Migranti, 7 paesi UE si oppongono alla riforma di Dublino. Salvini: "Una vittoria per noi"

"Con le elezioni delle destre in Europa oggi è un problema raggiungere un compromesso."

Migranti in Europa

L'Italia ha detto no al compromesso sulla riforma di Dublino che era stato proposto dalla presidenza bulgara del Consiglio dell'UE, in carica fino al prossimo 30 giugno. E con l'Italia hanno detto no anche Spagna, Austria, Romania, Ungheria, Slovenia e Slovacchia, mentre Estonia, Polonia e Gran Bretagna hanno preferito non esprimersi.

È questo il risultato del vertice dei ministri degli Interni e Giustizia dell'Unione Europea che si è tenuto oggi in Lussemburgo, incentrato proprio sulla revisione di quel trattato che disciplina il diritto d'asilo per i migranti che arrivano nell'Unione Europea.

La Convenzione di Dublino è stata firmata nel 1990, ma la versione attualmente in vigore è quella approvata nel 2013, ribattezzata Regolamento di Dublino III: questa versione stabilisce che il Paese UE in cui il migrante arriva per la prima volta ha il compito di espletare le procedure di richiesta d'asilo. Questo va a penalizzare i Paesi del Mediterraneo come Italia, Grecia o Spagna, per evidenti motivi prime tappe delle migliaia di migranti in arrivo in Europa.

La Presidenza del Consiglio UE aveva proposto una revisione del trattato e la riunione di oggi sarebbe dovuta servire proprio per raggiungere un accordo. Dieci Paesi, però, si sono opposti a quelle modifiche, giudicate non vantaggiose, e la riforma del trattato si è cos' arenata.

Helene Fritzon, Ministro alla Migrazione della Svezia, ha così commentato quanto accaduto oggi:

L'Europa ha bisogno di un'intesa sulla riforma di Dublino, ma con le elezioni delle destre in Europa oggi è un problema raggiungere un compromesso. C'è un clima politico più duro. Non si tratta solo dell'Italia, ma anche della Slovenia.

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, non presente oggi in Lussemburgo in quanto impegnato al Senato per la votazione della fiducia al governo di Giuseppe Conte, ha accolto con grande soddisfazione il fallimento odierno, definito "una vittoria per noi". In serata, su Facebook, ha sottolineato ancora una volta il concetto:

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