5S, ndr). Esamineremo ciascuno dei vostri comportamenti, raccolga la proposta di Fdi e al primo consiglio dei Ministri fissi al 15% la tassa per il reddito nuovo, così metterete a tacere le voci secondo cui la flat tax servirà solo ai ricchi".

17:05 - Prende la parola Pietro Grasso, senatore del gruppo Misto Liberi e Uguali, rivolgendosi al premier Conte: "Non ha fornito novità sui fondi e sulle cose concrete che stanno alla base di una serie di intenti. Avete iniziato male, malissimo… Le dichiarazioni di fontana sulle famiglie e Salvini sui migranti, quali siano le vostre idee sui diritti civili. Per fortuna non sono nel contratto di governo… Non accetteremo un Paese nel quale è previsto l’aumento delle armi in circolazione. Non accetteremo il vincolo di mandato, che trasformerebbe gli eletti in schiaccia-bottoni".

16:45 - Umberto Bossi è intervenuto nel dibattito al Senato per parlare di reddito di cittadinanza e pensioni: "Non sono d’accordo con la decisione di affidare ai centri per l’impiego la gestione del reddito di cittadinanza. Serve prima la creazione di uno strumento di controllo. Quanto alle pensioni di vecchiaia, vanno fermati gli effetti automatici della legge Tremonti".

15:48 - Matteo Renzi, segretario dimissionario del PD, dovrebbe intervenire nell'aula del Senato alle ore 17:15 circa.


15:2O - Prende la parola il senatore a vita, Mario Monti (CLICCA QUI PER INTERVENTO COMPLETO E VIDEO): "Io non confido nell’insuccesso di questo governo. Credo che il presidente Conte non sarà un leader sotto tutela, spero che non lo sarà. Con il mio governo - ricorda - ho evitato che arrivasse la troika". Mugugni da parte dell'aula di Palazzo Madama.

14:45 - Il senatore del PD, Franco Mirabelli, accusa il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di aver fatto un discorso ricco di contraddizioni e mancanze, soprattutto sulla lotta alle mafie. Infine, alla maggioranza Lega-M5S dice: "Avete scelto un presidente del Consiglio non eletto dai cittadini e un accordo tra due forze politiche che non erano alleate prima delle elezioni".

Il discorso di Giuseppe Conte al Senato

Il discorso di Giuseppe Conte a Palazzo Madama è iniziato con un saluto al Presidente della Repubblica, come segno distensivo dopo le frizioni che ci sono state nella fase delle consultazioni: "Rivolgo un saluto al presidente della Repubblica che rappresenta l’unità nazionale e che ha accompagnato le fasi di formazione di questo governo".

Conte ha ammesso di avvertire il peso della grossa responsabilità che gli è stata affidata, ma al tempo stesso è pronto a fare il suo lavoro per soddisfare i bisogni concreti di chi ha votato per un cambiamento: "Bisogna offrire risposte concrete ai bisogni dei cittadini: la crescente disattenzione verso le istituzioni e la perdita di prestigio devono spingere a tutti a un supplemento di responsabilità che passa attraverso una maggiore apertura alle istanze reali che vengono da chi vive fuori da questi Palazzi. L’autorevolezza del governo e del Parlamento non possono basarsi solo sui compiti affidati loro dalla Carta istituzionale ma devono essere conquistati giorno dopo giorno operando con disciplina e onore e mettendo da parte le convenienze. Con questo spirito e questa consapevolezza oggi ci presentiamo a voi per chiedere la fiducia a favore non solo di una squadra di governo ma di un progetto per il cambiamento dell’Italia, formalizzato sotto forma di contratto dalle due forze politiche che formano la maggioranza parlamentare. Entrando per la prima volta in questo luogo avverto pesante la responsabilità per ciò che questo luogo rappresenta; Assumo questo compito con umiltà e determinazione, consapevole dei miei limiti, ma anche con l’abnegazione di chi comprende il peso delle responsabilità affidatemi. Non sono spinto da nient’altro che da spirito servizio".

Poi il Premier Conte ha ringraziato Salvini e Di Maio per la fiducia che gli hanno concesso: "Sono grato a chi rinunciando a legittime ambizione personali ha reso possibile la formazione del governo, e mi fanno sentire ancora più profondamente le responsabilità. Non ho pregresse esperienze politiche, sono un cittadino che si è dichiarato disponibile ad assumere eventuali responsabilità e successivamente ad accettare la responsabilità di governo. Come già ho anticipato mi propongo a voi, e a attraverso voi, come avvocato che tutelerà l’interesse dell’intero popolo italiano. Qualcuno ha considerato questa novità in termine di cesura con la storia repubblicana, quasi un attentato alle tradizioni non scritte. Tutto vero, dirò di più: non credo si tratti di una semplice novità, la novità è che abbiamo affrontato un cambiamento radicale del quale siamo orgogliosi. Rispetto a prassi che prevedevano valutazioni scambiate nel chiuso di conciliaboli tra leader politici per lo più centrate sulla spartizione di ruoli personali e ben poco sui programmi, ci presentiamo non nascondendo le diversità e rinunce reciproche, nel segno della trasparenza nei confronti degli elettori".

Conte ha poi parlato del cambiamento che questo Governo intende rappresentare: "Presentarsi oggi nel segno del cambiamento non è scelta retorica o propagandistica ma risponde alla necessità di aprirsi al vento nuovo che soffia da tempo nel Paese e che ha prodotto una geografia del consenso politico completamente inedita. Non esistono più forze politiche che come un tempo esprimono una visione del mondo, che esprimono la loro azione in base a sistemi ideologici. Ci prendiamo la responsabilità di affermare che ci sono politiche vantaggiose o svantaggiose per i cittadini: le forze politiche che integrano la maggioranza di governo sono state accusate di essere populiste e antisistema. Se populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo. Cambia il fatto che la prima preoccupazione del Governo saranno i diritti sociali, che nel corso degli ultimi anni sono stati progressivamente smantellati con i risultati che conosciamo: milioni di poveri, milioni di disoccupati, milioni di sofferenti".

Poi Conte ha iniziato ad esporre i punti del programma: "Il cambiamento è in una giustizia rapida ed efficiente e dalla parte dei cittadini, con nuovi strumenti come la class action, l’equo indennizzo per le vittime di reati violenti, il potenziamento della legittima difesa. Cambia che metteremo fine al business dell’immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà. E’ ora di dire che i cittadini italiani hanno diritto a un salario minimo orario, affinché nessuno venga più sfruttato, che hanno diritto a un reddito di cittadinanza e a un reinserimento al lavoro qualora si ritrovino disoccupati, che hanno diritto a una pensione dignitosa. Combatteremo la corruzione con metodi innovativi come il “daspo” ai corrotti e con l’introduzione dell’agente sotto copertura".

"In questo tempo di crisi e difficoltà ci impegniamo a dare sostanza alla previsione contenuta nel primo articolo della nostra Costituzione, che fonda la Repubblica sul lavoro. Vogliamo costruire un nuovo patto sociale trasparente ed equo, fondato sulla solidarietà ma anche sull’impegno, consapevoli che solo con la partecipazione di tutti allo sviluppo del Paese potremo garantire un futuro di prosperità anche ai nostri figli"

Sul piano internazionale: "Intendiamo ribadire la convinta appartenenza del nostro Paese all’Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti d’America quale alleato privilegiato. Saremo fautori di una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa".

Il tema scottante delle pensioni d'oro: "Le cosiddette pensioni d’oro sono un esempio di ingiustificato privilegio che va contrastato. Interverremo sugli assegni superiori ai 5mila euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati"

Conte ha ribadito di voler lottare per: "L’eliminazione del divario di crescita tra l’Italia e l’Unione Europea è un nostro obiettivo, che dovrà essere perseguito in un quadro di stabilità finanziaria e di fiducia dei mercati". Aggiungendo: "L’Europa è la nostra casa. Quale Paese fondatore abbiamo il pieno titolo di rivendicare un’Europa più forte e anche più equa, nella quale l’Unione economica e monetaria sia orientata a tutelare i bisogni dei cittadini, per bilanciare più efficacemente i princìpi di responsabilità e di solidarietà".

Ampio spazio per i temi legati alla Giustizia: "Riformeremo anche la prescrizione, che deve essere restituita alla sua funzione originaria, non più ridotta a mero espediente per sottrarsi al giusto processo. Inaspriremo le pene per il reato di violenza sessuale oltre all’equo indennizzo a favore delle vittime. Ove necessario, aumenteremo il numero di istituti penitenziari anche al fine di assicurare migliori condizioni alle persone detenute, ferma restando la funzione riabilitativa costituzionalmente prevista per la pena, che impone di individuare adeguati percorsi formativi e lavorativi".

Il conflitto di interessi: "È un tarlo che mina il nostro sistema economico-sociale fin nelle sue radici, e impedisce che il suo sviluppo avvenga nel rispetto della legalità e secondo le regole della libera competizione. Soggetti che sono istituzionalmente investiti dell’obiettivo di perseguire interessi collettivi, e che dovrebbero improntare le loro iniziative a una logica imparziale, in realtà, vengono sovente sorpresi a perseguire il proprio tornaconto personale. Rafforzeremo la normativa attuale in modo da estendere le ipotesi di conflitto fino a ricomprendervi qualsiasi utilità, anche indiretta, che l’agente possa ricavare dalla propria posizione o dalla propria iniziativa. Occorre rafforzare, inoltre, le garanzie e i presidi utili a prevenire l’insorgenza di potenziali conflitti di interesse".

Le mafie: "Contrasteremo con ogni mezzo le mafie, aggredendo le loro finanze, le loro economie e colpendo le reti di relazioni che consentono alle organizzazioni criminali di rendersi pervasive nell’ambito del tessuto socio-economico".

Migranti e gestione del fenomeno: "Primo banco di prova del nuovo modo di dialogare con i partner europei è l’immigrazione. La gestione dei flussi finora è stata un fallimento: l’Europa ha consentito chiusure egoistiche di molti Stati che hanno scaricato, in primo luogo sul nostro Paesi, oneri e difficoltà. Chiederemo con forza il superamento del Regolamento di Dublino per ottenere l’effettivo rispetto dell’equa ripartizione delle responsabilità e realizzare sistemi automatici di ricollocamento obbligatorio dei richiedenti asilo. Non siamo e non saremo mai razzisti. Bisogna riorganizzare e rendere efficiente il sistema dell’accoglienza, assicurando trasparenza sull’utilizzo dei fondi pubblici ed eliminando ogni forma di infiltrazione della criminalità organizzata".

I centri per l'impiego e il reddito di cittadinanza: "L’obiettivo del Governo è assicurare un sostegno al reddito a favore delle famiglie più colpite dal disagio socio-economico. Un beneficio commisurato alla composizione del nucleo famigliare e condizionato alla formazione professionale e al reinserimento lavorativo. Ci proponiamo, in una prima fase, di rafforzare i centri per l’impiego e sollecitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro con la massima efficienza e celerità possibili. Nella seconda fase, verrà erogato il sostegno economico vero e proprio".

Il caso del migrante ucciso in Calabria: "Non siamo affatto insensibili. Una riflessione merita la vicenda tragica e inquietante occorsa qualche giorno or sono. Sacko Soumayla è stato ucciso con un colpo di fucile: era uno tra i mille braccianti, con regolare permesso di soggiorno, che tutti i giorni in questo paese si recano al lavoro in condizioni che si collocano al di sotto della soglia della dignità. A lui e ai suoi familiari va il nostro commosso pensiero. Ma questo non basta. La politica deve farsi carico del dramma di queste persone e garantire percorsi di legalità, che costituiscono la stella polare di questo programma di governo".

La Flat Tax: "Ci ripromettiamo di introdurre misure rivoluzionarie che conducano a una integrale revisione del sistema impositivo dei redditi delle persone fisiche e delle imprese. L’obiettivo è la “flat tax”, ovvero una riforma fiscale caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni che possa garantire la progressività dell’imposta, in piena armonia con i principi costituzionali".

La Spesa Sanitaria: "Il documento di economia e finanza, credo che sia a voi noto, è stato già deliberato prevede una contrazione della spesa sanitaria. Sarà compito di questo Governo invertire questa tendenza per garantire la necessaria equità nell’accesso alle cure. Le differenze socioeconomiche non possono, non devono risultare discriminanti ai fini della tutela della salute per i cittadini del nostro Paese".

La legge fallimentare: "Promuoveremo una disciplina che riveda integralmente la tradizionale legge fallimentare, nel segno di un approccio ben più ampio, che abbandonando una logica meramente sanzionatoria, valga a disciplinare e definire, in modo organico, il fenomeno della cosiddetta crisi di impresa".

I rapporti con le opposizioni: "Una specifica considerazione rivolgo ai gruppi parlamentari che si collocheranno all’opposizione. Questo governo non è espressione del vostro sentire, ma si apre anche alle vostre valutazioni. Nel rispetto dei ruoli, qualora confermerete di non appoggiare questa iniziativa di governo, vi chiedo però di esercitare le vostre prerogative di opposizione in modo costruttivo e leale. Le istituzioni non sono il patrimonio di una sola forza politica ma sono la casa di tutti gli italiani e segnano la qualità del nostro ordinamento giuridico e del nostro vivere civile. Una opposizione anche ferma, ma leale e costruttiva è il sale della dialettica politica e serve per il buon funzionamento dell’istituzione parlamentare". C'è stata anche un'apertura per allargare eventualmente la maggioranza: "Saremo disponibili anche a valutare, in corso d’opera, l’apporto di gruppi parlamentari che vorranno condividere il nostro cammino e, se del caso, aderire successivamente al contratto di governo, offrendo un apporto più stabile alla realizzazione del nostro programma".

La prima uscita pubblica: "Un pensiero prima di chiudere ai terremotati, la mia prima uscita pubblica sarà dedicata a loro".

13.19 – Conte a opposizioni: “Governo si apre a voi, istituzioni sono casa di tutti”
“Una specifica considerazione rivolgo ai gruppi parlamentari che si collocheranno all’opposizione. Questo governo non è espressione del vostro sentire, ma si apre anche alle vostre valutazioni. Nel rispetto dei ruoli, qualora confermerete di non appoggiare questa iniziativa di governo, vi chiedo però di esercitare le vostre prerogative di opposizione in modo costruttivo e leale”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato. “Le istituzioni non sono il patrimonio di una sola forza politica ma sono la casa di tutti gli italiani e segnano la qualità del nostro ordinamento giuridico e del nostro vivere civile. Una opposizione anche ferma, ma leale e costruttiva è il sale della dialettica politica e serve per il buon funzionamento dell’”istituzione parlamentare” e dell’intero sistema democratico”, conclude.

12.25 - Si apre con la dichiarazione programmatica del presidente del Consiglio Giuseppe Conte la giornata del voto di fiducia al Senato sul "programma del cambiamento" dell'esecutivo giallo-verde. Conte prima di entrare a Palazzo Madama, alle 12, ai giornalisti ha detto: "Oggi è un passaggio importante per me e il Paese. Sono emozionato". Dopo la discussione alle 14.30 ci sarà il voto finale, che dovrebbe tenersi tra le 19:30 e le 20.30.


Oggi è il giorno del voto di fiducia al Senato al governo di Giuseppe Conte. Il premier si presenterà a Palazzo Madama alle 12 per leggere il discorso programmatico limato nella notte, discorso che poi verrà consegnato alla Camera dei deputati che invece voterà la fiducia al governo Conte mercoledì alle 17:40. Il presidente del Consiglio alle 14.30 tornerà poi al Senato per la discussione e il voto finale.

Secondo le indiscrezioni di stampa Conte nel suo discorso programmatico si concentrerà su alcuni degli obiettivi del contratto di governo, in tema di fisco, reddito e pensione di cittadinanza, superamento della Fornero e regolamento di Dublino, confermando la centralità per l'Italia dell’Europa.

Governo Conte: domani alle 19:30 voto di fiducia al Senato

22.10 - Il Premier Giuseppe Conte ha pubblicato sul suo profilo Facebook una foto e un breve messaggio:

"Al lavoro fino a tarda sera sul discorso alle Camere. Domani sarà un giorno importante in cui il Parlamento sarà chiamato a dare la fiducia al governo del cambiamento. Potrete seguire la diretta streaming qui sulla mia pagina Facebook. A domani!"

Giuseppe Conte

17.00 - Appuntamento alle 19:30 in Senato per il voto di fiducia al governo Conte. Il premier prima esporrà il programma di governo a Palazzo Madama, poi andrà alla Camera per depositarlo e alle 12 tornerà in Senato per la discussione e il voto di fiducia. Presso la Camera alta il governo Conte ha solo 6 voti in più rispetto alla maggioranza assoluta e cioè 167 (58 dei senatori leghisti e 109 dei 5 stelle).

A quattro giorni dal giuramento del governo di Giuseppe Conte, oggi si decideranno le tempistiche per il voto di fiducia in Parlamento. Le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato si riuniranno in giornata per decidere quando il nuovo esecutivo sarà messo alla prova.

Al momento l'ipotesi più probabile è quella delle votazione in due distinte giornate: si dovrebbe partire domani, martedì 5 giugno, con la prova di fiducia al Senato e il giorno successivo, mercoledì 6 giugno, alla Camera.

Il voto di fiducia non dovrebbe costituire un problema per il nuovo governo. Al Senato, dove la maggioranza assoluta è di 161 - la metà dei senatori più uno - ci sarebbero 167 senatori pronti a votare la fiducia, mentre alla Camera la maggioranza sarebbe ancora più ampia: 346 voti a favore rispetto a una maggioranza assoluta di 316.

Questi sono i numeri certi - 58 senatori della Lega e 109 di M5S per il Senato e 124 deputati della Lega e 222 deputati di M5S - ai quali se ne aggiungeranno senza dubbio degli altri, considerando i gruppi misti e i deputati e senatori che in passato hanno fatto parte dei due partiti principali.

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