Governo Conte, Martina (PD): "Il contratto di governo è una gigantesca cambiale. Vi daremo battaglia"

L'intervento del reggente del Pd durante la discussione alla Camera.


Maurizio Martina

Durante il dibattito alla Camera dei Deputati sulla fiducia al governo Conte, poco prima di mezzogiorno è intervenuto il reggente del Partito Democratico, Maurizio Martina, con un breve, ma intenso discorso, letto quasi tutto a voce molto alta. Prima di tutto ha ringraziato alcuni dei parlamentari intervenuti tra ieri oggi, in particolare la senatrice a vita Liliana Segre, che si è schierata contro provvedimenti contro i popoli nomadi, poi ha bacchettato il governo per aver ricordato il migrante Soumayla Sacko a fatica e solo perché praticamente costretto. In seguito è entrato nella questione politica vera e propria e ha detto:

"Il contratto serve a voi per stare insieme, non c'è nulla di utile a costruire una traiettoria di futuro per il Paese, è una gigantesca cambiale che pagheranno le giovani generazioni di questo Paese, perché scaricherà su di loro i costi della vostra irresponsabilità. Se presenterete un condono mascherato, non vi daremo battaglia. Se discriminerete i bambini negli asili secondo la nascita, vi daremo battagliare e farete una riforma in cui chi guadagna di più pagherà di meno, noi vi daremo battaglia"

Poi ha continuato:

"Altro che destra e sinistra non ci sono più... Si sono impegnati i vostri ministri a dimostrare che questa differenza c'è ancora. Questo è un governo di destra e dovete avere l'onestà e il coraggio di dirlo. Lo è per le reazioni che ha scatenato in Europa, da Marine Le Pen a Nigel Farage, fino ai populisti americani. Noi daremo battaglia per difendere la collocazione internazionale dell'Italia, che vuole garantire pace e cooperazione, pace, una parola che lei non ha mai nominati nel suo intervento. L'Italia è figlia della resistenza e di grandi europei e italiani, Spinelli, De Gasperi, altro che Orban o la Le Pen. Vi misureremo sulle scelte concrete che farete sui dazi di Trump. Con chi starete? Con gli operai o con i sovranisti? Lei ha definito il suo governo populista, è legittimo, ma sappia che populista non vuol dire popolare, è chi soffia sul fuoco. Noi costruiremo un'alternativa concreta, su proposte concrete, come l'allargamento del reddito di inclusione. Noi saremo l'alternativa popolare, sociale, affidabile, saremo la buona politica, con i piedi per terra e lo sguardo lungo, quella dell'ascolto e della proposta. A voi il dovere di fare fino in fondo i conti con la realtà. A noi certamente il compito di dare agli italiani il senso di un destino comune"

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